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24.090 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-11-27

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 27 novembre 2024 concernente la modifica della legge sulla radioprotezione (LRaP)

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 27.11.2024

Nella legge sulla radioprotezione sarà precisato il principio di causalità

Il principio di causalità sancito nella legge sulla radioprotezione (LRaP) deve essere precisato, in particolare per disciplinare le spese per l’approvvigionamento della popolazione con compresse allo iodio e il risanamento di siti radiologicamente contaminati. Gli esercenti delle centrali nucleari saranno quindi tenuti per legge ad assumere le spese per la distribuzione delle compresse allo iodio nel raggio di 50 chilometri dalla centrale. Nella sua seduta del 27 novembre 2024, il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il relativo disegno di legge.

Secondo il principio di causalità sancito nella LRaP, le spese per i provvedimenti di radioprotezione sono addossate a chi li rende necessari. In seguito a una sentenza del Tribunale federale è necessario apportare alcuni adeguamenti e precisazioni alla legge, in modo da sancire i principi già in vigore.
Un adeguamento riguarda le spese per la distribuzione delle compresse allo iodio attorno alle centrali nucleari. Con questa modifica di legge, al Consiglio federale sarà conferita la competenza di stabilire il raggio attorno a una centrale nucleare nel quale gli esercenti sono tenuti ad assumere la totalità delle spese. Attualmente tale raggio è di 50 chilometri, limite oltre il quale le spese sono assunte per metà dagli esercenti delle centrali nucleari e per metà da Confederazione, Cantoni e Comuni.
L’altra modifica di legge prevede che le spese per i provvedimenti di risanamento di siti radiologicamente contaminati siano assunte in primo luogo da chi li rende necessari e in secondo luogo dai detentori dei siti. Questo disciplinamento si applica per esempio ai siti radiologicamente contaminati in seguito all’impiego di pittura luminescente contenente radio nell’industria orologiera. La Confederazione assume le spese soltanto nei casi in cui i responsabili non possono più essere individuati o sono insolventi. Lo stesso vale per lo smaltimento di scorie radioattive.
Inoltre, nella legge viene precisato il principio di causalità per le spese derivanti dalla sorveglianza della radioattività in prossimità di centrali nucleari e aziende dell’industria di lavorazione del trizio. Sono altresì create basi giuridiche per il trattamento e la comunicazione di dati personali, per esempio quelli che concernono le licenze nel settore della radioprotezione. Infine, le disposizioni penali saranno adeguate affinché si possa rinunciare a una denuncia nei casi in cui il potenziale di rischio radiologico è molto basso.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 03.06.2025

Compresse di iodio pagate da centrali nucleari
I gestori delle centrali nucleari dovrebbero essere tenuti per legge ad assumere le spese per la distribuzione delle compresse allo iodio nel raggio di 50 chilometri. Ne è convinto il Consiglio nazionale, che oggi - con 125 voti contro 66 - ha adottato la modifica della legge sulla radioprotezione (LRaP) voluta dal Governo. Il dossier passa ora agli Stati.

La modifica legislativa si è resa necessaria in seguito a una sentenza del Tribunale federale. Il principio di causalità sancito nella LRaP è stato infatti precisato in modo che le spese per i provvedimenti di radioprotezione vengano addebitate a chi li rende necessari, ha indicato Simone de Montmollin (PLR/GE) a nome della commissione.

Per quanto riguarda le spese per la distribuzione delle compresse allo iodio, il Consiglio federale ha stabilito che nel raggio di 50 chilometri attorno a un impianto atomico gli esercenti siano tenuti ad accollarsi la totalità dei costi. Oltre questo limite le spese sono assunte per metà dai gestori delle centrali nucleari e per metà da Confederazione, Cantoni e Comuni, ha aggiunto Montmollin.

In aula, solo l'UDC si è opposto al progetto di legge. In particolare, Nicolas Kolly (UDC/FR) ha chiesto di non penalizzare finanziariamente i gestori degli impianti e di non indebolire la competitività dell'industria nucleare, necessaria per garantire la diversificazione energetica. Ha inoltre tentato invano di convincere il plenum a non "stigmatizzare" l'energia nucleare, poiché - a suo avviso - i rischi radioattivi possono sorgere anche in altre situazioni.

Quanto al raggio di 50 km entro il quale gli esercenti devono sostenere l'intero costo della distribuzione delle pastiglie di iodio, l'UDC ha cercato invano di ridurlo a 20 km.

Dal canto suo, la sinistra avrebbe voluto che tutti i costi sostenuti fossero interamente a carico dei gestori, senza alcuna partecipazione delle autorità. Secondo Gabriela Suter (PS/AG), le persone che vivono intorno alle centrali nucleari sopportano già i rischi, quindi è giusto che non debbano sostenere anche i costi. Anche questa proposta non è stata sostenuta dalla maggioranza.

Siti radiologicamente contaminati

Un'altra modifica - non combattuta in aula - prevede che le spese per i provvedimenti di risanamento di siti radiologicamente contaminati siano assunte in primo luogo da chi li rende necessari e in secondo luogo dai detentori dei siti. Questa disposizione si applica ad esempio ai contaminati in seguito all'impiego di pittura luminescente contenente radio nell'industria orologiera. La Confederazione assume le spese soltanto nei casi in cui i responsabili non possano più essere individuati o siano insolventi. Lo stesso vale per lo smaltimento di scorie radioattive.

È stato infine precisato il principio di causalità anche per quanto riguarda le spese di sorveglianza della radioattività in prossimità di centrali nucleari e aziende dell'industria di lavorazione del trizio. Le modifiche prevedono anche nuove basi giuridiche per il trattamento e la comunicazione di dati personali, per esempio quelli che concernono le licenze nel settore della radioprotezione. Sono pure state adeguate le disposizioni penali per fare in modo che si possa rinunciare a una denuncia nei casi in cui il potenziale di rischio radiologico è molto basso.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 02.03.2026

Compresse di iodio pagate da centrali nucleari

I gestori delle centrali nucleari dovrebbero essere tenuti per legge ad assumere le spese per la distribuzione delle compresse allo iodio nel raggio di 50 chilometri. Ne è convinto il Consiglio degli Stati che ha adottato - 43 voti a 1 - la modifica della legge sulla radioprotezione (LRaP) voluta dal Governo. Il dossier ritorna al Nazionale per alcune divergenze.

La modifica legislativa si è resa necessaria in seguito a una sentenza del Tribunale federale. Il principio di causalità sancito nella LRaP è stato infatti precisato in modo che le spese per i provvedimenti di radioprotezione vengano addebitate a chi li rende necessari.

Per quanto riguarda le spese per la distribuzione delle compresse allo iodio, il Consiglio federale ha stabilito che nel raggio di 50 chilometri attorno a un impianto atomico gli esercenti siano tenuti ad accollarsi la totalità dei costi. Oltre questo limite le spese sono assunte per metà dai gestori delle centrali nucleari e per metà da Confederazione, Cantoni e Comuni.

Siti contaminati

Un'altra modifica prevede che le spese per i provvedimenti di risanamento di siti radiologicamente contaminati siano assunte in primo luogo da chi li rende necessari e in secondo luogo dai detentori dei siti. Questa disposizione si applica ad esempio alle contaminazioni sorte in seguito all'impiego di pittura luminescente contenente radio nell'industria orologiera. La Confederazione assume le spese soltanto nei casi in cui i responsabili non possano più essere individuati o siano insolventi. Lo stesso vale per lo smaltimento di scorie radioattive.

Diversamente dal Nazionale, però, per quanto riguarda l’ispezione e il risanamento di siti e beni immobili contaminati dal radon gli Stati non vogliono una nuova base legale che determini i valori limite di questo gas nonché l’assunzione delle spese per i provvedimenti di risanamento, ma preferiscono rimanere alla prassi attuale a livello di ordinanza.

Inoltre, nonostante l'opposizione del campo rosso-verde e della "ministra" della sanità, Elisabeth Baume-Schneider, il plenum ha stabilito che le contravvenzioni commesse per negligenza secondo la legge sulla radioprotezione non debbano più venir punite (il progetto di legge prevede fino a 20 mila franchi di multa - 40 mila se intenzionalmente -, ma anche l'esonero per i casi di poca importanza. n.d.r.).

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 03.06.2026

Risanamento radon a carico dei proprietari

Il Consiglio nazionale ha oggi deciso, esaminando le divergenze in merito alla modifica della legge sulla radioprotezione (LRaP), che i proprietari di siti che generano radiazioni ionizzanti di origine naturale dovranno farsi carico del loro risanamento.

Questa misura concerne in modo particolare il radon, il gas radioattivo naturalmente presente negli edifici. I proprietari dovranno risanare a proprie spese il loro immobile qualora questo presenti un pericolo per l'essere umano e per l'ambiente.

Dovranno inoltre coprire i costi degli esami per valutare il tasso di radioattività. Il Nazionale ha lasciato al Consiglio federale il compito di stabilire a partire da quale livello di radiazioni si rendano necessarie delle misure.

La Camera del popolo si spinge così più lontano rispetto al Consiglio degli Stati, che voleva imporre questo onere unicamente ai proprietari di siti contaminati da radiazioni ionizzanti di origine non naturale. La vernice luminescente al radio utilizzata nell'industria orologiera ne è un esempio.

Le due camere avevano invece già adottato il punto della legge che concerne la distribuzione di compresse allo iodio nel raggio di 50 chilometri dalle centrali nucleari. Le relative spese saranno a carico delle aziende elettriche.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 08.06.2026

Il Consiglio degli Stati ha mantenuto la divergenza che l'oppone al Nazionale in merito alla modifica della legge sulla radioprotezione (LRaP). La Camera del popolo ha proposto che i proprietari di siti che generano radiazioni ionizzanti di origine naturale debbano farsi carico del loro risanamento, gli Stati si oppongono.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 09.06.2026

Il Consiglio nazionale ha mantenuto le divergenze con la Camera dei Cantoni in merito alla modifica della legge sulla radioprotezione (LRaP).

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.06.2026

Il Consiglio degli Stati ha mantenuto una divergenze circa il gas radon - gas radioattivo naturale presente nel sottosuolo - negli edifici e gli obblighi dei proprietari al riguardo per il risanamento.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 17.06.2026

Il Consiglio nazionale ha approvato, con 138 voti contro 51 e 4 astenuti, le proposte della Conferenza di conciliazione in merito alla modifica della legge sulla radioprotezione (LRaP). La Camera del popolo aveva proposto che i proprietari dei siti che generano radiazioni ionizzanti di origine naturale si facciano carico degli interventi di risanamento, mentre il Consiglio degli Stati si era sempre opposto a questa impostazione. Alla fine ha prevalso la versione sostenuta dai "senatori".

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.06.2026

Compresse iodio, centrali atomiche si sobbarchino costi

Le centrali nucleari si faranno carico del costo derivante dalla distribuzione di compresse di iodio alla popolazione. È uno dei punti della modifica apportata alla Legge sulla radioprotezione adottata dal Consiglio degli Stati che ha eliminato le ultime divergenze col Nazionale, in particolare sul radon. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Il Consiglio nazionale, sostenuto dal Consiglio federale, voleva far pagare ai proprietari dei siti contaminati dal radon (gas naturale pericoloso per la salute che penetra nelle case dal terreno) i costi relativi a tale contaminazione. Intendeva responsabilizzare i proprietari dei circa 200 mila edifici su un totale di 1,8 milioni presenti in Svizzera.

La Camera del popolo ha poi fatto retromarcia, decidendo che il Consiglio federale deve avere la competenza di stabilire le modalità relative ai costi e ai valori di riferimento che indicano a partire da quando sono necessarie misure di risanamento. Il radon è la seconda causa di cancro ai polmoni dopo il fumo. Supera i limiti di legge nel 10% dei casi.

Ma il Consiglio degli Stati non era d'accordo, ritenendo che non si dovesse attribuire una responsabilità penale a persone che non hanno causato tale contaminazione. Questa posizione si è imposta in sede di conciliazione.

Solo i proprietari di siti contaminati da radiazioni ionizzanti di origine non naturale dovranno, in determinati casi, farsi carico dei costi. La vernice luminescente al radio utilizzata nell'industria orologiera ne è un esempio. La riforma opera una distinzione tra i responsabili della contaminazione e i proprietari dei siti. I costi saranno a carico in primo luogo dei responsabili e, in secondo luogo, dei proprietari.

Il Parlamento era inoltre in disaccordo sulle infrazioni per negligenza. A differenza del Consiglio degli Stati, il Nazionale sosteneva la proposta del Consiglio federale di punire i responsabili con una multa fino a 20 mila franchi. Riteneva che fosse necessario un effetto dissuasivo per queste infrazioni, che rappresentano il 95% dei casi. Anche in questo caso, i "senatori" hanno avuto la meglio: questa proposta è stata stralciata dalla legge.

Nessuna divergenza fra le Camere invece su uno dei punti principali della riforma: la copertura dei costi per la distribuzione delle compresse di iodio alla popolazione che vive nei pressi delle centrali atomiche. D'ora in poi spetterà ai gestori di questi impianti passare alla cassa.

Finora i gestori coprivano i costi di distribuzione entro un raggio di 50 km. La Confederazione, i Cantoni e i Comuni partecipavano alla metà delle spese oltre tale limite. Il Consiglio federale può ora decidere in quali casi le centrali debbano farsi carico dell'intero fardello.

Informazioni

Segreteria della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPTE)

urek.ceate@parl.admin.ch

Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia (CAPTE)