24.3377 · Interpellanza · 2024-03-15
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
In risposta all’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, Israele ha condotto una nuova operazione militare nell’isolata Striscia di Gaza con conseguenze spaventose: più di 1,5 milioni di persone sono state sfollate, oltre 31 000 palestinesi, di cui quasi la metà bambini, sono stati uccisi e 75 000 persone sono state ferite. Inoltre, l’esercito israeliano ha distrutto sistematicamente ospedali, scuole, impianti sportivi, biblioteche, musei, edifici storici, moschee e chiese. A metà marzo, dopo i primi decessi per fame, il segretario generale dell’ONU e le organizzazioni internazionali umanitarie hanno lanciato l’allarme sull’incombente rischio di una carestia diffusa a Gaza a causa del rifiuto di Israele di fare entrare nella Striscia acqua e aiuti umanitari sufficienti per la popolazione civile palestinese. L’inaudita brutalità e la manifesta sproporzione dell’operazione militare israeliana hanno indotto il Sudafrica a denunciare Israele presso la Corte internazionale di giustizia, che ha emesso un’ordinanza in cui si chiede al Paese mediorientale di porre immediatamente fine a tutti gli atti proibiti dalla Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine del genocidio. Il segretario generale dell’ONU, i responsabili di numerose organizzazioni umanitarie nonché moltissimi Paesi e cittadine e cittadini di tutto il mondo chiedono un cessate il fuoco immediato e che Israele consenta l’ingresso nella Striscia di Gaza di aiuti umanitari sufficienti per tutta la popolazione civile che sta subendo grandi sofferenze. Inoltre, dall’inizio dell’operazione militare a Gaza, nella Cisgiordania occupata oltre 500 civili sono stati uccisi dai coloni israeliani o dalle forze armate in violazione delle Convenzioni di Ginevra. In questo drammatico contesto chiedo al Consiglio federale: 1. Quali misure concrete ha adottato per adempiere i suoi obblighi internazionali al fine di ottenere che Israele rispetti le Convenzioni di Ginevra e la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine del genocidio, e impedire una carestia programmata a danno del popolo palestinese? 2. Quando intende riprendere le attività di aiuto umanitario in Medio Oriente e ripristinare il versamento dei contributi all’Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi (UNRWA) allo scopo di aiutare la popolazione ed evitare la carestia? 3. Quali passi concreti ha intrapreso per fare in modo che Israele ponga fine alla politica di colonizzazione illegale del territorio palestinese, contraria al diritto internazionale e a numerose risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite? 4. Quali passi concreti ha intrapreso la Svizzera per rendere possibile il dialogo in favore di una pace duratura tra Israele e la Palestina, come nel quadro dell’Iniziativa di Ginevra prima che il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) smettesse di finanziarla? 5. Il Consiglio federale quando intende riconoscere lo Stato di Palestina, attualmente già riconosciuto da 139 dei 193 Stati membri dell’ONU, visto che è sempre più evidente che una pace duratura passa per il riconoscimento e il rafforzamento dello Stato palestinese accanto a quello di Israele? 6. Pensa di vietare l’ingresso in Svizzera dei coloni israeliani violenti ostili ai civili palestinesi della Cisgiordania? 7. Quando intende rendere vincolante l’indicazione di origine corretta e completa dei prodotti importati in Svizzera dalle colonie di popolamento israeliane illegali secondo il diritto internazionale, come è obbligatorio in seno all’Unione europea dal 2011?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale chiede a tutte le parti di rispettare i loro obblighi derivanti dal diritto internazionale. Si aspetta da Israele che osservi le ordinanze emesse dalla Corte internazionale di giustizia il 26 gennaio e il 28 marzo 2024. La Svizzera sostiene queste posizioni sul piano multilaterale e nelle sue relazioni bilaterali. 2. Come deciso dal Parlamento nel dicembre del 2023 (23.041), i fondi umanitari destinati al Medio Oriente saranno versati a rate e previa consultazione delle Commissioni della politica estera. Per quanto riguarda l’UNRWA, il Consiglio federale attende ulteriori informazioni dall’indagine in corso da parte dell’Ufficio dei servizi di controllo interno dell’ONU. Inoltre sta esaminando le informazioni provenienti dal rapporto indipendente sui meccanismi per garantire la neutralità dell’agenzia coordinato dalla ex ministra degli esteri francese Catherine Colonna. 3. Il Consiglio federale ribadisce che, secondo il diritto internazionale umanitario, le colonie di popolamento sono illegali. La Svizzera invita Israele, sul piano bilaterale e multilaterale, ad astenersi dall’adottare misure che generino cambiamenti duraturi nel Territorio palestinese occupato e a revocare tutte le decisioni in tal senso. 4. Il Consiglio federale continua a impegnarsi a favore di una pace duratura in Medio Oriente. Per la Svizzera, la promozione del dialogo tra la comunità israeliana e quella palestinese come pure all’interno di ciascuna di queste due comunità rimane una priorità, da mettere in atto in particolare tramite le attività dell’inviato speciale per la regione MENA e il programma di pace della Divisione Pace e diritti umani del DFAE. 5. Il Consiglio federale sostiene da molti anni la creazione di uno Stato palestinese sovrano sulla base dei confini del 1967, che coesista con Israele. Il riconoscimento dello Stato palestinese si avrà nel momento in cui questo potrà dare un contributo concreto a una pace duratura in Medio Oriente. 6. Il Consiglio federale condanna gli atti di violenza commessi da coloni contro civili palestinesi. La legge sugli embarghi non consente alla Svizzera di applicare sanzioni di propria iniziativa. Il 19 aprile 2024, nell’ambito del suo regime sanzionatorio globale in materia di diritti umani, l’UE ha imposto sanzioni a determinati coloni israeliani. Il Consiglio federale si riserva la possibilità di adottare sanzioni «tematiche» dell’UE in casi molto specifici e in modo mirato, valutando gli interessi sulla base di vari criteri giuridici e di politica estera. 7. Come illustrato nella risposta all’interpellanza 20.3427, per le merci provenienti dai territori palestinesi occupati è obbligatorio indicare «Cisgiordania», «Striscia di Gaza» o «Golan». L’indicazione di «Israele» è ammessa solo per le importazioni dal territorio di Israele secondo i confini del 1967. Il Consiglio federale ritiene pertanto che la normativa svizzera sia sufficientemente chiara.