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24.3849 · Mozione · 2024-09-12

Dipartimento di giustizia e polizia

Pianificato nel Consiglio nazionale

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di introdurre nella legislazione un controllo di sicurezza per i richiedenti l’asilo in seguito al quale tutti i richiedenti l’asilo devono firmare, nella loro lingua nazionale, una dichiarazione in cui si impegnano a rispettare il nostro ordinamento giuridico e sociale. Chi viola questi principi è espulso dal Paese.

Begründung

I richiedenti l’asilo, soprattutto quelli provenienti da Paesi in guerra civile e Stati islamici, possono rappresentare un serio pericolo per la sicurezza della popolazione. La Germania ne ha fatto l’esperienza in seguito all’afflusso incontrollato di rifugiati dopo il 2015 (sull’onda di un «ce la faremo») con vari attentati mortali commessi da richiedenti l’asilo, il più recente il 24 agosto 2024 a Solingen. Questi rischi vanno scongiurati sin dall’inizio: la salvaguardia della sicurezza interna e la protezione della popolazione dagli attacchi terroristici rientrano tra i più importanti compiti statali.Rispondendo alla mia domanda 21.7720 sulla possibile introduzione di una dichiarazione scritta di questo tipo, il Consiglio federale ha elencato gli attuali strumenti e ha dichiarato di non ritenere necessario un ulteriore intervento. Le attuali misure preventive sono tuttavia insufficienti, poiché oggi non è obbligatorio negare l’ammissione ai richiedenti l’asilo che costituiscono un pericolo per la sicurezza interna o esterna della Svizzera; la decisione delle autorità è discrezionale. La dichiarazione scritta richiesta alzerebbe l’asticella, manderebbe un chiaro segnale ai richiedenti l’asilo informandoli che sarebbero espulsi se non dovessero rispettare il nostro ordinamento giuridico e sociale. È evidente che nemmeno un controllo di sicurezza di questo tipo permetterebbe di eliminare completamente il rischio di attentati terroristici da parte di richiedenti l’asilo, ma esplicherebbe senza dubbio un effetto preventivo e deterrente.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La salvaguardia della sicurezza interna ed esterna della Svizzera riveste la massima priorità per la Confederazione e i Cantoni. Nel 2020 il Parlamento ha adottato varie modifiche di legge per la lotta al terrorismo (oggetto 19.032. Misure di polizia per la lotta al terrorismo). Queste modifiche, entrate in vigore il 1° giugno 2022, comprendono anche una disposizione nella legge sull’asilo (LAsi; RS 142.31) e nella legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) che prevede esplicitamente una collaborazione e un coordinamento tra la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) e l’Ufficio federale di polizia (fedpol) nel settore della lotta al terrorismo (cfr. art. 5a LAsi e 98c LStrI). La prevenzione e la lotta contro il terrorismo competono in primo luogo al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) e alle autorità di perseguimento penale. La SEM riveste nondimeno un ruolo importante in questo ambito collaborando e coordinando le misure di diritto in materia di asilo e stranieri con fedpol e il SIC nel quadro di TETRA (Terrorist Tracking). Pertanto, ogni persona che presenta una domanda d’asilo è sottoposta a un controllo di sicurezza standardizzato. La consultazione di varie banche dati permette in particolare di verificare se nei confronti della persona è stato spiccato un avviso di ricerca internazionale. Nel corso dell’audizione dei richiedenti l’asilo sono all’occorrenza poste domande specifiche in relazione al loro Paese d’origine o al loro percorso migratorio. Se nel quadro di una procedura d’asilo vi sono segnali o indizi di una minaccia per la sicurezza interna o esterna, il dossier d’asilo è trasmesso senza indugio, secondo procedure definite a tal fine, al SIC (cfr. art. 19 e 20 della legge federale sulle attività informative; RS 121) e all’occorrenza a fedpol, che esamina a fondo l’eventuale necessità di misure particolari di polizia. Inoltre, nei centri federali d’asilo (CFA) sono state attuate misure specifiche volte a identificare la radicalizzazione e prevenire la violenza, in particolare con la creazione in tutti i CFA di un posto di responsabile della prevenzione della violenza e della sicurezza. Infine, il Consiglio federale sottolinea che sarebbe contrario agli obblighi di diritto internazionale pubblico in materia di protezione internazionale subordinare il riconoscimento della qualità di rifugiato alla firma di una dichiarazione scritta di comportamento. Anche se il richiedente la firmasse volontariamente, le autorità svizzere dovrebbero comunque esaminare se l’esecuzione dell’allontanamento è conforme alle norme imperative del diritto internazionale (principio di non respingimento). Questa esigenza è prevista specificamente anche in caso di espulsione giudiziaria (art. 66d cpv. 1 lett. b del Codice penale; RS 311.0).

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.