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24.4119 · Postulato · 2024-09-26

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a esaminare e a definire in un rapporto come debba essere eventualmente riformata la Giustizia militare svizzera in materia di violenza sessuale. L’obiettivo è garantire che la Giustizia militare tratti i casi di violenza sessuale in modo equo e sulla base di sufficienti competenze professionali.

Begründung

Il postulato invita il Consiglio federale a esaminare la Giustizia militare svizzera in materia di violenza sessuale e a prendere in considerazione delle riforme. Occorre quindi chiarire se la Giustizia militare dispone delle competenze necessarie per trattare questi casi in modo appropriato o se necessita di un supporto esterno e specializzato.Si dovrebbe valutare se l’indipendenza e l’imparzialità della Giustizia militare siano sufficienti per guadagnare la fiducia delle persone coinvolte e se si possono evitare possibili conflitti di interesse, soprattutto nel caso in cui sia i colpevoli sia le vittime sono militari.Inoltre, si dovrebbe accertare se i diritti delle vittime e la loro protezione debbano essere rafforzati in seno alla Giustizia militare o se sia più appropriato trasferire questi casi alla giurisdizione civile. L’obiettivo è garantire che la Giustizia militare tratti i casi di violenza sessuale in modo equo e sulla base di sufficienti competenze professionali.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La Giustizia militare dispone già di risorse di personale sufficienti per trattare i casi di violenza sessuale in modo competente a livello tecnico e corretto dal punto di vista dello Stato di diritto. Attualmente 48 donne sono incorporate in tutte le funzioni della Giustizia militare, il che corrisponde a circa l’11 per cento dei membri della Giustizia militare. La percentuale delle donne tra i giudici della truppa è superiore al 30 per cento. Questo garantisce già che le vittime di reati contro l’integrità sessuale siano interrogate in ogni fase del procedimento da una persona del loro stesso sesso e che almeno una persona del loro stesso sesso faccia parte del tribunale giudicante. Grazie al settore specialistico Reati sessuali, la Giustizia militare dispone di un gruppo dispecialisti con competenze specifiche che è in grado di fornire consulenza ai membri della Giustizia militare di qualsiasi livello e funzione nel trattamento di casi concreti di violenza sessuale e, se necessario, di assumere la direzione del procedimento. Il settore specialistico si occupa sia di violenza sessuale tra persone dello stesso sesso sia tra persone di sesso opposto, segue regolarmente aggiornamenti professionali e condivide le esperienze con i suoi membri nonché in particolare con i giudici istruttori della Giustizia militare e i pubblici ministeri civili. È in stretto contatto con il servizio specialistico «Donne nell’esercito e diversità» (DnED), che consulta per il proprio aggiornamento. L’iniziativa parlamentare 10.417 «Ampliare i diritti delle parti lese nella procedura penale militare» è stata attuata il 1° gennaio 2019 con una revisione parziale del Codice di procedura penale delle autorità penali militari (Procedura penale militare; PPM; RS 322.1). La revisione parziale ha ampiamente armonizzato i diritti delle parti lese e delle vittime con le norme del Codice di procedura penale (CPP; RS 312.0) delle autorità penali civili. I diritti delle vittime e la loro tutela sono in linea con il livello di protezione previsto dal diritto di procedura penale civile. Quando è necessario per la tutela dei diritti della vittima, il presidente del tribunale le designa un patrocinatore d’ufficio (art. 84e cpv. 2 PPM). Nella pratica gli ostacoli sono volutamente facili da superare, così che ogni vittima di violenza sessuale possa richiedere un patrocinatore d’ufficio, se lo desidera. Tutte le riforme del diritto penale civile in materia sessuale sono state adottate nel diritto penale militare (entrato in vigore il 1° luglio 2024). Con le «ulteriori misure» stabilite dal Comando dell’esercito sulla base del rapporto di studio«Discriminazione e violenza sessualizzata nell’Esercito svizzero» del servizio specializzato DnED, esiste già un processo che può essere utilizzato per identificare possibili miglioramenti nell’affrontare la violenza sessualizzata nell’esercito in generale, non soltanto dal punto di vista delle conseguenze penali. Già oggi la Giustizia militare cura contatti regolari con questo servizio specializzato. In sintesi, il Consiglio federale non vede attualmente alcuna necessità di riformare la Giustizia militare in materia di violenza sessuale né di svolgere un esame come proposto dal postulato.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.