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25.3093 · Interpellanza · 2025-03-13

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Alcune aziende hanno ricevuto diritti gratuiti per le loro emissioni di gas serra in misura maggiore di quanto effettivamente necessario. Questi diritti, ottenuti sotto forma di sussidi, possono ora essere venduti in modo redditizio. Se, come le economie domestiche e le PMI svizzere, dette aziende avessero dovuto pagare la tassa sul CO2 per tutte le loro emissioni, avrebbero dovuto corrispondere 2,9 miliardi di franchi. Inoltre, la riduzione delle emissioni di gas serra è stata modesta e gli investimenti trasformativi a favore del clima sono stati pochi.

1. Da quando esiste il sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE), diverse aziende hanno ricevuto diritti gratuiti in misura maggiore rispetto alle loro emissioni effettive. Il Consiglio federale come spiega sussidi statali sistematici come questi ad aziende ad alta intensità di emissioni? Il Consiglio federale come giustifica il fatto che, così facendo, la riduzione delle emissioni è stata e continua a essere disincentivata?

2. La Confederazione ha messo a disposizione di aziende ad alta intensità di emissioni sussidi sotto forma di diritti gratuiti, di modo che queste non lasciassero la Svizzera. Questo ha permesso a molte aziende di accumulare diritti di emissione tutt’oggi in loro possesso. Diritti, questi, che potranno utilizzare nei prossimi anni senza pagare il relativo prezzo del CO2 o che potranno vendere a terzi. Nel corso degli anni, il valore dei diritti di emissione ha continuato ad aumentare. Attualmente, qual è il controvalore stimato di queste assegnazioni gratuite accumulate? Quanto a lungo i diritti di emissione accumulati consentiranno alle aziende di non pagare alcunché per le loro emissioni?

3. Secondo le stime del Controllo federale delle finanze (CDF), dal 2013 al 2020 le aziende che partecipano al SSQE, nonostante siano esentate dal pagamento della tassa sul CO2, hanno ricevuto circa 15 milioni dalla ridistribuzione di tale tassa all’economia e alla popolazione. Il Consiglio federale come spiega questa ulteriore forma di sussidio a favore delle aziende che partecipano al SSQE? Il Consiglio federale non ritiene che, così facendo, vengano svantaggiate le PMI, che pagano invece la tassa sul CO2? La ridistribuzione della tassa d’incentivazione sul CO2 ai maggiori inquinatori non è in contrasto con l’idea alla base della tassa sul CO2?

Stellungnahme des Bundesrates

1) La quota di diritti di emissione assegnati a titolo gratuito a un’impresa nell’ambito dello scambio di quote di emissione si basa sui suoi volumi di produzione storici e su un valore di riferimento derivato dalle imprese più efficienti dell’Unione europea (UE), che viene periodicamente ridotto. Il prossimo inasprimento è previsto per il 2026. Solo le imprese che già producono in modo più efficiente in termini di emissioni di gas serra rispetto al valore di riferimento riceveranno più diritti di emissione del necessario. In linea di principio, le imprese che investono in misure di riduzione delle emissioni di gas serra e nella decarbonizzazione possono beneficiare dell’assegnazione a titolo gratuito, il che rappresenta un importante incentivo finanziario per l’attuazione di tali misure. In questo modo gli incentivi a ridurre le emissioni nel sistema di scambio delle quote di emissione (SSQE) non vengono compromessi. 2) Nel periodo dal 2013 al 2023, sono stati trasferiti nel mercato circa 4,8 milioni di diritti di emissione in più rispetto a quelli che dovevano essere ceduti per coprire le emissioni. Con un prezzo di 70 euro per diritto di emissione, i 4,8 milioni di diritti di emissione corrispondono attualmente a circa 336 milioni di euro. I diritti di emissione sono stati assegnati a titolo gratuito alle imprese o rilasciati a pagamento nelle aste annuali. Solo le imprese che hanno prodotto in modo più efficiente in termini di gas di serra rispetto ai valori di riferimento hanno potuto «accumulare» diritti di emissione gratuitamente (v. risposta alla domanda 1). Se queste imprese non hanno venduto o annullato i diritti di emissione in eccesso, possono utilizzarli in futuro per coprire le loro emissioni. Va tenuto presente che il sistema SSQE diventerà più ambizioso in linea con l’UE. 3) La questione riguardante l’esclusione delle imprese partecipanti al SSQE dalla ridistribuzione della tassa sul CO2 è stata discussa in Parlamento nel quadro della revisione totale della legge sul CO2 (RS 641.71). Il Parlamento si è espresso contro tale esclusione. Questa decisione si riflette nell’attuale legge sul CO2.
In un confronto tra i due strumenti di politica climatica, ossia la tassa sul CO2 e il SSQE, va notato che il SSQE copre anche le emissioni pari a 2 milioni di tonnellate di CO2eq che non sono soggette alla tassa sul CO2 (ad es. le emissioni di processo e le emissioni derivanti dalla decomposizione dei carbonati).