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PAN 2024–2027. In che modo il Consiglio federale garantisce il rispetto degli obblighi di diligenza delle imprese svizzere in materia di diritti umani?

25.3321 · Interpellanza · 2025-03-21

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Piano d’azione nazionale su imprese e diritti umani (PAN) 2024–2027 prevede che le imprese svizzere rispettino i Principi guida dell’ONU e gli obblighi di diligenza in materia di diritti umani. Una valutazione del PAN 2021–2023 ha raccomandato di migliorare la misurazione dell’impatto e di tenere maggiormente conto degli sviluppi normativi, in particolare quelli dell’UE. Non è però ancora chiaro come procede il Consiglio federale per monitorare i progressi e preparare le imprese al nuovo contesto normativo. A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.

  1. In che modo il Consiglio federale garantisce che l’attuazione del PAN 2024–2027 sia monitorata in modo efficace, in particolare per quanto riguarda il rispetto degli obblighi di diligenza in materia di diritti umani da parte delle imprese svizzere?

  2. Quali indicatori specifici e meccanismi di controllo sono previsti per rendere i progressi misurabili e trasparenti?

  3. Quali misure concrete sta adottando il Consiglio federale per preparare le imprese svizzere ai nuovi requisiti della direttiva UE sul dovere di diligenza (CSDDD)?

  4. Quante aziende svizzere saranno direttamente o indirettamente interessate dalla CSDDD secondo le sue previsioni?

  5. Quali modifiche alla legislazione svizzera sono previste per garantire un’attuazione coerente degli obblighi di diligenza in materia di diritti umani?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale assicura una sorveglianza efficace dell’attuazione del Piano d’azione nazionale su imprese e diritti umani (PAN) 2024–2027 attraverso uno strumento di monitoraggio sviluppato all’interno del gruppo di accompagnamento multipartitico. Questo strumento consentirà di valutare i progressi compiuti nell’attuazione delle misure del PAN, di individuare le sfide che si pongono e di proporre eventuali adeguamenti. Tuttavia, per promuovere l’attuazione delle procedure di dovuta diligenza, il Consiglio federale non controlla direttamente il rispetto degli obblighi di diligenza da parte delle imprese, ma si concentra sulle misure di sensibilizzazione, formazione e accompagnamento.Gli indicatori qualitativi vengono sviluppati d’intesa con i servizi competenti dell’Amministrazione federale e con i membri del gruppo di accompagnamento multipartitico. Questi indicatori hanno lo scopo di consentire una valutazione della pertinenza delle misure e dell’efficacia della loro attuazione nel quadro del PAN.Il PAN prevede diverse misure per sostenere le imprese svizzere nell’attuazione delle procedure di dovuta diligenza in materia di diritti umani. La Confederazione informa regolarmente il settore privato sugli sviluppi giuridici sia in Svizzera che a livello europeo, in particolare sulla direttiva relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (CSDDD). Sostiene inoltre le imprese con altri mezzi ausiliari. Infine, nell’ambito del postulato Dittli 23.4062 «Sostenere le PMI svizzere nell’applicazione delle direttive ESG», valuta se siano necessarie ulteriori misure per affiancare le PMI nell’attuazione degli obblighi ESG (ambiente, società e governance), come ad esempio per la CSDDD.Secondo lo studio esterno pubblicato dal Consiglio federale il 21 marzo 2025 concernente le ripercussioni della CSDDD sulle imprese svizzere, sull’attrattiva della piazza economica svizzera e sulla concorrenza, il numero di grandi imprese elvetiche direttamente interessate dalla direttiva applicabile ai Paesi terzi dovrebbe situarsi tra 124 e 162 (cfr. comunicato stampa «Gestione sostenibile delle imprese: il Consiglio federale intende presto discutere proposte concrete», compreso il link allo studio). È probabile che le imprese direttamente interessate decidano di ripercuotere almeno una parte dei requisiti sui loro fornitori, soprattutto sulle PMI. Secondo lo studio, fino a 50 000 imprese svizzere potrebbero essere indirettamente toccate dalla CSDDD, numero corrispondente a quello delle imprese svizzere che operano nel commercio internazionale di beni e servizi. Il suddetto studio non ha potuto trattare eventuali modifiche della CSDDD in seguito ai progetti di direttive «Omnibus» pubblicati dalla Commissione UE il 26 febbraio 2025. Questi progetti contengono proposte di semplificazione delle norme, anche nella direttiva in questione, al fine di ridurre l’onere per le imprese e rafforzare la loro competitività.Nel suo comunicato stampa del 21 marzo 2025, il Consiglio federale ha confermato che il diritto svizzero deve essere armonizzato con le norme internazionali in materia di gestione sostenibile delle imprese. Per l’economia elvetica questo aspetto riveste un’importanza fondamentale. All’interno dell’Unione europea si profilano di nuovo cambiamenti rapidi e significativi. Il Consiglio federale intende tenere conto di questi sviluppi. Solo così potrà garantire alle imprese svizzere condizioni commerciali eque nel confronto internazionale. Per questo motivo, ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di elaborare possibili varianti per una modifica pragmatica dell’attuale legislazione relativa alla pubblicazione di informazioni sulla sostenibilità e agli obblighi di diligenza. Il Consiglio federale deciderà come procedere non appena l’UE si sarà pronunciata sulle semplificazioni annunciate, ma al più tardi nella primavera del 2026.

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