25.3686 · Interpellanza · 2025-06-18
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
1. Quali fattori dovrebbero verificarsi affinché si possa decidere un ritiro del contingente Swisscoy dal Kosovo o affinché tale ritiro diventi assolutamente necessario?
2. Indipendentemente dal momento in cui potrebbe rendersi necessario un ritiro, l’esercito dispone di un piano alternativo per la fine dell’impiego in Kosovo? 3. Come si svolgerebbe concretamente un ritiro nel caso ideale? Quale sarebbe la durata di un ritiro graduale e coordinato? 4. Come si presenterebbe un ritiro qualora fosse impossibile realizzarlo in modo graduale, ad esempio se l’intero contingente dovesse ritirarsi in breve tempo a causa di un grave deterioramento della situazione?
5. Quando presenterà al Parlamento la prossima richiesta di proroga del mandato della Swisscoy, il Consiglio federale è disposto a proporre una variante con ritiro graduale del contingente?
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 5. Come annunciato nel suo rapporto complementare al rapporto sulla politica di sicurezza 2021 (FF 2022 2357), il Consiglio federale intende rafforzare la cooperazione con la NATO. Poiché la Swisscoy costituisce il contributo operativo più importante nell’ambito del partenariato con la NATO, l’adozione di una variante con ritiro graduale non sarebbe in linea con questo obiettivo. Inoltre, al capitolo 6 del messaggio del 23 novembre 2022 concernente la proroga della partecipazione della Svizzera alla Forza multinazionale della NATO in Kosovo (KFOR) (FF 2022 2974), il Consiglio federale risponde in modo esauriente a questa domanda: nella sua veste di Stato sovrano, la Svizzera può decidere in qualsiasi momento di ritirarsi dalla KFOR. Ritiene che la partecipazione della Svizzera alla KFOR debba continuare a basarsi sui criteri e sulla valutazione in materia di sicurezza stabiliti dalla NATO, sull’attuazione del mandato dell’ONU come pure sull’interesse che la Svizzera nutre rispetto alla stabilità e alla sicurezza in una regione con la quale intrattiene legami particolari. Sin dall’inizio del suo impiego in seno alla KFOR, la Svizzera ha progressivamente adeguato l’organizzazione e i compiti del proprio contingente (Swisscoy) alle esigenze della KFOR, in funzione dell’evoluzione della situazione in Kosovo. La NATO, responsabile dell’attuazione della parte relativa alla sicurezza del mandato del Consiglio di sicurezza dell’ONU, ha stabilito quattro criteri che permettono di verificare se la situazione consente una riduzione o addirittura un ritiro della missione (cap. 6.2 del messaggio). In qualità di Paese fornitore di truppe della KFOR, la Svizzera partecipa alla definizione e alla valutazione dei criteri. Per il momento, la NATO ritiene che non sussistano le condizioni per un ritiro della KFOR. Il Consiglio federale condivide questa considerazione. Poiché il mandato attuale della Swisscoy termina alla fine del 2026, è previsto che il Consiglio federale si pronunci nel novembre 2025 in merito alla sua eventuale proroga e all’effettivo del contingente. 2 - 4. Per tutti gli impegni all’estero, l’esercito dispone di piani per un eventuale ritiro, cosa che rientra nei suoi compiti. Lo stesso vale per un eventuale ritiro della Swisscoy. Questi piani prevedono un ritiro graduale e a breve termine. In caso di attuazione, sarebbero adeguati alle circostanze e alle condizioni concrete di una situazione specifica, tenendo conto delle attività della KFOR e degli altri Paesi fornitori di truppe.