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25.3778 · Mozione · 2025-06-19

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la normativa in modo che i genitori possano aprire un conto del pilastro 3a per i propri figli e dedurre dal reddito imponibile i versamenti effettuati su tale conto, analogamente a quanto avviene per i propri versamenti.

L’importo massimo che potrà essere versato si dovrà basare su quello della previdenza individuale. Il conto, intestato ai figli, verrà trasferito a loro al raggiungimento della maggiore età e sarà soggetto alle stesse disposizioni degli altri conti del pilastro 3a (chiusura del conto possibile soltanto in caso di pensionamento, attività lucrativa indipendente, partenza definitiva dalla Svizzera o promozione della proprietà d’abitazioni).

Se per raggiungere quest’obiettivo sono necessarie modifiche di legge, il Consiglio federale è invitato a presentare un progetto in tal senso all’Assemblea federale.

Begründung

Il sistema di previdenza per la vecchiaia svizzero si basa sul collaudato principio dei tre pilastri. Il terzo pilastro, ossia la previdenza individuale fiscalmente agevolata, svolge un ruolo importante nell’integrazione delle prestazioni dell’AVS e della previdenza professionale. Consentire ai genitori di aprire un conto del pilastro 3a per i propri figli e di effettuare versamenti deducibili dalle imposte costituirebbe un segnale importante a favore della cultura della previdenza: la responsabilità individuale sul piano finanziario non inizierebbe soltanto con la vita lavorativa, ma potrebbe essere promossa già prima. Con tali versamenti il capitale risparmiato beneficerebbe degli interessi maturati su di esso nel corso degli anni e, in molti casi, dei rendimenti dei fondi previdenziali ampiamente diversificati. In questo modo sarebbe possibile accumulare importi consistenti nell’arco di diversi decenni, facilitando l’ingresso dei figli nel mondo del lavoro o nell’indipendenza. Nel contempo, l’onere finanziario delle assicurazioni sociali tenderà a ridursi a lungo termine. La popolarità del terzo pilastro si riflette chiaramente nell’ampio ricorso a questa forma di previdenza: oltre la metà delle persone esercitanti un’attività lucrativa versa contributi al pilastro 3a. Quest’ultimo è considerato uno degli strumenti di maggior successo della previdenza individuale. È quindi logico estendere questo successo alla prossima generazione. La richiesta della mozione non modificherebbe né la struttura dell’AVS né la previdenza professionale. Rafforzerebbe il terzo pilastro in un quadro ben definito e consentirebbe alle famiglie di assumersi in modo autodeterminato la responsabilità per il futuro finanziario dei propri figli.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

L’attuazione della mozione equivarrebbe a una profonda riorganizzazione del terzo pilastro, che attualmente è impostato quale previdenza individuale e assicurazione di reddito. Secondo il diritto vigente, soltanto le persone esercitanti un’attività lucrativa con un reddito soggetto all’AVS possono versare contributi deducibili dalle imposte alla previdenza individuale vincolata (art. 113 cpv. 2 della Costituzione federale [Cost.; RS 101] e art. 82 cpv. 1 della legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità [LPP; RS 831.40]), in quanto quest’ultima fa parte del sistema dei tre pilastri su cui si fonda la previdenza per la vecchiaia. Per attuare la mozione bisognerebbe quindi modificare non soltanto la LPP, ma anche la Costituzione. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno pertanto respinto la possibilità di rendere accessibile il pilastro 3a alle persone senza attività lucrativa già in diverse occasioni (iniziativa parlamentare Nabholz 96.412 «Apertura del pilastro 3a ai gruppi di persone che non esercitano un’attività lucrativa», mozione Markwalder 11.3983 «Apertura del pilastro 3a alle persone senza attività lucrativa», mozione Gruppo liberale radicale 19.4463 «Modernizzare la previdenza individuale. Versamenti al terzo pilastro del coniuge o del partner registrato senza attività lucrativa»). Introdurre la possibilità per i genitori di versare contributi al pilastro 3a per i figli comporterebbe anche un trattamento privilegiato rispetto ad altri gruppi di persone che non possono farlo, come gli adulti senza attività lucrativa. Secondo una stima approssimativa dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, soltanto il 20 per cento circa dei genitori contribuenti richiede la deduzione massima per la previdenza individuale fiscalmente agevolata (base di calcolo: anno fiscale 2021). Nella stima sono stati presi in considerazione soltanto i genitori contribuenti affiliati a una cassa pensioni. Ciò indica che soltanto una piccola parte dei genitori e dei figli trarrebbe vantaggio dalla misura proposta, mentre la maggioranza non sarebbe in grado di costituire una previdenza migliore né per sé né per i figli. Inoltre, la misura comporterebbe anche una diminuzione delle entrate fiscali difficile da stimare. Per giunta, se la mozione dovesse essere attuata, occorrerebbe esaminare in modo approfondito se la richiesta sia in linea con il principio costituzionale dell’imposizione secondo la capacità economica. Attualmente i genitori che dispongono dei mezzi necessari sono già liberi di aprire conti di risparmio o di effettuare altri investimenti per i figli. In età adulta, i figli potranno utilizzare questi fondi anche per effettuare versamenti al secondo pilastro o al pilastro 3a. Tali investimenti sono dunque altrettanto (o addirittura più) adeguati per facilitare il successivo ingresso dei figli nel mondo del lavoro o nell’indipendenza, come indicato dall’autore della mozione nella motivazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.