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Combattenti svizzeri in Israele. Di quali informazioni dispone la Confederazione e quali misure intende adottare il Consiglio federale?

25.3964 · Interpellanza · 2025-09-08

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Dal 7 ottobre 2023 cittadini svizzeri con doppia cittadinanza svizzera e israeliana residenti in Svizzera sono partiti per combattere in Israele. Se il Consiglio federale ne conosce l’identità, cosa intende fare al loro ritorno? Se non conosce la loro identità, come spiega questa lacuna e ritiene accettabile che cittadini svizzeri vadano a combattere in un esercito straniero?

Begründung

All’indomani dell’attacco terroristico del 7 ottobre 2023, alcuni cittadini con doppia nazionalità svizzera e israeliana si sono recati in Israele per partecipare a un’azione che potevano soggettivamente percepire come difesa del Paese di cui sono cittadini. Da allora, nel corso dei mesi, è emerso che l’azione dell’esercito israeliano ha superato i limiti dell’azione difensiva, per diventare quello che i rapporti provenienti sia dall’ONU che da ONG riconosciute definiscono senza mezzi termini un genocidio, in cui i crimini di guerra si moltiplicano con la popolazione civile palestinese che da vittima collaterale è diventata bersaglio deliberato di attacchi mortali su larga scala. La presenza di cittadini svizzeri all’interno delle Forze di difesa israeliane deve destare preoccupazione nel Consiglio federale, poiché questi cittadini si rendono colpevoli di crimini punibili dal diritto nazionale e internazionale. Il Consiglio federale è quindi invitato a indicare se la Confederazione conosce l’identità di queste persone e, in caso affermativo, quali misure sono state intraprese o saranno intraprese al loro ritorno in Svizzera. In caso negativo, come spiega tale lacuna da parte dei servizi di sicurezza federali?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale non è a conoscenza del fatto se cittadini svizzeri si siano recati in Israele per combattere arruolandosi in un esercito straniero e, in caso affermativo, quanti siano. Secondo l’articolo 94 del Codice penale militare (CPM; RS 321.0) arruolarsi in un esercito straniero per cittadini svizzeri in linea di principio è considerato reato. Fanno eccezione i cittadini svizzeri che sono domiciliati nel rispettivo Stato, possiedono la nazionalità di quest’ultimo e vi prestano anche servizio militare. Sono esclusi anche i cittadini svizzeri che ricevono un permesso dal Consiglio federale. Il Consiglio federale non ha rilasciato alcuna autorizzazione formale in tal senso e non intende farlo. Per quanto riguarda i cittadini svizzeri che si sono recati in Israele e si sono arruolati nel relativo esercito, occorre che la punibilità secondo l’articolo 94 capoverso 1 CPM venga verificata dall’autorità competente nel caso specifico. Secondo tale disposizione è punibile anche un servizio in formazioni militari clandestine, in eserciti di mercenari, in formazioni armate di volontari nonché in formazioni di combattimento di partiti politici, di movimenti religiosi, di movimenti di ribellione ecc. Oltre al servizio di truppa e armato in senso stretto, sono considerate un servizio militare o un servizio analogo presso simili organizzazioni anche tutte le attività di sostegno, se sottoposte a un potere decisionale militare o analogo.

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