25.3992 · Interpellanza · 2025-09-11
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Nel contesto delle tensioni prolungate in Medio Oriente la Svizzera, in qualità di Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, ha una responsabilità particolare per quanto riguarda il rispetto del diritto internazionale umanitario. Questa responsabilità implica anche una vigilanza delle cooperazioni bilaterali che possono, direttamente o indirettamente, sostenere le operazioni militari violando il diritto. S’impone dunque la chiarificazione delle relazioni attuali fra Svizzera e Israele, in particolar modo per quanto riguarda settori sensibili come quello dell’armamento, della ricerca o degli scambi economici. Gli Stati devono rispettare il diritto internazionale ma anche farlo rispettare, che siano o meno parte del conflitto armato.
Anche a noi possono chiedere di rendere conto.
Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Quali collaborazioni esistono attualmente fra la Svizzera e Israele?
2. La Svizzera esporta materiale bellico o componenti utilizzati dall’esercito israeliano?
3. Vi sono imprese svizzere o con sede in Svizzera che intrattengono relazioni commerciali in Israele che possono contribuire alle azioni dell’esercito israeliano?
4. In Svizzera esistono università e scuole universitarie che, in Israele, portano avanti collaborazioni che possono contribuire alle azioni dell’esercito israeliano?
5. Attraverso quali mezzi il Consiglio federale valuta il rischio di complicità per crimini di guerra e quali sono i risultati di queste valutazioni?
6. Quali meccanismi di controllo sono stati instaurati per prevenire un utilizzo abusivo delle esportazioni svizzere?
7. In quali circostanze il Consiglio federale sospenderebbe certe cooperazioni sensibili?
8. È stata richiesta una perizia indipendente per verificare la conformità con il diritto internazionale?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Per quanto riguarda il settore militare, come ribadito più volte dal Consiglio federale nelle risposte agli interventi parlamentari 25.3561, 25.3560, 24.4664, 24.3350, 23.4467 e 23.7887, attualmente la Svizzera limita i contatti militari con Israele allo scambio di informazioni in particolare sui progetti d’acquisto per l’esercito svizzero. Per quanto riguarda il settore della ricerca multilaterale, da diversi anni la Svizzera e numerosi altri Paesi sono membri dell’iniziativa europea per l’innovazione EUREKA, della quale è membro a pieno titolo anche Israele. Inoltre, come la Svizzera, anche Israele partecipa al programma dell’UE per la ricerca e l’innovazione. Questi due progetti prevedono esclusivamente cooperazioni di ricerca e innovazione. Per quanto riguarda il settore commerciale, la Svizzera è rappresentata nel Comitato misto dell’accordo di libero scambio fra la gli Stati dell’AELS e Israele.
2 e 6. Come riportato dal Consiglio federale nelle sue risposte agli interventi parlamentari 25.3561, 25.3560, 24.3350, 23.4467 e 21.1039, da anni non vengono più autorizzate esportazioni definitive di materiale bellico verso Israele. Per quanto riguarda i beni utilizzabili a fini civili e militari, compresi i beni legati alla sorveglianza, nonché i beni militari speciali, le domande di esportazione vengono esaminate caso per caso. Le esportazioni verso Israele non vengono autorizzate se sussiste un criterio di rifiuto ai sensi della legislazione sul controllo dei beni a duplice impiego o se vi è motivo di ritenere che le merci fornite dalla Svizzera saranno utilizzate nei conflitti in corso o per sostenere Israele nell’occupazione illegale del territorio palestinese.
3. Le imprese svizzere con sede in Svizzera possono scegliere di intrattenere relazioni commerciali con imprese con sede all’estero, sempre nel rispetto della legislazione sugli embarghi. Non esiste un obbligo di notifica per le relazioni commerciali con imprese estere. Come riportato nella sua risposta all’intervento parlamentare 24.4664, il Consiglio federale si aspetta dalle aziende attive o con sede in Svizzera che si assumano le proprie responsabilità in tutte le loro attività in Svizzera e all’estero in conformità con gli standard di responsabilità sociale d’impresa (RSI) riconosciuti a livello internazionale, come le Linee Guida OCSE per le multinazionali.
4. Le relazioni scientifiche fra la Svizzera e Israele si svolgono all’insegna dell’eccellenza e sulla base di contatti diretti, bottom-up, avviati in maniera autonoma dagli attori del settore dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione (ERI). Anche le decisioni relative alle cooperazioni internazionali sono di competenza di questi attori, che sono autorizzati, prima di instaurare un nuovo partenariato, ad avviare procedure per valutare i rischi a livello giuridico, di reputazione ed etici e sono abilitati, ove necessario, a raccomandare misure per ridurre il rischio o addirittura a rifiutare una collaborazione. Il Consiglio federale non ha una panoramica globale sulla collaborazione diretta fra attori elvetici e israeliani nel settore ERI, né esistono trattati internazionali per la collaborazione fra questi due Paesi. I progetti finanziati da istituti pubblici di promozione della ricerca come il FNS od Orizzonte Europa sottostanno alle regole di tali istituti, che al momento non consentono di portare avanti ricerche per scopi militari.
5. Le condizioni previste dal diritto in materia di responsabilità degli Stati per la complicità nella violazione del diritto internazionale pubblico da parte di un altro Stato presuppongono che le azioni in questione siano state commesse con cognizione di causa. È imperativa una valutazione caso per caso di queste condizioni per determinare se si è in presenza di complicità per crimini di guerra. Nelle sue relazioni bilaterali con Israele, in particolare commerciali, il Consiglio federale ritiene importante questo aspetto e lo riesamina costantemente.
7. In conformità con gli obblighi definiti dalla Corte internazionale di giustizia nel suo parere consultivo del 19 luglio 2024 per gli Stati terzi, Svizzera inclusa, le cooperazioni con Israele dovrebbero essere sospese nei casi in cui costituiscano un aiuto o un sostegno per il mantenimento della situazione dell’occupazione illegale del territorio palestinese da parte di Israele.
8. Con la collaborazione degli uffici competenti, la Direzione del diritto internazionale pubblico del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha svolto un’analisi del parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024, di cui il Consiglio federale ha preso atto il 29 gennaio 2025. Non è stata commissionata alcuna analisi esterna.