25.4078 · Postulato · 2025-09-23
Dipartimento delle Finanze
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare la fattibilità di un’imposta speciale sugli utili conseguiti dalle imprese farmaceutiche. L’obiettivo di tale imposta è intaccare i prezzi eccessivi dei medicamenti d’importanza vitale e influire in modo preventivo sui prezzi. La riscossione dell’imposta è delegata alla divisione principale Imposta sul valore aggiunto dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC).
Begründung
Alcuni studi dimostrano che gli utili delle grandi imprese farmaceutiche sono utilizzati solo in misura limitata per la ricerca e lo sviluppo (cfr. il rapporto «Gefährdet die Gesundheit: Pharma erzielt Profitmargen von 40 bis 90 % auf Krebsmedikamenten», disponibile in tedesco, francese e inglese, pubblicato il 12.9.2022 dall’associazione Public Eye). In realtà, sono soprattutto gli azionisti a beneficiare di distribuzioni in costante crescita. Nel confronto europeo, la Svizzera ha i prezzi più alti per i medicamenti con brevetti ancora validi (cfr. https://www.bag.admin.ch/it/prezzi-dei-medicamenti-in-svizzera-domande-frequenti).
Il Consiglio federale deve fare pressione sulle imprese farmaceutiche svizzere affinché abbassino i prezzi in Svizzera e all’estero. L’introduzione di un’imposta speciale sugli utili conseguiti in relazione a prezzi eccessivi dei medicamenti d’importanza vitale rappresenta un mezzo per raggiungere questo obiettivo.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Nelle sue risposte alle domande Giacometti 22.7350, Pfister 22.7353 e Glättli 22.7530, nonché nel suo parere alla mozione Reimann 22.3931, il Consiglio federale ha illustrato gli argomenti contrari all’introduzione di un’imposta speciale sugli «utili in eccesso» o «utili a cascata» delle imprese. Introdurre un’imposta speciale di questo tipo sarebbe inoltre possibile solo con una modifica della Costituzione. Le considerazioni esposte di seguito si basano sulle risposte precedenti.Un’imposta speciale sugli utili in eccesso sarebbe dannosa per la piazza finanziaria svizzera. Si rischierebbe infatti che le imprese interessate, nel caso concreto quelle del settore farmaceutico, spostino sempre più investimenti e attività all’estero senza necessariamente trasferire la loro sede.L’imposta speciale non produrrebbe l’effetto auspicato dall’autrice del postulato, poiché difficilmente determinerebbe una riduzione dei prezzi dei medicamenti. È invece presumibile che le imprese trasferirebbero parte dei costi aggiuntivi sui consumatori o li compenserebbero riducendo l’offerta, con ripercussioni negative non solo per i proprietari delle imprese, ma anche per i pazienti e i lavoratori del settore.La definizione di «utili in eccesso» è problematica. Nella prassi si potrebbe stabilire una definizione, ma risulterebbe difficile identificare gli utili in eccesso in modo convincente dal punto di vista economico. A ciò si aggiunge il fatto che anche il criterio dei «medicamenti d’importanza vitale» menzionato nel postulato lascia spazio a diverse interpretazioni: non è possibile stabilire in modo univoco quali prodotti siano considerati vitali e ciò creerebbe ulteriori problemi di delimitazione.I cosiddetti «utili in eccesso» sono già oggi soggetti a imposizione.Inoltre, il Consiglio nazionale non ha dato seguito all’iniziativa parlamentare Glättli 22.457 dal contenuto simile.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.