G7 di Evian a giugno 2026, proteggiamo la nostra popolazione! Quali provvedimenti adotterà il Consiglio federale?
25.4389 · Interpellanza · 2025-09-26
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
La Svizzera, pur non avendo aderito all’Unione europea, è associata allo spazio Schengen in virtù dell’accordo di associazione concluso il 26 ottobre 2004 (entrato in vigore nel 2008). A questo titolo, applica il codice frontiere Schengen (regolamento 2016/399 UE) e partecipa ai meccanismi comuni relativi alla libera circolazione e alla sicurezza. Il nostro Paese dispone quindi della medesima facoltà degli Stati membri dell’UE di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne in caso di grave minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza interna, come previsto dall’articolo 25 del codice frontiere Schengen. Per attivare questi controlli, deve informare in via preliminare la Commissione europea (tramite il Comitato misto UE-Svizzera Schengen), gli Stati limitrofi e il Parlamento europeo, motivando la decisione e precisando la durata e il campo d’applicazione.Nel caso del G7 di Evian, cittadina situata alla frontiera franco-svizzera, la Svizzera può ritenere che un evento di questa portata in prossimità del suo confine costituisca una potenziale minaccia (manifestazioni violente, rischi terroristici, movimenti transfrontalieri inusuali).Inoltre la procedura per ripristinare i controlli sistematici alle frontiere interne di Schengen è lunga e complessa.È pertanto essenziale che le autorità richiedenti adottino rapidamente le misure diplomatiche necessarie per eseguire tali controlli.A fronte delle potenziali minacce per il nostro Paese in occasione del G7, invito quindi il Consiglio federale a illustrare la sua posizione in merito al ripristino di controlli sistematici alle frontiere e, qualora sia favorevole, lo scadenzario delle tappe necessarie a tal fine.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale prende sul serio le preoccupazioni in merito al mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza interna nel contesto del vertice del G7 che si terrà in Francia, a Evian les Bains, nel giugno 2026. Le autorità e i servizi federali e cantonali competenti collaborano attivamente per prepararsi e affrontare le sfide legate a questo importante evento. Il nostro Paese è pure in contatto con la Francia al fine di garantire una stretta cooperazione nel settore della sicurezza. Nel 2007 Svizzera e Francia hanno concluso un accordo di cooperazione in materia giudiziaria, di polizia e doganale (RS 0.360.349.1), che mira a colmare le lacune di cooperazione transfrontaliera individuate in seguito al G8 del 2003. L’accordo permette di adottare rapidamente misure operative di polizia o di protezione delle frontiere come pure misure basate su domande di assistenza giudiziaria urgente. Prevede in particolare un’assistenza reciproca in caso di eventi di vasta portata. La presenza del centro di cooperazione di polizia e doganale al confine franco-svizzero di Meyrin facilita la cooperazione transfrontaliera 24 ore su 24 e rappresenta un altro punto di forza di questo dispositivo. Il Consiglio federale è consapevole delle sfide in materia di sicurezza nel contesto del G7 e delle misure che si impongono. Il regolamento (UE) 2016/399 che istituisce il codice frontiere Schengen e disciplina il regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone all’interno dello spazio Schengen permette di reintrodurre temporaneamente controlli alle frontiere interne in presenza di una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna. I controlli possono essere reintrodotti temporaneamente su tutta o solo parte della frontiera con uno Stato limitrofo. Si tratta di una misura eccezionale, da adottare quale ultima ratio. Attualmente le condizioni previste dal codice frontiere Schengen affinché la Svizzera reintroduca temporaneamente i controlli alle frontiere del Paese non sono adempiute e la decisione rimane quindi riservata per i casi in cui la situazione lo esigesse. Si rammenta che spetta anzitutto allo Stato che organizza l’evento, ossia la Francia, adottare le misure necessarie (compresa la reintroduzione dei controlli delle persone alle frontiere interne) per mantenere la sicurezza e l’ordine pubblici. Inoltre, il Consiglio federale può esaminare la possibilità di potenziare temporaneamente i controlli alla frontiera svizzera, se la situazione lo esige. Non essendo membro dell’unione doganale dell’UE, la Svizzera può svolgere costantemente attività di controllo doganale alle sue frontiere. A determinate condizioni, può anche effettuare controlli delle persone in funzione dei rischi. L’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini è presente alla frontiera e nella zona di confine. Nel quadro del suo mandato, si occupa della circolazione transfrontaliera di merci e persone in funzione dei rischi e della situazione sia con controlli stazionari ai posti di confine sia con controlli mobili nelle zone di frontiera.