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Esaminare le ripercussioni di Basilea III finale sui costi di finanziamento delle PMI svizzere

25.4675 · Postulato · 2025-12-18

Dipartimento delle Finanze

Trasmesso al Consiglio federale

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che illustri le ripercussioni dell’introduzione di Basilea III sui costi di finanziamento delle imprese svizzere, in particolare delle piccole e medie imprese (PMI).

Il rapporto deve soprattutto:

  • esaminare se, in considerazione dell’attuazione differita e incompleta del quadro normativo a livello internazionale, sia stato effettivamente realizzato il beneficio netto economico derivante dalla conformità allo standard che è stato stimato nell’analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR) di luglio 2022;

  • rivalutare le ripercussioni dell’introduzione di Basilea III finale sulle imprese svizzere, specialmente sulle PMI, alla luce delle mutate condizioni quadro introdotte dopo la pubblicazione dell’AIR 2022, in particolare tenendo conto della fusione di Credit Suisse e UBS nonché degli adeguamenti previsti per il regime «too big to fail» (TBTF) da essa scaturiti;

  • illustrare le interazioni come pure l’effetto cumulativo di Basilea III finale e degli adeguamenti previsti per il regime TBTF sulle imprese svizzere, soprattutto sulle PMI;

  • indicare nel modo più concreto possibile quali conseguenze comporta Basilea III finale per le imprese, specialmente per le PMI, con un rating interno di buona qualità emesso da una grande banca che applica modelli di rischio interni (cosiddetta banca IRB, come ad es. UBS, ZKB, Raiffeisen) e quali alternative hanno queste imprese per ottenere rating esterni se non vogliono ricorrere a procedure costose e onerose.

Begründung

Le PMI costituiscono la colonna portante dell’economia svizzera e si contraddistinguono per la loro forza innovativa, l’elevata capacità di adattamento e processi decisionali rapidi. Lo stretto legame tra piazza imprenditoriale e piazza finanziaria rappresenta da sempre un importante vantaggio competitivo della Svizzera. Un accesso facile e veloce ai finanziamenti favorisce gli investimenti e la crescita ed è un presupposto essenziale per il nostro panorama imprenditoriale dinamico e diversificato.

Le imprese hanno bisogno di condizioni di finanziamento vantaggiose e di un approvvigionamento di liquidità affidabile, soprattutto in tempi di incertezza economica. Uno studio pubblicato il 12 dicembre 2025 e commissionato dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) sulle ripercussioni della fusione tra UBS e Credit Suisse conferma che la fusione comporta una riduzione della concorrenza in determinati settori. Il consolidamento nel settore bancario, da un lato, e un quadro normativo più restrittivo, dall’altro, contribuiscono a rendere i crediti tendenzialmente più costosi e meno accessibili per le imprese.

L’aumento dei costi di finanziamento rappresenta un onere per le imprese e frena la crescita economica. I requisiti amministrativi supplementari in materia di finanziamenti esterni, in particolare la crescente richiesta di rating creditizi esterni, comportano costi aggiuntivi considerevoli e un inutile onere amministrativo supplementare, soprattutto per le PMI gestite dai proprietari.

Per i crediti da elargire alle imprese, Basilea III finale si basa ampiamente sui rating esterni, che, tuttavia, sono spesso disponibili soltanto per le imprese più grandi e comportano costi ingenti e un elevato onere amministrativo. Nel panorama frammentato delle PMI svizzere tali rating sono poco diffusi e molte imprese non sono preparate ad affrontare queste procedure. Tra le banche che finora hanno applicato modelli di rischio interni figurano rinomati istituti di credito finanziatori di PMI, come UBS, ZKB e Raiffeisen. Basilea III finale limita ulteriormente l’utilizzo di questi modelli interni attraverso l’introduzione di una soglia minima («output floor») vincolante, che interessa in particolare le PMI con un rating interno di buona qualità. Queste imprese devono fare i conti con un aumento dei costi dei crediti oppure sottoporsi a una complessa procedura per l’ottenimento di rating esterni. I costi e gli oneri amministrativi che ne derivano per le PMI sono sproporzionati rispetto al beneficio aggiuntivo risultante per la valutazione della solvibilità.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

In Svizzera le norme di Basilea III finale sono state posto in vigore il 1° gennaio 2025 mediante la modifica dell’ordinanza sui fondi propri (OFoP; RS 952.03). Con l’entrata in vigore dell’OFoP, i fattori di ponderazione del rischio e quindi le esigenze relative ai fondi propri per i crediti verso le imprese sono diminuiti dal 100 al 75 per cento per la classe di rating 4 e dal 100 all’85 per cento per i crediti verso le PMI senza rating. I restanti fattori di ponderazione per i crediti non collateralizzati non hanno subito variazioni. La pubblicazione delle informazioni in merito ai rischi e ai fondi propri da parte delle banche mostra che gli attivi ponderati in funzione del rischio («risk-weighted assets», RWA) nel sistema bancario, e con essi in sostanza anche le esigenze in materia di capitale, erano diminuiti complessivamente del 3 per cento dal 31 dicembre 2024 al 30 giugno 2025. In particolare, gli RWA sono diminuiti anche nel settore dei rischi di credito, tematicamente prioritario in questo contesto. Sulla base delle prime constatazioni disponibili, si può dunque affermare che le esigenze relative ai fondi propri nel settore bancario sarebbero nel complesso più elevate se la Svizzera avesse rinunciato all’attuazione di Basilea III finale e che non si riscontra alcun rincaro generale delle condizioni di credito a seguito dell’adeguamento normativo. Il Consiglio federale ritiene fondamentale che le PMI possano accedere facilmente ai finanziamenti. Un’analisi dettagliata delle ripercussioni dell’attuazione di Basilea III finale sulle imprese svizzere risulterebbe però molto onerosa e non fornirebbe comunque un quadro completo, poiché con gli adeguamenti normativi si esaminerebbe soltanto uno dei molteplici fattori rilevanti per le condizioni di credito. Ciononostante, al fine di analizzare in modo periodico e approfondito la situazione di finanziamento delle PMI svizzere, negli ultimi anni la SECO ha commissionato diversi sondaggi. La prossima inchiesta sarà condotta nel 2026, nella quale si esaminerà anche l’impatto delle nuove prescrizioni relative al capitale proprio e alla ponderazione del rischio sui margini di credito, sulla disponibilità di crediti e sulla differenziazione del rischio nel settore delle PMI. I risultati saranno presentati in un rapporto che verrà pubblicato presumibilmente nella seconda metà del 2026.Le ripercussioni dei previsti adeguamenti del regime TBTF sulle imprese svizzere saranno inoltre trattate nelle relative analisi d’impatto della regolamentazione. Per i motivi suesposti e considerato che i rapporti già commissionati affronteranno questioni importanti contenute nel postulato, il Consiglio federale ritiene che la presentazione di un rapporto separato sugli adeguamenti normativi non sia opportuna.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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