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Basta con i limiti di velocità connessi con il "deperimento delle foreste". Reintroduzione dei limiti di 130 chilometri l'ora sulle autostrade e 100 chilometri l'ora sulle strade fuori dalle località

25.483 · Iniziativa parlamentare · 2025-12-09

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Pianificato nel Consiglio nazionale

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di reintrodurre i limiti di velocità originariamente in vigore, ossia 130 km/h sulle autostrade e 100 km/h sulle strade fuori dalle località.

Begründung

I limiti di velocità di 120/80 km/h sono stati introdotti il 1° gennaio 1985 come misura di emergenza in un periodo di grande allarmismo e con l’assillo della presunta minaccia esistenziale rappresentata dal supposto deperimento delle foreste. All'epoca il Consiglio federale cadde vittima del panico e dell'isteria generati artificialmente da cosiddette associazioni ambientaliste, dalla sinistra, dai Verdi allora emergenti e da chi si opponeva alle automobili.

All'epoca si sperava che ciò avrebbe consentito di ridurre con effetto immediato di circa il 7 per cento le emissioni inquinanti prodotte dal traffico motorizzato, in attesa del momento in cui le misure tecniche allora previste avrebbero iniziato a produrre effetti più significativi. Tuttavia, al più tardi a partire dal rilevamento dei danni alla foresta condotto nel 1988, si era capito che le foreste svizzere non erano minacciate da un collasso totale. Già allora era chiaro che il deperimento delle foreste - ammesso che fosse mai avvenuto - non poteva essere attribuito all'inquinamento atmosferico causato dalle automobili. Pertanto, già allora era venuto meno il motivo principale alla base delle severe limitazioni di velocità, ovvero la riduzione dell’inquinamento atmosferico come contributo alla salvaguardia delle foreste.

Oggi i limiti di velocità più bassi vengono spesso giustificati con le emissioni inquinanti o la sicurezza. Entrambe le affermazioni si sono dimostrate inveritiere. Se si confronta un'automobile tipica del 1985 con un'auto Euro 6 odierna, si osserva una riduzione assai considerevole delle emissioni. Per quanto riguarda i gas di scarico tossici (CO, HC, NOx, particelle), oggi si registra una riduzione almeno del 90 per cento per ogni chilometro percorso, mentre per le polveri fini emanate dai motori diesel tale riduzione arriva addirittura al 99 per cento. Persino le emissioni di CO2 sono diminuite circa del 50 per cento rispetto al 1985.

Neanche la sicurezza stradale giustifica i limiti di velocità più bassi: considerando una mobilità quotidiana analoga, a metà degli anni '80 il rischio di rimanere uccisi o gravemente feriti in un incidente stradale era molto più elevato. Oggi, nonostante il raddoppio del numero di veicoli e l'aumento massiccio del traffico, si osserva una chiara riduzione degli incidenti gravi, nonché dei feriti e dei feriti gravi, e si registra ora circa un quarto o un quinto dei decessi di allora.

Non vi è quindi alcun motivo per mantenere questi limiti di velocità più bassi, introdotti all'epoca solo a causa di un allarmismo generato artificialmente e quindi di una vera e propria isteria.

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