26.3471 · Mozione · 2026-03-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di non prorogare né di convertire in una concessione definitiva di esercizio la concessione di prova rilasciata a Signalhorn AG per un progetto di antenne satellitari destinato a «Starlink», la rete satellitare della società spaziale «SpaceX» di Elon Musk.
Begründung
Starlink, gestita da SpaceX, controlla attualmente oltre i due terzi di tutti i satelliti attivi nell'orbita terrestre. I satelliti sono fondamentali per le comunicazioni militari e per quelle delle organizzazioni di primo soccorso. Starlink può quindi decidere chi e quando può accedere ai propri satelliti, ciò che l'impresa ha sfruttato, ad esempio, durante la guerra in Ucraina. Starlink rappresenta quindi un grave rischio sul piano geopolitico, di potere e geoeconomico, e non di certo un «ampliamento» della nostra infrastruttura di comunicazione critica, né un rafforzamento della nostra sovranità digitale, come afferma il Consiglio federale nella risposta all'interpellanza 25.4239.
Al contrario: le antenne satellitari previste a Leuk nel Cantone Vallese, località considerata particolarmente adatta per la protezione topografica offerta dalle montagne, prendono il posto alle infrastrutture di antenne locali e indeboliscono così la sovranità digitale. In futuro il DDPS avrà bisogno di molte più antenne di questo tipo. In particolare perché, oltre alla cooperazione prevista con l'infrastruttura satellitare dell'UE, il DDPS intende gestire in futuro i propri satelliti per poter agire in modo più indipendente. Inoltre, ci rendiamo più vulnerabili, poiché le antenne di un attore geopolitico così potente come Starlink potrebbero benissimo diventare bersaglio di una guerra ibrida e, ad esempio, oggetto di sabotaggio. Nel rapporto in risposta al postulato 21.4176, il Consiglio federale osserva giustamente che lo spazio diventa sempre più importante in termini di politica di sicurezza. Al contempo, la crescente digitalizzazione dei processi statali e sociali aumenta il rischio di ciberattacchi.
In aggiunta, le antenne satellitari sono chiaramente beni a duplice uso, poiché vengono impiegate sia in ambito civile che militare. Questo solleva quantomeno dei dubbi sulla nostra neutralità.
Anche dal punto di vista economico è importante disporre di un'infrastruttura satellitare autonoma e cooperativa. Con la «Politica spaziale 2023» del Consiglio federale e il messaggio sulla promozione della formazione, della ricerca e dell'innovazione, sono state create basi orientate al futuro e definite misure di sostegno mirate.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo il diritto sulle telecomunicazioni, in linea di principio una concessione di radiocomunicazione non può essere rifiutata per motivi geopolitici. Nei confronti di imprese estere, il rifiuto di attribuire una concessione è ammesso solo se non è garantita la reciprocità (art. 23 cpv. 2 della legge sulle telecomunicazioni [LTC; RS 784.1]). Al momento non ci sono indicazioni che giustifichino una tale decisione. La concessione per le prove di radiocomunicazione è stata rilasciata a Starlink Switzerland Sagl. Si tratta di una persona giuridica di diritto svizzero che, per quanto risulta, è di proprietà straniera. Fintanto che sono soddisfatte le condizioni per il rilascio della concessione e sono disponibili sufficienti radiofrequenze (art. 23 cpv. 1 e cpv. 3 LTC), una concessione di radiocomunicazione deve essere rilasciata. Inoltre, la Svizzera ha firmato l’Accordo generale sul commercio di servizi (OMC/AGCS) e si è quindi espressamente impegnata ad aprire il mercato delle telecomunicazioni. Ciò comporta in particolare l'obbligo di trattare i fornitori esteri in modo non discriminatorio. Il rifiuto selettivo o la mancata proroga di una concessione di radiocomunicazione a un fornitore estero non sarebbero compatibili con questi obblighi di diritto internazionale. Come spiegato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza 25.4239 Clivaz, occorre tenere presente che l'impianto viene costruito e gestito da un'impresa privata. Il diritto in materia di neutralità non prevede espressamente l'obbligo per uno Stato neutrale di impedire la trasmissione di dati militari attraverso le infrastrutture di rete presenti sul suo territorio. Neppure la legge sulle telecomunicazioni prevede un controllo sul contenuto delle informazioni trasmesse.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.