26.426 · Iniziativa parlamentare · 2026-05-22
Dipartimento dell'interno
Esame preliminare - nella Commissione del Consiglio degli Stati
Wortlaut
Occorre inserire nell’articolo 9 della legge sulla promozione della cultura (LPCu) l’obiettivo di migliorare la copertura sociale degli operatori culturali professionisti e questo non solo per le attività su mandato della Confederazione o di Pro Helvetia, ma anche per quelle svolte al di fuori dei meccanismi di promozione statali. Le pertinenti basi legali devono essere adeguate in modo tale da consentire l’attuazione di questo obiettivo.
La modifica di legge si prefigge di considerare i proventi degli operatori culturali che svolgono diverse attività lucrative, in qualità sia di indipendenti che di dipendenti, in quanto reddito complessivo proveniente da attività lucrativa dipendente.
Una o più strutture riconosciute dalla Confederazione dovranno provvedere affinché gli operatori culturali lavorino in condizioni di lavoratori dipendenti e che vengano versati i contributi sociali per le attività sinora svolte a titolo di indipendenti.
Begründung
Il rapporto in adempimento del postulato Maret (21.3281) e lo studio Ecoplan 2021 hanno rilevato in modo del tutto chiaro che la copertura sociale degli operatori culturali è lacunosa. La realtà professionale di questa categoria di professionisti si distingue per forme lavorative ibride e atipiche: svolgono svariate attività lucrative e lavorano, spesso a tempo parziale, in quanto indipendenti per un certo periodo per poi tornare a lavorare in quanto dipendenti. Il rapporto fra attività indipendente e attività dipendente varia da un mese all’altro, con conseguenti complicazioni amministrative. Questa situazione tipica per il settore della cultura conduce a lacune nella copertura sociale delle persone interessate. Ciononostante il Consiglio federale non ha ancora adottato alcun provvedimento concreto al riguardo. Sembra anche non voler dar seguito al mandato che il Parlamento gli ha conferito nell’ambito dell’attuale programma di legislatura. Il Parlamento deve pertanto intervenire. La soluzione proposta con la presente iniziativa di commissione consentirà di meglio tener conto della realtà professionale degli operatori culturali: sarà possibile cumulare determinati proventi al fine di snellire il lavoro amministrativo, che verrebbe assunto da strutture riconosciute, e colmare una serie di lacune nella copertura sociale. L’Ufficio federale della cultura o un altro organismo della Confederazione potrebbe essere incaricato di autorizzare tali strutture. I criteri per accedere alle prestazioni sociali in caso di attività lucrativa indipendente rimangono invariati e l’onere amministrativo rimarrà pertanto contenuto. Tutti i Paesi vicini hanno adottato già da molti anni provvedimenti per far fronte a questi problemi del settore della cultura. In Belgio, ad esempio, è stato introdotto un sistema molto simile a quello proposto con la presente iniziativa.