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98.3256 · Mozione · 1998-06-16

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

1. Anche se c'è stato qualche lieve miglioramento, la presenza di italofoni e particolarmente di Ticinesi nell'amministrazione federale rimane insoddisfacente e insufficiente, soprattutto nelle classi dirigenti. Le istruzioni del Consiglio federale del 19 febbraio 1997 e la loro attuazione (1o settembre 1997) non hanno dato finora i risultati auspicati. Anzi, i Ticinesi stanno scomparendo dai quadri dirigenti per pensionamento (per esempio Ufficio delle costruzioni federali, Ufficio federale degli stampati e del materiale, fra non molto Ufficio federale di statistica, ecc.) Un'azione più energica del Consiglio federale è quindi indispensabile.

2. Chiedo che in ogni dipartimento, facendo capo a personale già presente, si crei un posto di responsabile per verificare se sono rispettati i criteri di un'equa rappresentanza delle diverse minoranze linguistiche. La persona incaricata di ciò dovrà partecipare o essere informata su tutte le procedure di assunzione all'interno del suo dipartimento (redazione dei bandi di concorso, consultazione prima della scelta finale). Essa informerà la sezione del personale del suo dipartimento se constata lacune e irregolarità e ogni sei mesi elaborerà un rapporto riassuntivo all'attenzione del direttore dell'Ufficio federale del personale, indicando in particolare le nuove assunzioni e le nomine per classi di stipendio e per lingua.

3. Chiedo che il Consiglio federale attribuisca all'Ufficio federale del personale il compito di coordinare l'attività di queste persone e di informare regolarmente il Consiglio federale e una volta l'anno il Parlamento sui risultati avuti e sulla presenza numerica di funzionari di lingue diverse nei singoli settori e per classi (nuove assunzioni, promozioni, ecc.).

4. Chiedo che i diversi dipartimenti dedichino una superiore e particolare attenzione alle assunzioni di giovani francofoni e italofoni e alla loro successiva preparazione affinché possano poi accedere anche a posti di dirigenti.

5. Chiedo che dalle statistiche del personale per rappresentanza linguistica si indichino separatamente tutte le persone che svolgono un'attività rilevante per una equa presenza linguistica.

Begründung

Nonostante tutti gli interventi fatti a livello parlamentare e le direttive del Consiglio federale la rappresentanza di italofoni e di francofoni nell'amministrazione federale non soddisfa, soprattutto per le classi di salario superiori. Spesso le statistiche danno un quadro non veritiero perché è notorio che molte attività ausiliarie e di traduzione sono svolte da persone di lingua materna italiana, le quali non hanno nessun influsso nell'attività effettiva dei dipartimenti. In generale un'attenta lettura dei dati statistici elaborati dall'Ufficio federale del personale (1995-1998) ha evidenziato:

Francofoni: miglioramenti per tutte le classi: ad eccezione del gruppo di classe 30, 31 e fuori classe, dove la percentuale raggiunge il 22 percento, in tutte le altre classi i francofoni sono sottorappresentati.

Italofoni: peggioramento per le classi 30, 31 e fuori classe (dal 4,6 percento al 4 percento), altrimenti miglioramenti in tutte le classi. Italofoni ancora sottorappresentati nelle classi 30, 31 e fuori classe (4 percento), nelle classi 24 a 29 (3,1 percento) e debolmente sottorappresentati nelle classi 18 a 23 (4,1 percento). Per avere un miglioramento a medio-lungo termine nelle classi dei quadri, bisognerebbe avere una percentuale nelle classi 18 a 23 molto più alta.

Ad eccezione della Cancelleria federale, del Dipartimento federale degli affari esteri, del Dipartimento federale dell'interno et dell'Amministrazione federale delle dogane, negli altri dipartimenti gli italofoni sono chiaramente sottorappresentati. Nel Dipartimento federale di giustizia e polizia gli italofoni sono sottorappresentati in tutte le classi (ad eccezione 18 a 23), con tendenza al peggioramento.

Nel Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport gli italofoni sono fortemente sottorappresentati in tutte le classi, ad eccezione di quelle inferiori!

Nel Dipartimento federale delle finanze vi è un peggioramento nelle classi 18 a 23 e 12 a 17, e una sottorappresentazione nelle classi 24 a 29.

Nel Dipartimento federale dell'economia pubblica gli italofoni sono fortemente sottorappresentati in tutte le classi. Vi sono servizi, come l'Ufficio federale dello sviluppo economico e del lavoro, in stretto contatto con i cantoni, che da tempo non hanno nemmeno un funzionario ticinese!

Nel Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni vi è un lieve miglioramento, ad eccezione delle classi 18 a 23. Gli italofoni sono fortemente sottorappresentati in tutte le classi ad eccezione 12 a 17.

Diventa quindi urgente agire con più determinazione. La non perfetta conoscenza del tedesco o del francese non può essere un comodo motivo per evitare la scelta di un candidato di lingua italiana. Va detto che questa situazione, anche se meno grave, vale pure per i francofoni in diversi dipartimenti e classi. Le raccomandazioni non bastano. Occorre uno strumento di intervento e di controllo obbligatorio a livello dipartimentale per veramente coinvolgere nelle procedure di nomina e nelle scelte anche candidati italofoni e francofoni. In tal senso si auspica una chiara decisione del Consiglio federale, sull'esempio di quanto attuato con successo all'interno del Dipartimento federale degli affari esteri.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale ritiene che per il momento sia prematuro affermare che le sue istruzioni del 19 febbraio 1997 concernenti la promozione del plurilinguismo nell'amministrazione generale della Confederazione non abbiano dato i risultati attesi. Ciò equivarrebbe inoltre a considerare la loro portata solo in termini quantitativi, mentre esse mirano sia a garantire uguali opportunità sia a promuovere la comprensione reciproca tra le diverse comunità linguistiche. In un'amministrazione plurilingue e multiculturale, l'aspetto qualitativo della politica linguistica riveste un'importanza particolare, tanto più che il debole tasso di fluttuazione del personale federale (1997: 4,9 percento) restringe le reali possibilità di assunzione. Permettere a ciascun agente di lavorare nella propria lingua (attività orale e scritta) è un obiettivo a lungo termine che presuppone l'attuazione di un'infrastruttura adeguata. Si tratta in particolare di potenziare i servizi di traduzione in tedesco e di offrire una formazione linguistica adattata alle nuove esigenze (conoscenze passive in almeno una seconda lingua ufficiale). Queste sono condizioni indispensabili allo sviluppo di un plurilinguismo funzionale e vivo.

Il confronto sull'arco di diversi anni (1995-1998) della distribuzione degli agenti italofoni e francofoni nelle differenti classi di stipendio mostra una lenta ma costante progressione. La situazione dei quadri italofoni rimane tuttavia insoddisfacente. Gli sforzi in questo senso devono quindi proseguire ed essere rafforzati a livello di dipartimenti e di Cancelleria federale, che avranno in particolare cura di migliorare la rappresentanza delle comunità latine (retoromanici compresi) e soprattutto degli italofoni nelle funzioni dirigenti e delle nuove leve (classi 18 a 23). Dato che la ripartizione linguistica per classi di stipendio varia da un dipartimento all'altro, la gestione dell'evoluzione degli effettivi esige misure differenziate. A questo scopo, le istruzioni prevedono che i dipartimenti e la Cancelleria federale s'accordino su un programma concreto per un periodo di quattro anni (accordi per la promozione linguistica).

Il Consiglio federale intende assicurarsi in futuro che i dipartimenti e la Cancelleria federale siano stati attivi nel processo di selezione di persone a posti di direzione di uffici e che abbiano esaurito le possibilità di reclutamento allo scopo di sottoporgli anche candidature francofone e italofone.

2./3. Al fine di favorire l'attuazione della politica linguistica l'Ufficio federale del personale ha chiesto ai dipartimenti e alla Cancelleria federale di designare una persona competente per sostenere gli sforzi intesi a promuovere il plurilinguismo, che assicurasse segnatamente il lavoro di coordinamento con gli uffici nell'ottica della conclusione di accordi per la promozione linguistica e della loro concretizzazione.

All'inizio dell'anno l'Ufficio federale del personale ha organizzato un primo incontro dei responsabili dipartimentali, al fine di creare una struttura di collaborazione nonché di coordinare gli sforzi per l'applicazione delle istruzioni del Consiglio federale. Nell'ambito di queste riunioni l'Ufficio federale del personale si propone di allestire - entro metà 1999 e all'indirizzo della Conferenza dei segretari generali - un elenco degli obblighi "tipo" per i suddetti responsabili, nel quale verranno ripresi tutti gli elementi esposti alla cifra 2 della mozione. Su questa base i segretari generali faranno in modo che le persone interessate siano investite delle competenze utili all'esercizio del loro mandato e poste ad un livello gerarchico che permetta loro di adempiere una funzione d'appoggio (ad esempio la formulazione dei bandi di concorso), rispettivamente di controlling.

Per quanto concerne le statistiche relative al numero di assunzioni e di promozioni per classi di stipendi e per lingue, il Consiglio federale è dell'opinione che si debba operare in maniera centralizzata. Il servizio delle comunità linguistiche dell'Ufficio federale del personale, quale organo di coordinamento e di consulenza in virtù del numero 113 delle istruzioni, è in grado di rilevare questi dati per il tramite del sistema di gestione computerizzata del personale (Peribu). Al termine della legislatura (fine 1999), quando presenterà la sua valutazione all'attenzione del Consiglio federale, esso potrà verificare la fondatezza delle statistiche fornite dal Peribu e, se del caso, stabilire a quale ritmo ripetere l'operazione.

4. Il Consiglio federale si attende dai dipartimenti e dalla Cancelleria federale che alla questione del reclutamento dei francofoni e degli italofoni dedichino tutta la dovuta attenzione e che ne facciano un obiettivo nei loro accordi di promozione linguistica. Al fine di aumentare l'impatto degli strumenti di reclutamento, l'Ufficio federale del personale concentrerà i suoi sforzi sul miglioramento dell'immagine della Confederazione in qualità di datore di lavoro multilingue (ad esempio marketing e campagna d'informazione nelle università). Il Consiglio federale spera che la diversificazione dei canali di reclutamento (come il ricorso ad internet) possa permettere di raggiungere le persone familiarizzate con le moderne tecnologie, in particolare le nuove leve.

Più in generale, i nuovi strumenti di gestione sviluppati nell'ambito della modernizzazione della politica del personale (legge sul personale della Confederazione, sviluppo del management) devono tener conto delle esigenze in materia di promozione del plurilinguismo.

5. Questa cifra può sollevare due possibili interpretazioni. Da un lato bisognerebbe estrapolare dalle statistiche il personale con compiti connessi con la promozione del plurilinguismo, dall'altro identificare le persone latine che occupano funzioni dirigenziali, al fine di osservare l'evoluzione della loro situazione quantitativa. Nel primo caso, il sistema di gestione computerizzata non permette di distinguere queste persone poiché esse sono spesso attive nel settore della formazione o del personale e consacrano solo una parte del loro tempo alla promozione del plurilinguismo. Sarà tuttavia possibile procedere a un rilevamento globale in occasione della prima valutazione prevista per la fine del 1999. Nel secondo caso, le statistiche per lingue e classi di stipendio forniscono già le indicazioni nel senso voluto dall'autore della mozione. Tuttavia, per evidenti ragioni di protezione dei dati, non è possibile redigere una lista nominativa.

Dato che con le istruzioni il Consiglio federale ha avviato una nuova politica nell'ambito del plurilinguismo, una parte sostanziale delle richieste dell'autore della mozione è in fase di realizzazione. Infine, le misure preconizzate rientrano nelle competenze delegate al Governo e non possono quindi formare l'oggetto di una mozione, ma tutt'al più di un postulato, conformemente all'articolo 22 della legge del 23 marzo 1962 sui rapporti fra i Consigli nonché all'articolo 32 capoversi 1 e 2 del Regolamento del Consiglio nazione del 22 giugno 1990.

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.

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