98.3479 · Interpellanza · 1998-10-08
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
1. La proporzione dei beneficiari di una rendita d'invalidità tra le persone dipendenti dalle droghe o dall'alcol in Svizzera non è determinata in modo esaustivo.
Le statistiche dell'Assicurazione invalidità concernenti le rendite versate a gennaio 1998 indicano che tra i 180'000 beneficiari di rendite d'invalidità a 3'000 è stato diagnosticato l'"alcolismo" e a 1'600 un'"altra dipendenza".
Visto che la statistica dell'invalidità rileva solo il danno principale alla salute che giustifica il versamento di una rendita, i dati della statistica dell'Assicurazione invalidità non indicano in modo attendibile la proporzione dei beneficiari delle rendite d'invalidità rispetto alle persone dipendenti dall'alcol o dalle droghe.
Un'altra fonte d'informazione è fornita dalle statistiche dei programmi di trattamento specializzati. In questo modo, tra i tossicodipendenti o gli alcolisti in terapia sono state recensite le seguenti proporzioni di persone alle quali è versata una rendita AI:
- in media il 4% delle persone sottoposte a trattamento nelle comunità terapeutiche residenziali specializzate in problemi di droga1, su un totale di circa 2'000 pazienti all'anno
- in media l'11% delle persone sottoposte a trattamento nelle cliniche e nei centri residenziali specializzati in problemi d'alcolismo2, su un totale di circa 850 pazienti all'anno
- in media da 7 a 14% delle persone seguite nei centri di consultazione ambulatori specializzati in problemi di droga, rispettivamente di alcol3, su un totale di circa 6'000 pazienti all'anno
- in media il 5% delle persone che partecipano a trattamenti medici con sostituzione di metadone4, su un totale di 15'000 pazienti e
- in media 25% delle persone sottoposte a trattamento nel quadro dei programmi che prevedono la prescrizione medica di eroina5, su un totale di 1'100 pazienti.
Globalmente si può ritenere che dei 25'000 alcolisti o tossicodipendenti sottoposti a terapia, il 10% al massimo beneficia di una rendita d'invalidità. Questa percentuale relativamente bassa sta a indicare che i problemi di dipendenza, anche quelli gravi, nella maggior parte dei casi sono reversibili (e questo vale più per la droga che per l'alcol) e che un reinserimento è possibile per la maggior parte delle persone affette da dipendenza.
2. Il programma di misure della Confederazione nell'ambito della droga (DCF del 20 febbraio 1991, completato il 3 ottobre 1994) mira tra l'altro a favorire un intervento terapeutico precoce sulle persone affette da dipendenza, in particolare sui giovani tossicomani. Partendo da un'analisi delle lacune in questo ambito (Reha 2000), l'UFSP ha contribuito finanziariamente all'approntamento di diverse offerte terapeutiche adeguate per i tossicodipendenti ancora parzialmente integrati (programmi terapeutici a breve durata, programmi orientati al mantenimento dell'inserimento scolastico o professionale). D'altra parte l'UFSP favorisce lo sviluppo di programmi ambulatoriali di rilevamento precoce per giovani consumatori di droghe e per giovani ad alto rischio di emarginazione (progetto di ricerca "action supra-f" lanciato nel 1998 in 14 comuni).
Il finanziamento di tali programmi è assicurato in massima parte dai Cantoni. L'Assicurazione invalidità non può accordare contributi se i pazienti non sono già invalidi ai sensi della LAI o se non sono direttamente minacciati da un'invalidità.
La Confederazione, tuttavia, concretamente non ha intrapreso nulla di simile nell'ambito del rilevamento precoce delle persone affette da problemi legati al consumo di alcol.
Non spetta all'AI finanziare un trattamento medico o psicosociale per impedire che subentri un danno fisico invalidante. L'Assicurazione invalidità interviene allorquando un danno fisico provoca un'incapacità di guadagno che si prevede duratura. Il principio della "priorità all'integrazione rispetto alla rendita" è applicato alle persone di cui è provato che hanno subito un danno alla salute con effetti invalidanti e alle quali si tenta, grazie ad una fruttuosa integrazione (economica), di evitare che il loro caso venga chiuso con la semplice attribuzione di una rendita.
3. Nel modello dei 4 pilastri, il Consiglio federale definisce la terapia come un insieme di mezzi messi in atto per promuovere l'uscita dalla dipendenza, per favorire l'inserimento sociale e il miglioramento dello stato di salute fisico e psichico delle persone dipendenti. Il collegio di governo riconosce che le possibilità di trattamento esistenti devono essere consolidate, sviluppate e migliorate. Le istituzioni d'aiuto ai tossicodipendenti non possono limitarsi a offerte standardizzate; le offerte devono essere adattate alle persone che necessitano di questo aiuto. Questo implica che si tenga conto anche degli aspetti legati alla situazione sociale, dei problemi dell'alloggio, della disoccupazione e dell'indebitamento, degli impegni sociali ecc.
Le principali forme di terapia destinate ai tossicodipendenti sono le seguenti:
- terapie residenziali basate sull'astinenza generalmente di tipo sociale o psicoterapeutico con una componente importante di educazione e di reintegrazione sul lavoro,
- disassuefazioni fisiche e strutture residenziali di transizione,
- presa a carico medica e psicosociale ambulatoria senza prescrizione di medicamenti sostitutivi,
- trattamenti medici con prescrizione di stupefacenti (metadone ed eroina, eventualmente altri medicamenti di sostituzione), comprendenti un programma di sostegno sociale e di trattamento psicologico,
- offerte terapeutiche negli istituti di pena e di esecuzione delle misure.
Lo scopo dell'insieme di queste forme di terapia è di portare i tossicodipendenti a condurre una vita senza dipendenza dalle droghe, di ristabilire uno stato di salute somatico e psichico soddisfacente e la possibilità di un reinserimento sociale. Certe forme di presa a carico possono avere un carattere di transizione che mira a rendere possibile a termine l'accesso ad una terapia tendente all'astinenza. Altri possono essere caratterizzati da obiettivi più limitati, tenuto conto dello stato attuale dei pazienti. È indispensabile disporre di un'offerta diversificata di terapie e di assicurare che in ogni segmento di quest'offerta i criteri di qualità siano il più possibile rispettati.
La nozione di riduzione dei danni e di aiuto alla sopravvivenza è di tutt'altra natura. La riduzione dei rischi è volta a prevenire o a ridurre i danni alla salute e i danni sociali dovuti al consumo di droga, nonché a mantenere lo stato di salute e l'integrazione sociale dei tossicodipendenti durante la loro fase di tossicomania attiva. L'obiettivo a cui mirano le misure d'assistenza è quello di permettere ai tossicodipendenti di vivere nelle migliori condizioni di salute possibili durante questo periodo e di dar loro in ogni momento la possibilità di sganciarsi dalla droga. Per raggiungerlo si protegge la salute con delle cure e con l'ausilio di misure igieniche, e si migliora la situazione sociale dei consumatori di droghe, offrendo loro un'opportunità di lavoro, di formazione e di alloggio.
Alcuni programmi di terapia possono avere, al limite, un ruolo di aiuto alla sopravvivenza. Si pensi in particolare alle offerte di medicamenti di sostituzione a condizioni per nulla severe, destinati a fare uscire i tossicodipendenti dal circolo vizioso della ricerca quotidiana di droga, ad allontanarli dalle scene della droga e a diminuire la loro delinquenza. Tali programmi detti "a bassa soglia" offrono la possibilità di una presa a carico terapeutica senza tuttavia imporla. Si è osservato che, in particolare quando le scene aperte del Platzspitz e del Letten a Zurigo sono state chiuse, alcuni pazienti, dopo qualche mese di sostituzione a bassa soglia, facevano richiesta di terapie più strutturate, soprattutto dal profilo psichiatrico, o addirittura tentavano di compiere il passo verso trattamenti tendenti all'astinenza.
Risposta del Consiglio federale.