99.3366 · Interpellanza · 1999-06-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Il 23 dicembre 1999 il Governo ha varato l'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI), decretandone l'entrata in vigore per il 1° febbraio 2000.
Alla domanda 1
Mentre sugli effetti termici delle radiazioni non ionizzanti già disponiamo di conoscenze scientificamente provate, sappiamo ben poco sugli effetti non termici a lungo termine. Il Consiglio federale ha concepito l'ORNI in maniera tale da impedire con certezza effetti termici dannosi alla salute e da ridurre, inoltre, eventuali rischi supplementari a lungo termine. Il Governo segue con attenzione l'evoluzione della ricerca e i disturbi alla salute denunciati dalla popolazione, e adeguerà l'ORNI alle esigenze che emergeranno da conoscenze nuove.
Alla domanda 2
La legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) prevede che, a scopo preventivo, gli effetti che possono rivelarsi dannosi o molesti vadano limitati tempestivamente (art. 1 cpv. 2 LPAmb). Indipendentemente dal carico inquinante esistente, le emissioni - nell'ambito della prevenzione - devono essere limitate nella misura consentita dal progresso tecnico, dalle condizioni d'esercizio e dalle possibilità economiche (art. 11 cpv. 2 LPAmb). Inserendo nell'ORNI un valore limite dell'impianto giusta gli articoli di legge menzionati, il Consiglio federale ha rispettato il mandato legislativo.
Alla domanda 3
La richiesta di sospendere l'installazione degli impianti di telefonia mobile fino al chiarimento dei possibili effetti a lungo termine sulla salute è irragionevole, soprattutto se si tiene conto del vertiginoso aumento della domanda di mezzi di comunicazione da parte della popolazione. Una moratoria si tradurrebbe in una indesiderata disparità di trattamento dei fornitori, penalizzando le ditte Diax e Orange rispetto alla Swisscom, leader sul mercato. Il Consiglio federale approva in linea di massimo un dialogo finalizzato a una migliore comprensione reciproca. Simili colloqui risultano opportuni e promettenti in sede locale, segnatamente nel caso di ubicazioni contestate delle antenne.
Alla domanda 4
La designazione di nuovi ambulatori medici e scientifici non è necessaria. L'assistenza sanitaria fondamentale attuale è più che mai sufficiente per visitare e consigliare le persone afflitte da disturbi. L'UFSP informerà i medici inviando loro materiale informativo e offrendo la possibilità di un aggiornamento professionale incentrato sulle conoscenze scientifiche attuali relative a eventuali disturbi di salute causati dalle radiazioni non ionizzanti. Sono inoltre previsti rilevamenti su possibili disturbi provocati dalle radiazioni non ionizzanti.
Alla domanda 5
Non esiste, attualmente, alcuna base giuridica che permetta di emanare norme per telefoni cellulari basate su metodi di misurazione uniformi. Il nostro Paese non vuole e non può, in tale settore, adottare una politica autonoma. Uno strumento efficace per motivare i produttori a sviluppare apparecchi poveri di radiazioni e per informare i consumatori sull'esposizione alle radiazioni è invece la dichiarazione delle radiazioni. La Confederazione sostiene gli sforzi delle organizzazioni dei consumatori in favore dell'introduzione di tale dichiarazione. In tale contesto l'UFSP e l'UFAFP elaborano, insieme al PF, un metodo di misurazione uniforme.
L'UFCOM interverrà inoltre a livello internazionale presso le istituzioni competenti in materia di normalizzazione dei telefoni cellulari, chiedendo che nel quadro dell'emanazione di norme sugli apparecchi venga prestata maggiore attenzione ai livelli di radiazione.
Alla domanda 6
La raccomandazione in questione coincide di fatto con l'opinione personale di scienziati preoccupati. Le basi scientifiche di cui disponiamo attualmente non sono sufficienti - secondo quanto ritengono gli organi del settore incaricati di elaborare i valori limite - per richiedere una limitazione temporale dell'uso quotidiano dei telefoni cellulari. Il Consiglio federale non intende pertanto prescrivere un simile segnale d'avvertimento.
Alla domanda 7
L'istituzione di un catasto svizzero delle radiazioni è un'ipotesi possibile. L'opportunità e la forma di un simile catasto verranno esaminate in seguito alle prime esperienze fatte nell'ambito dell'esecuzione dell'ORNI.
Risposta del Consiglio federale.