99.3433 · Mozione · 1999-09-02
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il 30 marzo 1999, la CPE-N ha ricevuto una proposta di mozione da parte del signor Gysin e della signora Zapfl (CN-CPE 98.072 è). Questa proposta mira a depositare una mozione della commissione che chiede al Consiglio federale di ratificare la Convenzione n. 169 dell'OIL. La CPE-N ha perciò chiesto al servizio competente dell'amministrazione federale (seco-DL) di presentare un rapporto al fine di poter valutare l'opportunità di agire in linea con la proposta Gysin/Zapfl.
Il 2 settembre 1999 il signor Gysin ha presentato una propria mozione sullo stesso argomento senza aspettare il rapporto dell'amministrazione che verrà trattato dalla CPE-N in occasione della sua seduta del 29 novembre 1999.
Il Consiglio federale ha approvato il rapporto dell'amministrazione federale che può essere riassunto come segue.
La C169 è stata adottata in occasione della 76a sessione della Conferenza generale dell'OIL (1989) ed è entrata in vigore il 5 settembre 1991. La C169 chiede ai governi di sviluppare, insieme ai popoli interessati, un'azione coordinata e sistematica per proteggere i diritti dei popoli indigeni e tribali e per garantire il rispetto della loro integrità. Occorre prendere misure speciali per tutelare i loro individui, le loro istituzioni, i loro beni, il loro lavoro, la loro cultura e il loro ambiente.
Il Consiglio federale ha avuto già occasione di esaminare questo strumento nel 1991 (FF 1991 III 689) e aveva rinunciato allora a ratificare la convenzione in oggetto. Ha preferito dare la precedenza alla ratifica di altri trattati internazionali di protezione dei diritti dell'uomo. A tale proposito, il rapporto sottolinea che da allora il nostro Paese ha ratificato la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali (FF 1998 901), entrata in vigore in Svizzera il 1° febbraio 1999. Il rapporto richiama l'attenzione sul fatto che, sebbene la C169 e la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa si basino sugli stessi principi generali, la C169 prevede degli obblighi più precisi e vincolanti negli ambiti summenzionati a carico degli Stati che la ratificano.
Il rapporto rammenta che lo scopo della proposta di mozione della CPE-N è di assicurare la protezione dei popoli indigeni e tribali stanziati nel territorio di Stati che minacciano l'ambiente e il modo di vita di tali minoranze attraverso la loro distruzione e addirittura il loro genocidio; la ratifica rappresenta un opportuno atto di solidarietà nei confronti di questi popoli.
Il rapporto solleva la questione del campo d'applicazione ratione personae della C169. In effetti, in Svizzera come in altri paesi europei, non è possibile stabilire con certezza assoluta se la C169 è applicabile ai nomadi. Anche se si può pensare che probabilmente i nomadi rientrano nella convenzione, una conferma del campo d'applicazione può provenire solo dagli organi di controllo dell'OIL, conferma che a tutt'oggi non è ancora pervenuta.
Il rapporto analizza inoltre le possibili conseguenze nel caso in cui i nomadi dovessero essere coperti dalla convenzione e questo alla luce di una nostra politica di ratifica. Esso presenta succintamente le modifiche legislative e le pratiche che dovrebbero essere intraprese per conformarsi agli obblighi previsti dalla C169, in modo particolare nei settori della pianificazione del territorio, dell'educazione, dell'organizzazione giudiziaria e delle condizioni di lavoro (lavoro minorile). Il rapporto sottolinea ugualmente che l'attuazione di tali adattamenti potrebbe presentare un onere finanziario a carico dello Stato, a livello federale, cantonale e comunale.
Il rapporto specifica ancora che l'adozione delle misure prescritte dalla C169 potrebbe rivestire la forma di una legislazione speciale in favore dei nomadi: ciò potrebbe comportare che la Confederazione intervenga in ambiti e pratiche abitualmente di competenza dei Cantoni o dei Comuni, oppure intensifichi la sua cooperazione con le autorità cantonali e comunali. Ad ogni buon conto questa legislazione speciale potrebbe accordare, negli ambiti summenzionati, diritti particolari ai nomadi che vanno oltre quelli garantiti in generale agli altri gruppi della popolazione. Il nostro Paese ha già adottato numerose misure che prendono in considerazione i bisogni specifici della popolazione nomade presente sul territorio nazionale, come dimostra in modo specifico la creazione della fondazione "un futuro per i nomadi svizzeri", i sussidi assegnati alle organizzazioni rappresentative dei nomadi, o ancora le iniziative dei diversi Cantoni volte a migliorare le loro condizioni di vita. Attualmente, l'approccio a cui ricorre la maggior parte delle persone e delle organizzazioni interessate è caratterizzato da interventi flessibili e di carattere federalista, come l'iniziativa parlamentare che ha dato vita alla fondazione "Un futuro per i nomadi svizzeri".
Il rapporto rammenta che le convenzioni dell'OIL esplicano effetti sul territorio degli Stati partecipanti. Tuttavia, nell'ambito della sua politica in favore dei diritti umani, il nostro Paese, dopo aver ratificato la C169, potrebbe invocare questa convenzione nei suoi rapporti bilaterali con un altro Stato partecipante che non la dovesse rispettare. L'esame dell'opportunità di una ratifica della C 169 in questo ambito dipenderà dal chiarimento che l'OIL darà in merito al campo d'applicazione preciso della convenzione, chiarimento che attualmente non ha ancora avuto luogo.
Il Consiglio federale approva l'approccio giuridico e fa proprie le conclusioni dell'amministrazione federale.
Il Consiglio federale considera inoltre che non è possibile, in questo momento, rispondere con precisione alle questioni, spesso complesse, sollevate dal rapporto, rispetto agli obblighi e alle implicazioni di un'eventuale ratifica della C 169, soprattutto sul piano finanziario e su quello della ripartizione delle competenze tra la Confederazione, i Cantoni e i Comuni. Effettivamente l'incertezza legata al campo d'applicazione della C169 continua a sussistere in quanto l'OIL non ha fornito le indicazioni necessarie. Inoltre, in questa materia non esistono né pratica, né giurisprudenza cui riferirsi poiché solo tre Stati europei hanno ratificato la C169 (Danimarca; Norvegia; Paesi Bassi).
Il Consiglio federale è del parere che, tenuto conto del fatto che non è possibile formulare una dichiarazione interpretativa o delle riserve, una certa circospezione è d'obbligo in merito all'opportunità di ratificare la C169 a questo stadio, opportunità che comunque non viene definitivamente esclusa.
Per concludere, il Consiglio federale sottolinea il suo sostegno agli obiettivi generali della C169, come aveva già dichiarato nel suo messaggio del 1991. Il Consiglio federale propone di integrare i principi generali della C169 nelle direttive della cooperazione svizzera. A livello della politica interna, il Consiglio federale si ispira ai principi della convenzione e invita i Cantoni a fare lo stesso. A questo stadio, non è pertanto necessario ratificare la convenzione. Inoltre il Consiglio federale ritiene che, oltre alle conclusioni proposte nel rapporto, occorra incaricare il DFE, d'intesa con il DFAE e il DFI - ricorrendo alla fondazione "Un futuro per i nomadi svizzeri - di esaminare l'opportunità di ratificare la C169 una volta conosciute le precisazioni dell'OIL in merito al campo d'applicazione ratione personae. Questa soluzione risponderebbe all'obiettivo perseguito dalla mozione. Essa costituirebbe parimenti un chiaro segnale politico e un concreto atto di solidarietà conforme alle circostanze.
Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.