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Abate Fabio · Nationalrat · 2011-03-17

Abate Fabio · Nationalrat · Tessin · Freisinnig-demokratische Fraktion · 2011-03-17

Wortprotokoll

L'istituto delle vacanze, modificato nel 1984, viene regolato dal Codice delle obbligazioni e segnatamente dagli articoli 329a e seguenti. La legge prescrive una durata minima delle vacanze, 4 settimane, aumentate a 5 per i lavoratori sino ai 20 anni compiuti. Il legislatore ha così voluto prescrivere condizioni minime con carattere vincolante, lasciando alle parti contrattuali la facoltà di concordare clausole più favorevoli a favore dei lavoratori.

Gli scopi dell'iniziativa, con la quale si chiedono 6 settimane di vacanza vincolanti con una modifica costituzionale, sono senz'altro condivisibili - maggiore riposo e tutela della salute dei lavoratori. Ma le ulteriori circostanze oggettive che caratterizzano la promozione e l'esercizio del diritto alle vacanze non possono essere trascurate. Un incremento delle settimane di vacanze non implica certo un'interruzione dell'esercizio e dell'attività del datore di lavoro. La necessità di reperire ulteriore manodopera, collaboratori e collaboratrici, è una conseguenza ovvia che configura un problema purtroppo irrisolvibile per una moltitudine di datori di lavoro nel nostro Paese. Mi riferisco in particolare alle piccole e medie imprese, agli artigiani. Maggiori costi, spesso non sopportabili, nonché l'esigenza di reperire personale qualificato, che oltretutto non abbiamo in Svizzera, sono solamente due esempi di seri problemi che tutti, non solo i datori di lavoro, saremmo chiamati a risolvere o, meglio, a tentare di risolvere.

Il dibattito sulle conseguenze della libera circolazione delle persone è aperto e tende ad evidenziare distorsioni e difficoltà, che stanno creando incertezza nella popolazione. Quale conseguenza al sostegno dell'iniziativa in esame parecchi settori della nostra realtà economica dovrebbero, giocoforza, fare capo a questa facilitazione nella ricerca di manodopera - non fatico ad immaginarmi le discussioni, le polemiche e soprattutto i dissidi.

Oggi possiamo affermare che il sistema è soddisfacente e funziona. I contratti collettivi citati nel messaggio del Consiglio federale evidenziano soluzioni interessanti ed attente alle specificità del settore coinvolto. Quindi, 6 settimane di vacanza possono diventare un diritto, così come concesso dal diritto privato in vigore, ma non devono trasformarsi in un'imposizione, così come richiesto dagli autori dell'iniziativa.