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Abate Fabio · Nationalrat · 2009-09-25

Abate Fabio · Nationalrat · Tessin · Freisinnig-demokratische Fraktion · 2009-09-25

Wortprotokoll

Non è usuale e, possiamo dirlo, nemmeno troppo interessante occuparci alla fine del mese di settembre 2009 del rapporto di attività della Delegazione di vigilanza della NFTA relativo all'anno 2008. Sintomatico oltrettutto il fatto di ritrovarlo il venerdì dell'ultima settimana di sessione. Tuttavia è corretto ricordare che questo Consiglio a maggioranza ha deciso di rinviare il dibattito, previsto come d'abitudine nel corso della sessione estiva delle Camere federali. Infatti, particolari circostanze legate ad un'importante delibera di lavori al tunnel di base del Ceneri avrebbero trasformato la discussione su questo rapporto in una vera e propria pagliacciata, con la conseguenza che qualcuno avrebbe potuto anche dubitare della crecibilità di questo Parlamento.

Nel corso del 2008 così come nei primi mesi del 2009, la Delegazione di vigilanza non è stata messa particolarmente sotto pressione d'avvenimenti o difficoltà specifiche. I lavori sui cantieri procedono in modo spedito, e gli elementi di natura finanziaria sono stati affrontati senza nuovi motivi di preoccupazione, ad eccezione dell'accertamento di una diminuzione del flusso delle entrate nel fondo di finanziamento, causata in particolare dal calo del gettito provveniente dalla tassa sul traffico pesante. Nel corso del 2008, la Delegazione di vigilanza naturalmente ha potuto accertare i primi segnali della crisi economica che stiamo traversando, ma contemporaneamente non ha beneficiato di alcun elemento che potesse essere già inserito nel rapporto in esame.

Desidero focalizzare un problema evidenziato nel medesimo rapporto. Riguarda i raccordi a sud di Alptransit, i quali divengono vie più interessanti visto l'avvicinarsi delle scadenze della messa in esercizio del tunnel di base del San Gottardo e del tunnel di base del Ceneri. Finalmente, nel mese di dicembre 2008, si è conclusa la prima fase di studio di fattibilità e opportunità per valutare tracciati alternativi della linea ferroviaria tra Lugano e Chiasso. I costi ammontano a circa 5 miliardi di franchi e non hanno certo generato entusiasmo. Infatti conosciamo l'entità delle pretese provenienti da ogni angolo del Paese. Il completamento dell'infrastruttura ferroviaria sta attivando un vero e proprio conflitto tra le varie regioni, con il pericolo di vedere mancato l'esercizio fondamentale della selezione delle opere, nel senso di capire quali rientrano in un'ottica di interesse nazionale e internazionale, e quali d'altro canto in verità si limiterebbero a rappresentare un contentino di carattere regionale.

Il completamento di Alptransit a sud non è al riparo da pericoli, anche che esulano dalle nostre competenze decisionali, così come possiamo leggere nel rapporto nell'ambito della collaborazione tra la Svizzera e l'Italia. La Delegazione di vigilanza ha appreso con soddisfazione che l'Italia è tornata a considerare prioritario il raccordo con il San Gottardo. Infatti, la convenzione bilaterale del 1999 negli ultimi anni non aveva ottenuto adeguata attenzione da parte del governo rimasto in carica fino al 2008. Tuttavia, ci attendiamo anche a segnali concreti, con decisioni chiare anche per quanto concerna il finanziamento e la realizzazione delle opere previste sul territorio della vicina penisola.

Questi motivi di incertezza che spesso sono stati utilizzati per nascondere le nostre responsabilità nei ritardi non devono però trasformarsi in un pretesto per accantonare il proseguimento della linea sud del tunnel di base del Ceneri.