Lombardi Filippo · Ständerat · 2011-09-21
Lombardi Filippo · Ständerat · Tessin · Fraktion CVP/EVP/glp · 2011-09-21
Wortprotokoll
Sarò brevissimo, vorrei solo ringraziare la commissione, che ci propone sì di respingere l'iniziativa cantonale ma di raccoglierne in fondo il messaggio sotto forma di mozione. Quindi, naturalmente sarò d'accordo con il rigetto di questa iniziativa cantonale ma solo se legato all'accettazione della mozione.
Evidentemente, le opinioni divergono anche in Ticino per quanto riguarda la decisione del Consiglio di Stato di sospendere - dico bene, non di negare - il versamento della metà della quota sull'imposta alla fonte dei lavoratori frontalieri che spetta all'Italia. È una decisione che sul piano giuridico evidentemente non può reggere, ma bisogna pur sottolineare che il Consiglio di Stato ticinese non ha contestato il diritto all'Italia di ricevere tale versamento. Lo ha, come detto, soltanto sospeso su un conto bloccato che per altro frutta interessi e magari, aspettando ancora un po' di tempo, potrebbe rendere molto di più e aumentare il corrispettivo come si presentava al momento del mancato versamento. Qualche volta - il collega Marty se ne ricorderà - nella storia ticinese si è dovuto uscire dalla legalità per entrare nel diritto, frase, questa, che credo si possa attribuire a Romeo Manzoni.
Il motivo, per il quale questa esasperazione ticinese è maturata, è chiaro e conosciuto: si tratta chiaramente di una situazione abbastanza insostenibile di paralisi, di blocco delle trattative fra Roma e Berna - e naturalmente non fra il Ticino e i comuni di frontiera -, e di fronte all'impressione che a Roma in particolare, ma forse anche a Berna, si sottovaluti l'importanza di dare una risposta veloce ai problemi, tutta l'economia ticinese ne soffre, non solo, tra l'altro, il mondo finanziario, ma anche l'economia reale, le aziende, le imprese, che devono poter lavorare e non godono della reciprocità necessaria. Penso che ciò spieghi perché il presidente della Commissione esteri del Senato italiano Lamberto Dini, accogliendo la nostra delegazione, evidentemente non ha fatto concessioni su questo punto per quanto riguarda l'applicazione del diritto ma se non altro ha espresso comprensione per il gesto del canton Ticino, che esprime esasperazione di fronte a una situazione che non avanza.
Concordando con il collega Marty, credo che i tempi siano maturi per un passo avanti e per uno sblocco di questa situazione da ambo le parti. Il Consiglio di Stato ticinese saprà quando e come procedere, nell'ambito della sua autonomia [PAGE 875] e della sua sovrana valutazione delle cose. Credo che ci stiamo avviando verso tempi con rapporti migliori con l'Italia.