Simoneschi Chiara · Nationalrat · 2001-09-19
Simoneschi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2001-09-19
Wortprotokoll
Intervengo brevemente per portare il mio convinto sostegno all'adesione della Svizzera all'ONU. Sono ormai passati quindici anni da quel lontano 1986, anno in cui il popolo svizzero ha rifiutato un'analoga proposta. Da allora si può ben dire che tutto è cambiato. I tempi grigi della guerra fredda, che restringeva in parte il lavoro politico dell'ONU a causa della contrapposizione delle due superpotenze nel Consiglio di sicurezza, sono passati. Sono passati con la caduta del muro di Berlino, con il miglioramento delle condizioni economiche e sociali di parecchi stati - pensiamo a quelli del sud-est asiatico -, con la sempre più stretta interdipendenza economica e sociale dei popoli, dovuta anche all'avvento delle nuove tecnologie, con il cambiamento delle minacce alla pace e alla sicurezza mondiali, con più conflitti regionali e più terrorismo - purtroppo ce ne siamo accorti - che hanno fatto mutare le risposte [PAGE 1026] politiche che sempre più si basano sulla collaborazione tra gli stati. Si veda la nascita della collaborazione tra gli stati delle due Americhe e l'accelerazione dell'integrazione europea.
Stando così le cose, la posizione, la funzione e il ruolo del nostro paese necessitano di una razionale, e non ideologica, discussione sulla sua collocazione nel concerto internazionale degli stati.
La prima considerazione da fare, è che gli scopi dell'ONU sono gli stessi scopi che sottendono alla nostra politica estera: pace, sicurezza, rispetto dei diritti umani, promozione del bene comune, lotta alla povertà, eliminazione di ogni tipo di discriminazione, aiuto umanitario e protezione della natura. Sono tutti valori condivisi sia dal nostro paese che dall'ONU. Tutto ciò dovrebbe già bastare, ma possiamo fare una seconda considerazione.
Si può dire, senza tema di esser smentiti, che nell'ultimo decennio, proprio a causa anche della fine della guerra fredda, della caduta del muro, l'ONU, pur avendo dei compiti immani, ha aumentato la sua efficacia. Essa ha inoltre dimostrato di essere l'unica organizzazione che ha l'infrastruttura per offrire possibili soluzioni ai problemi che interessano il nostro pianeta, diventato ormai, l'abbiamo visto, un villaggio globale. Problemi politici complessi e che toccano tutta l'umanità richiedono soluzioni da cercare e decidere a livello mondiale. L'Organizzazione delle Nazioni Unite, quale unica organizzazione mondiale esistente, ha molte più possibilità del nostro piccolo paese di trovare queste soluzioni, di concretizzarle, e di concretizzare così anche gli scopi della nostra politica estera. Pensiamo al ruolo importante dell'ONU nel mantenimento della pace, nelle relazioni nord-sud e nella promozione e realizzazione dei diritti umani. Oppure, pensiamo ai problemi molto più pressanti che incombono sul nostro futuro, che sono quelli della povertà, della migrazione dei popoli, della protezione delle risorse ambientali. Se noi non cerchiamo di risolvere questi problemi tutti assieme, diventeranno delle vere e proprie bombe ad orologeria. Ecco che queste problematiche, che hanno ricadute su tutti gli stati, anche sul nostro, devono poter trovare delle risposte comuni, devono poter vedere il nostro paese partecipare a questa risposta comune in modo solidale.
Anche il recente, orribile atto di terrorismo contro gli Stati Uniti ci ha dimostrato, ancora una volta ed in modo drammatico, purtroppo, che noi siamo condannati a collaborare per trovare tutti assieme delle risposte. In questo caso, sono delle risposte ad un nemico senza volto, che si insinua nelle pieghe delle nostre società, che sfrutta, in fondo, l'apertura delle nostre società. Se vogliamo salvaguardare questi importanti valori democratici, dobbiamo unirci ed intensificare gli sforzi di lotta al terrorismo e di lotta al terreno fertile del terrorismo, che sono la miseria, che sono le malattie, che sono la mancanza di informazione e di prospettive per tanti giovani di questi paesi, anche di quelli, per esempio, del mondo arabo. L'ONU si occupa da sempre di queste problematiche. Già a partire dagli anni settanta, l'ONU ha dichiarato guerra al terrorismo, promulgando undici convenzioni internazionali, che noi abbiamo in parte già firmato o ratificato. Nella situazione attuale, dunque, questi strumenti di risposta civile al terrorismo vanno ora affinati e vanno resi più efficaci.
La Svizzera, lo sappiamo, partecipa da sempre all'ONU, partecipa moralmente e finanziariamente, però non è membro e dunque non ha voce. Siamo solo dei bravi, degli affidabili esecutori. Io penso che tutto ciò deve ora finire. I tempi sono maturi per aderire e diventare, come tutti gli altri stati del nostro pianeta, membri a pieno titolo dell'ONU. Si tratta in fondo di formalizzare una situazione di fatto, già reale. Con un'adesione all'ONU il nostro paese riceverà finalmente una voce e un posto nell'Assemblea generale dell'ONU e nelle sue commissioni, con le quali già collabora.