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Romano Marco · Nationalrat · 2014-06-04

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Fraktion CVP-EVP · 2014-06-04

Wortprotokoll

Quale promotore e tra i primi firmatari di questa iniziativa popolare mi rallegro di vederla finalmente all'ordine del giorno. Si tratta di una proposta tanto logica quanto purtroppo osteggiata da chi ha un approccio prettamente burocratico, tecnico e giuridico. Questa è tuttavia politica a favore delle famiglie e dei figli della Svizzera di domani. Non mi faccio illusioni sul risultato parlamentare ma sono convinto che le cittadine e i cittadini del nostro Paese vorranno approvare questo articolo costituzionale.

Gli assegni per i figli e gli assegni di formazione vanno esentati dalle imposte. Questo per principio. Non esistono compromessi o alternative. Quanto lo Stato giustamente dà alle [PAGE 878] famiglie non deve pesare fiscalmente. Non si può dare con una mano e poi togliere con l'altra. Chi si oppone a questa iniziativa prende in giro le famiglie.

Se guardo e penso a tanti miei coetanei la gioia della nascita di un figlio è incalcolabile. Di soli sentimenti, ahimè, però non si vive e in poco tempo della famiglia si avvertono anche e soprattutto i costi. Più un figlio cresce più i costi aumentano, dai pannolini ai costi per l'università. Con la crescita dei figli le spese tendono ad aumentare e il potere d'acquisto a diminuire notevolmente. Non ci si chieda poi perché in questo Paese non si fanno più figli.

Questo Parlamento solo pochi anni fa ha introdotto finalmente - ma con decenni di ritardo - il principio di "un figlio, un assegno": un minimo di 200 franchi al mese per figlio e un assegno di formazione di almeno 250 franchi al mese per i giovani di età compresa fra i 16 e 25 anni. Molti cantoni hanno optato per il minimo stabilito dalla legge federale, altri si sono dimostrati più generosi verso le famiglie. Lo stimolo federale si è rivelato dunque quanto mai fondamentale. Quanto incidono 200 o 250 franchi su una famiglia? Se pensiamo che oltre il 70 per cento delle famiglie svizzere vive con un reddito imponibile inferiore ai 100 000 franchi capiamo immediatamente che si tratta di un aiuto concreto, utile e talvolta assolutamente necessario. È un sostegno che attualmente perde d'incisività e valore poiché computato nel calcolo del reddito imponibile. Le conseguenze possono rivelarsi anche pesanti, soprattutto per quelle famiglie che si trovano su quella sottile linea che per i motivi più differenti divide chi ce la fa da solo da chi necessita dell'aiuto dello Stato. Un reddito innalzato artificialmente dagli assegni per i figli o per la formazione può precludere l'accesso a determinate prestazioni sociali e dare vita ad un vortice perverso che tocca le famiglie ma nel contempo anche tutta la nostra collettività.

Un reddito imponibile maggiorato dagli assegni può precludere l'accesso ai sussidi di cassa malati. Pensiamo poi alle borse di studio e i prestiti di studio. Se un giovane non può accedervi perché gli assegni di formazione incidono sul calcolo dell'imponibile della famiglia questo si troverà in grave difficoltà a proseguire il proprio percorso formativo. Sono scenari estremi, me ne rendo conto, ma nel contempo rappresentano uno spaccato della realtà.

L'iniziativa vuole defiscalizzare gli assegni per i figli e gli assegni di formazione. Con l'iniziativa poniamo fine ad una situazione paradossale che si trascina da troppi anni. Da un lato lo Stato tende la mano alle famiglie e versa annualmente assegni familiari per un valore superiore ai 5 miliardi di franchi, dall'altro tassa le stesse famiglie per quanto ricevuto e vede quindi ritornare nelle proprie casse circa un miliardo di franchi sotto forma di imposte. Per rispetto delle quasi 120 000 persone che hanno sottoscritto questa iniziativa popolare, per una politica familiare concreta e per porre fine al descritto paradosso discriminatorio del "ti do e poi te lo porto subito via" vi invito a raccomandare di accettare l'iniziativa popolare, cioè a sostenere le famiglie, esentando dalle imposte gli assegni per i figli e gli assegni di formazione. Non lo farà questo Parlamento, ma lo farà successivamente il popolo svizzero.