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Semadeni Silva · Nationalrat · 2013-09-16

Semadeni Silva · Nationalrat · Graubünden · Sozialdemokratische Fraktion · 2013-09-16

Wortprotokoll

Non è perché non prendiamo sul serio le preoccupazioni provenienti dalla Svizzera italiana che una forte minoranza della nostra commissione - 13 voti contro 11 - propone di non dare seguito all'iniziativa del canton Ticino. Le preoccupazioni delle regioni di montagna dopo l'accettazione da parte del popolo e dei cantoni dell'iniziativa popolare sulle residenze secondarie sono ben comprensibili e tutta la commissione ne ha preso atto. La messa in pratica dell'articolo costituzionale rappresenta una grande sfida, da prendere sul serio. Proponiamo di non dare seguito all'iniziativa solo perché il suo contenuto è superato dai fatti, è già stato preso in considerazione, come hanno sottolineato i miei colleghi e anche il Consiglio degli Stati nella sua presa di posizione, uguale alla nostra: non dare seguito a questa iniziativa cantonale.

Dal momento dell'inoltro dell'iniziativa nell'aprile del 2012 a oggi, Berna non è stata con le mani in mano, anzi! Già nel mese di agosto dell'anno scorso il Consiglio federale ha presentato l'ordinanza sulle residenze secondarie. Nell'apposito gruppo di lavoro istituito dalla consigliera federale Leuthard i cantoni di montagna sono stati ben rappresentati e hanno difeso i loro interessi con fermezza. Il risultato, l'ordinanza, dimostra che sono stati ascoltati in tutti i dettagli, in parte addirittura a scapito della costituzionalità delle proposte, come hanno dimostrato le sentenze del Tribunale federale del 22 maggio scorso. L'ordinanza è entrata in vigore solo il 1° gennaio di quest'anno per volontà dei cantoni di montagna, che volevano guadagnare tempo. La particolare situazione delle valli di montagna periferiche, la possibilità di cambiare la destinazione delle abitazioni primarie nei villaggi alpini colpiti dall'esodo della popolazione, la questione dei rustici e anche la richiesta di misure di compensazione nel settore turistico, tutte queste rivendicazioni dell'iniziativa cantonale vengono considerate dall'ordinanza e anche dalle recenti proposte della Segreteria di Stato dell'economia, volte a promuovere il turismo ed a rafforzare la politica regionale.

In particolare, bisogna sottolineare che gli immobili rimasti vuoti a causa dell'esodo della popolazione nelle regioni periferiche si possono ristrutturare, su questo sono tutti d'accordo; l'ordinanza lo prevede esplicitamente. Nessuno - nessuno! - vuole promuovere l'abbandono o addirittura il degrado dei nostri villaggi di montagna!

Berna ha lavorato così alacremente per l'applicazione dell'articolo costituzionale sulle residenze secondarie che il prossimo 20 ottobre si concluderà già la procedura di consultazione sul progetto di legge, elaborato a sua volta con la partecipazione diretta dei rappresentanti dei cantoni di montagna. Anche il canton Ticino sfrutterà questa possibilità per farsi sentire e riformulare i propri bisogni concretamente di fronte al progetto di legge.

Le rivendicazioni del canton Ticino - e degli altri cantoni di montagna - sono quindi già completamente integrate nel processo legislativo, che è molto avanzato. L'iniziativa cantonale ha perso oggi tutta la sua attualità e, malgrado la simpatia per la Svizzera italiana, non sarebbe né logico né opportuno darle seguito.

Eine beachtliche Minderheit - 13 zu 11 Stimmen - der UREK-NR will der Standesinitiative Tessin also keine Folge geben. Die speziellen Bedürfnisse des Berggebiets sind in der Arbeitsgruppe zur Ausarbeitung der Verordnung zum Zweitwohnungsartikel prioritär behandelt worden. Die Verordnung ist bereits in Kraft, die vier Forderungen der Standesinitiative Tessin werden in der Verordnung berücksichtigt und sind ebenfalls im Entwurf zum Zweitwohnungsgesetz enthalten. Mit der laufenden Vernehmlassung haben die Bergkantone eine weitere Möglichkeit, ihre Anliegen konkret und detailliert zu formulieren. Es macht keinen Sinn, ist nicht rationell und nicht nötig, dass das Parlament zusätzlich zum laufenden Gesetzgebungsprozess auch noch aktiv wird und die Verwaltung belastet. Der Ständerat vertritt ebenfalls diese Meinung. Auch die grössten Gegner der Zweitwohnungs-Initiative müssten unter diesen Umständen gegen Folgegeben sein.

Ich bitte Sie darum, mit der Minderheit und dem Ständerat der Standesinitiative Tessin - so verständlich sie auch ist - keine Folge zu geben. [PAGE 1401]