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Merlini Giovanni · Nationalrat · 2014-12-10

Merlini Giovanni · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2014-12-10

Wortprotokoll

L'obiettivo di quest'iniziativa popolare è condivisibile nella misura in cui intende mettere fine agli svantaggi fiscali delle coppie sposate rispetto alle coppie concubine. Infatti, è noto che rispetto a quest'ultime le coppie sposate, benché siano al beneficio di determinate agevolazioni fiscali come tariffe inferiori e deduzioni specifiche per coniugi, in taluni casi possono risultare sfavorite a causa dell'accumulo dei redditi e della progressione delle aliquote.

Tuttavia, la soluzione proposta dagli autori dell'iniziativa eliminerebbe una discriminazione sostituendola con un'altra. Un'eventuale accettazione dell'iniziativa impedirebbe il passaggio all'imposizione individuale dei coniugi e precluderebbe alle coppie omosessuali la possibilità di sposarsi. Questo per due ragioni: in primo luogo, perché l'iniziativa fissa la definizione della nozione di matrimonio quale durevole conseguenza disciplinata dalla legge di un uomo e di una donna ancorandola per la prima volta in modo esplicito nella Costituzione. Si escluderebbe così ogni futura interpretazione che assimili al matrimonio altre forme possibili di convivenza, forme che rimarrebbero dunque espressamente escluse dalla tutela accordata dall'articolo 14 della Costituzione federale sul diritto al matrimonio e alla famiglia. In secondo luogo, perché in base al tenore dell'iniziativa la Costituzione federale designerebbe il matrimonio dal profilo fiscale come una comunione economica, stabilendo un'imposizione congiunta per i coniugi.

Pertanto, in un'ottica liberale è di gran lungo preferibile il controprogetto diretto elaborato dalla maggioranza commissionale, con il quale si lascia aperta la possibilità di un'imposizione individuale dei coniugi, senza escludere in futuro un modello impositivo indipendente dallo stato civile, che tenga quindi conto dei diversi stili di vita e delle diverse forme di convivenza e permetta contemporaneamente di risolvere il problema degli svantaggi derivati alle coppie sposate. Il pregio del controprogetto diretto proposto dalla maggioranza sta proprio nel fatto che rinuncia a scolpire nella Costituzione federale una definizione della nozione di matrimonio una volta per tutte, lasciandola invece evolvere insieme alla sensibilità della società e riservando al legislatore la facoltà, con una semplice modifica di legge, di rendere accessibile l'istituto anche ad altre unioni di persone, evitando così discriminazioni. La formulazione del controprogetto diretto lascia inoltre impregiudicata la possibilità per il legislatore di scegliere fra tutti i modelli di imposizione separata o congiunta.

Oggi risultano ancora svantaggiati soprattutto i coniugi con redditi medi ed alti che esercitano entrambi un'attività lucrativa.

Questa situazione sfavorevole può dissuadere effettivamente il coniuge di un contribuente che lavora a tempo pieno dall'esercitare un'attività lucrativa o dall'incrementare il suo tempo parziale, spesso già ridotto. In un sistema di splitting, anche se si tratta di splitting totale, l'effetto deterrente è maggiore che in un sistema di imposizione individuale considerato che l'aliquota marginale dell'imposta è superiore per il coniuge che consegue il secondo reddito e che reagisce quindi in modo più flessibile. Mentre con l'imposizione individuale vera e propria l'opzione di un'attività lucrativa diventa più attrattiva rispetto alla conduzione di un'economia domestica o del tempo libero.

Del resto, il modello dell'imposizione individuale è decisamente più in sintonia con le trasformazioni socio-economiche e culturali in atto nel nostro Paese. Il baricentro si è spostato a favore dell'imposizione individuale per diversi fattori, tra cui la flessibilizzazione del mercato del lavoro che consente di reagire in modo più elastico all'offerta, la riduzione dei divari nella formazione e negli stipendi tra i due sessi nonché la diffusione dell'occupazione a tempo parziale. Non sorprende quindi che la maggioranza degli Stati membri dell'OCSE applichi un sistema d'imposizione individuale, con fattori correttivi in particolare per le coppie di coniugi con un solo reddito.

Infine un dato significativo: il 2013 è stato il primo anno in cui il numero delle persone sole ha superato quello delle persone coniugate. Accanto alle famiglie tradizionali troviamo sempre più cittadini svizzeri che vivono in concubinato. Se trent'anni fa le unioni coniugali in cui un solo coniuge svolgeva un'attività lucrativa rappresentava ancora il 70 per cento, oggi sono scese al 50 per cento. L'imposizione individuale risulterebbe assai più adeguata a questi nuovi stili di vita e inoltre, potendo configurarsi in modo indipendente e neutrale rispetto allo stato civile, eliminerebbe anche la cosiddetta penalizzazione del matrimonio.

Per queste ragioni vi invito a sostenere la maggioranza commissionale.