Romano Marco · Nationalrat · 2015-06-18
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Fraktion CVP-EVP · 2015-06-18
Wortprotokoll
Questo blocco si apre con gli articoli relativi ai compiti dell'esercito. È già stato ampiamente sottolineato da più parti che da parte della sinistra sono pendenti alcune proposte di modifica volte a stralciare una serie di ambiti di intervento, soprattutto quegli ambiti di intervento a sostegno delle autorità civili nei momenti in cui, per una situazione straordinaria, vi è una elevata necessità di intervento e in cui vi è solo l'esercito quale ultima riserva strategica a disposizione del Paese. C'è la proposta di minoranza Flach, respinta in commissione con 15 voti contro 9, che chiede di ridurre ulteriormente questi interventi. C'è poi la proposta Chopard-Acklin che non abbiamo discusso in commissione ma che ci permettiamo di dire rientra nella discussione lunga avuta in sede commissionale di non mettere in discussione questo importante impegno dell'esercito a favore delle autorità civili.
Il ruolo sussidiario dell'esercito è dato. Abbiamo una riserva strategica utile. Da qualcuno è stato detto che dovremmo ridurre la dimensione nazionale dell'esercito per aumentare [PAGE 1232] l'impegno all'estero. Questa non è la volontà della commissione, questo non rientra negli obiettivi dell'ulteriore sviluppo dell'esercito. La dimensione nazionale dell'esercito è e resta centrale ed è confermata per i prossimi anni. Accanto a questo c'è l'impegno per la promozione della pace nel mondo e questo continuerà a sussistere nei prossimi anni. L'esercito oggi è quindi molto rilevante sia nel Paese che all'estero e lo sarà anche in futuro. Gli impegni a favore della polizia e delle guardie di confine, anche se da taluni non apprezzati, sono confermati da questa riforma. L'esercito ha una competenza sussidiaria che va a beneficio anche di queste realtà, chiaramente nel rispetto delle proprie competenze ed a complemento dell'impiego della polizia e delle guardie di confine e assolutamente non quale sostituzione.
All'articolo 65b abbiamo la minoranza Fehr Hans. La commissione vi raccomanda, con 12 voti contro 7 e 4 astensioni, di confermare la versione del Consiglio federale. Il consigliere nazionale Fehr chiede di formulare l'articolo relativo alle formazioni di milizia in stato di prontezza elevata in maniera imperativa piuttosto che nella forma potestativa prevista nella legge. È sostanzialmente una questione politica, perché nella realtà il Consiglio federale ha dichiarato di voler avere queste formazioni di milizia con un elevato grado di prontezza. Quindi questo grado di prontezza è dato, qualsiasi sia la formulazione dell'articolo di legge in discussione. È quindi una discussione meramente politica. La formulazione proposta dal Consiglio federale e confermata dalla commissione in questo senso va bene.
All'articolo 66a capoverso 3 abbiamo poi la minoranza Allemann, respinta con 15 voti contro 4 e 4 astensioni, che chiede un elevato grado di prontezza anche per i militi impegnati nelle missioni di promozione della pace. È stato spiegato molto bene dal consigliere federale che questa è una modifica non necessaria, poiché gli impegni all'estero, per esempio nell'ambito delle missioni ONU con i caschi blu, sono preparati con un grande anticipo. Le persone che saranno impegnate in queste missioni vengono istruite e non c'è quindi assolutamente bisogno di avere un elevato grado di prontezza per queste forze. Altra cosa sono gli interventi in caso di catastrofe, che non sono prevedibili e devono essere per forza immediati. Questi oggi sono svolti da professionisti equipaggiati e sempre pronti.
La proposta di minoranza Allemann all'articolo 70 capoverso 4 è respinta dalla commissione con 17 voti contro 5 e 1 astensione. È una questione di separazione dei poteri e di responsabilità. Non tocca alle Commissioni della politica di sicurezza discutere e legittimare impieghi armati all'estero nell'ambito della promozione della pace.
All'articolo 92a troviamo poi la questione molto sensibile e complessa della regolamentazione relativa all'impiego delle armi contro gli aeromobili, sia in caso di navigazione aerea limitata, sia nei momenti di navigazione aerea illimitata. La commissione ha ampiamente discusso la questione della responsabilità politica ed operativa. Sono situazioni molto sensibili, così come lo è l'aspetto della delega delle competenze d'ordine. Non tutto è prevedibile e regolabile nella legge. Prima questo aspetto non era regolato nella legge, era lasciato all'ordinanza - ora si è voluto portarlo a livello di legge. I dettagli restano regolati nell'ordinanza e nei regolamenti di servizio.
Con 7 voti contro 6 e 8 astensioni la commissione si è allineata alla versione del Consiglio degli Stati. La commissione ha respinto l'idea di maggiori deleghe a favore di quadri e militi delle forze aeree, sia in caso di navigazione aerea non limitata sia nel caso che questa sia limitata, per esempio durante il WEF. La competenza di decidere l'abbattimento di un aereo in caso di navigazione aerea limita sta e deve restare al capo del DDPS o subordinatamente al capo delle forze aeree, fatto salvo evidentemente l'impiego delle armi in stato di necessità o di legittima difesa.
Nei casi in cui la navigazione aerea invece non è limitata è in linea di principio vietato impiegare armi contro gli aeromobili. Ogni decisione a riguardo è politicamente molto sensibile e resta di competenza del capo del DDPS, che con il comandante delle forze aeree consentirà l'utilizzo delle armi solo nel caso in cui altri mezzi disponibili non sono sufficienti. La versione del Consiglio degli Stati regola i principi e evita eccessive deleghe. La responsabilità è nelle mani del capo del DDPS. I dettagli andranno regolati nell'ordinanza.
Abbiamo qui la proposta individuale Borer, discussa ampiamente in sede di commissione. Il collega Borer vorrebbe regolamentare anche in maniera chiara gli interventi e l'uso delle armi in situazioni di navigazione aerea non limitata. Questo risulta estremamente difficile, perché non tutto è prevedibile e prescrittibile in una legge; non si può normare ogni situazione. Per esempio, in una situazione di dirottamente di un aereo deve essere presa una scelta in tempi rapidi. È una scelta politicamente molto sensibile, motivo per cui la competenza deve essere di esclusiva spettanza del capo del DDPS o nelle sue vesti del comandante delle forze aeree. Non è possibile normare a livello legislativo tutto l'iter che si realizzerebbe in questi brevi momenti.