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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2015-05-05

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2015-05-05

Wortprotokoll

Diese Motion verlangt Folgendes: Der Bundesrat wird beauftragt, die nötigen Schritte zu unternehmen, damit die Informationen zu Vorstrafen von EU-Bürgerinnen und -Bürgern, die in die Schweiz ziehen wollen, in den Herkunftsländern und in weiteren Ländern wieder systematisch und von Amtes wegen eingeholt werden können, ohne dass dafür eine besondere Begründung nötig ist.

Als Folge der Personenfreizügigkeit ist es tatsächlich nicht mehr möglich, in den Herkunftsländern systematisch Informationen zum strafrechtlichen Hintergrund von EU-Bürgerinnen und -Bürgern, die in die Schweiz ziehen wollen, einzuholen. Es ist offensichtlich, dass unter diesen Umständen die innere Sicherheit nicht gewährleistet ist.

Il tema trattato è dunque quello della sicurezza interna del nostro Paese che è messa in pericolo e in discussione dalla mancanza di informazioni sui precedenti penali di cittadini dell'Unione europea che chiedono di trasferirsi da noi. A seguito di questa situazione, in Ticino si è verificato ad esempio il caso di Raffaele Sollecito. Sollecito è sotto processo in Italia con l'accusa di omicidio. Ha autocertificato di non avere pendenze aperte con la giustizia e quindi ha ottenuto un permesso B per stabilirsi a Lugano. Solo la mediatizzazione in Italia e quindi di riflesso anche in Ticino del delitto che ha portato Sollecito sul banco degli imputati ha fatto sì che a qualcuno si accendesse per così dire la lampadina e che questo caso venisse alla luce.

Andare avanti così non si può; non è sostenibile che le autorità cantonali siano chiamate a rilasciare permessi di dimora o anche permessi per frontalieri che poi sono assai difficili da ritirare perché c'è tutto un iter giudiziario lungo e macchinoso. Non è sostenibile che questi permessi siano rilasciati alla cieca. La presentazione di tutti i documenti disponibili relativi alla situazione giudiziaria del richiedente deve tornare ad essere presupposto indispensabile per un rilascio di un permesso di dimora.

L'argomentazione addotta del Consiglio federale che nell'Unione europea la gestione dei casellari giudiziari cambia da Paese a Paese è un'argomentazione che non porta lontano. Non è perché la qualità delle informazioni che si possono ottenere sia altalenante che bisogna rinunciare ad usufruire di quelle informazioni che sono comunque disponibili. E poi comunque i conti non tornano. L'Unione europea pretende dalla Svizzera - e la Svizzera è anche pronta a concederlo - lo scambio automatico di informazioni bancarie, però non si vuole concedere lo scambio automatico di informazioni sui precedenti penali di chi aspira a stabilirsi da noi. Qui c'è un problema di logica e c'è un problema di coerenza.

La rinuncia a pretendere che un cittadino dell'Unione europea che vuole arrivare nel nostro Paese esponga tutta la documentazione disponibile relativa alla sua situazione [PAGE 666] giudiziaria non è accettabile dal punto di vista della sicurezza interna, anche se è contenuta, come ben sappiamo, negli accordi bilaterali sulla libera circolazione delle persone. Questa rinuncia rappresenta un'abdicazione al nostro legittimo diritto a non aumentare il già sostanzialmente elevato numero di pregiudicati stranieri che si sono trasferiti in Svizzera. E poi chiediamoci chi trae vantaggio da questa situazione: chi può rifiutarsi di esibire i certificati giudiziari che vengono richiesti? La risposta è una sola: si rifiuta chi ha qualcosa da nascondere. Poniamo fine a questa situazione assurda! Vi chiedo pertanto di appoggiare la mozione.