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Merlini Giovanni · Nationalrat · 2017-06-01

Merlini Giovanni · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2017-06-01

Wortprotokoll

Con questa mozione, che risale al 23 settembre 2015, avevo invitato il Consiglio federale a presentare una serie di provvedimenti per rilanciare la coesione nazionale, in particolare con riferimento al caso particolare del Ticino, che il 9 febbraio dell'anno prima aveva segnalato il suo malessere nei confronti della politica migratoria e della libera circolazione delle persone, approvando addirittura con il 68,2 per cento dei voti l'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa", e ciò soprattutto in ragione delle forti pressioni sui salari in diversi settori del mercato del lavoro e per l'effetto di sostituzione nel terziario a favore dei frontalieri.

In questi ultimi due anni va riconosciuto che da Berna sono giunti segnali di attenzione al mio cantone. Questo è frutto di un'opera di sensibilizzazione condotta dalla deputazione ticinese, dal Consiglio di Stato e anche dal Gran Consiglio di Bellinzona. Sono stati fatti passi in avanti nell'ambito del diritto del lavoro, nella lotta agli abusi e al dumping salariale, per esempio agevolando i requisiti stabiliti dal Codice delle obbligazioni per il rinnovo dei contratti normali. E si sono intensificati i contatti tra il Consiglio federale e il Consiglio di Stato ticinese, che peraltro può contare sui suoi rappresentanti nei gruppi di lavoro della Confederazione relativi alle misure accompagnatrici alla libera circolazione.

Inoltre, qui a Berna sono state adottate misure contro i falsi indipendenti; è stata introdotta la possibilità di sanzionare i casi di mancato rispetto dei salari minimi obbligatori previsti nei contratti normali di lavoro; è aumentato il numero dei controlli cofinanziati dalla Confederazione; è stata modificata la legge sui lavoratori distaccati, innalzando da 5000 a 30 000 franchi le sanzioni pecuniarie per le infrazioni concernenti le condizioni lavorative e salariali minime; è stata inasprita la legge sugli stranieri, con l'esclusione dall'aiuto sociale delle persone alla ricerca di un impiego e con l'introduzione dello scambio di dati tra autorità migratorie ed autorità preposte al versamento di prestazioni sociali complementari.

Con i nuovi obblighi imposti ai datori di lavoro nell'ambito delle modifiche di legge adottate per l'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione federale verrà inoltre favorita l'assunzione di manodopera indigena.

Infine, il Consiglio federale ha dimostrato di prendere sul serio i ripetuti appelli e i diversi atti parlamentari provenienti dalla minoranza italofona a favore del plurilinguismo e di un'equa rappresentanza delle varie componenti culturali e linguistiche in seno all'amministrazione, impartendo chiare direttive anche in relazione alle procedure di assunzione di personale e in particolare in relazione alla formulazione dei requisiti delle competenze linguistiche nei bandi di concorso. L'anno [PAGE 872] scorso, lo stesso Consiglio federale ha dato il buon esempio, nominando, nella persona di Jörg De Bernardi, un rappresentante della Svizzera italiana quale vicecancelliere della Confederazione.

Ciò nondimeno resta ancora molto da fare. Ma bisogna riconoscere che il governo si sta muovendo nella giusta direzione. Pertanto, dopo aver preso atto dei miglioramenti nel frattempo intervenuti, ritiro la mia mozione, il cui obiettivo principale può considerarsi almeno parzialmente evaso.