Cattaneo Rocco · Nationalrat · 2018-03-01
Cattaneo Rocco · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2018-03-01
Wortprotokoll
Sono da pochi mesi presidente dell'Union Européenne de Cyclisme e non da un'infinità ma da molti anni pratico tutti i giorni questo sport. Prima ho fatto due conti, costatando che probabilmente avvicinerò ben presto il milione di chilometri fatti in bicicletta. Quindi per me questo è un tema che mi coinvolge anche a livello emozionale.
Penso che il grande successo, un primo successo di questa iniziativa sia proprio quello che - lo viviamo oggi, è un fatto storico - sotto la cupola di Palazzo federale parliamo della "petite reine", come i francesi chiamano la bicicletta. Penso che, anche se il mio giudizio è di parte, sia anche normale che a Berna parliamo della bicicletta come mezzo di trasporto, come mezzo del tempo libero e come mezzo di turismo. Perché? Perché in Svizzera vi sono tantissime biciclette. La collega Silvia Semadeni prima ha parlato di 3 milioni di biciclette. Io ho altre stime: si parla addirittura di 4 milioni di biciclette che ci sono in Svizzera, quindi in ogni casa, in ogni fuoco c'è una bicicletta. Mi permetto di fare un piccolo sondaggio: chi di voi non ha una bicicletta? Chi di voi non ce l'ha? - Due, tre e forse qualcun altro che prima è uscito dalla sala. Quindi, ecco, il sondaggio giuoca: siamo 8 milioni di abitanti con 4 milioni di bicicletta - il risultato di questa "Stichprobe" va quindi oltre quello che dicevo prima.
Ma oltretutto la bicicletta rappresenta il futuro, perché con l'avvento della tecnologia elettrica diventerà sempre più un mezzo praticabile da tutti e sempre più anche a media distanza, di modo che vi sarà un'esplosione di biciclette. Negli anni Sessanta, quando ho cominciato a fare le prime gare di bicicletta, tutti mi dicevano: cosa fai? Corri per una disciplina che scomparirà! Perché gli anni Sessanta e Settanta erano proprio gli anni in cui si facevano autostrade e tutti avevano la macchina. Chi non aveva la macchina era un disperato che doveva per forza andare in bicicletta. Quindi, guardate come le cose sono cambiate in quest'ultimi quaranta, cinquanta anni!
Si è detto prima dei paesi del nord, della Danimarca. Io sono stato anche in quei paesi - effettivamente là hanno una marcia in più e hanno visto più in avanti di noi. In Svizzera non è che non si faccia nulla, è vero, ci sono città e cantoni che stanno facendo e investendo molto. Però in Svizzera è proprio questo il problema: che a dipendenza della sensibilità dei politici nei comuni e nei cantoni, nella costruzione di vie ciclabili parallelamente ci sono sviluppi diversi da un cantone all'altro e anche tra una città e l'altra. Prima il collega Hurter ha detto che la Svizzera è già un "Veloland Schweiz". No, non è vero, mi dispiace - peccato che il signor Hurter non sia presente in sala - ma la Svizzera è ancora lontano dall'essere un "Veloland Schweiz", perché, come detto, ci sono tantissime disparità tra le diverse realtà regionali.
Poi si è detto della promozione turistica. Svizzera Turismo sta facendo della bicicletta addirittura una bandiera, mettendo tanti mezzi di promozione turistica a disposizione di questo mezzo di trasporto e mezzo del divertimento. Ma per me la cosa più importante della bicicletta cos'è? È che chiusa la bicicletta ci si mette di buon umore, è questo effetto, è questa gioia, questa voglia di libertà e di indipendenza che ti danno la bicicletta. E quello che è anche importante - lo dico qui a Palazzo federale - è che la bicicletta non ha partito. È inutile farne una questione politica, perché se ci sono 4 milioni di biciclette in Svizzera è proprio la prova che la bicicletta è usata da tutti.
Cos'è il problema della bicicletta? È la sicurezza! In Svizzera muoiono mediamente trenta persone all'anno in bicicletta. Ecco, questo è un dato di fatto che oggi mi sembra non sia stato menzionato da nessuno di tutti quelli che sono intervenuti. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che la sicurezza in favore di chi viaggia in bicicletta non è ancora sufficiente. Trovo che sia proprio giusto che, come dicevo, l'iniziativa abbia portato questo tema qui a Berna e che se ne parli. Trovo giusto che il concetto della bicicletta, grazie all'iniziativa, possa sfociare nella Costituzione ed avere un ruolo importante anche nei dibattiti a livello nazionale. Quindi, per concludere, penso che sarebbe giusto se la piccola regina si prendesse un posto nella nostra Costituzione. Qui abbiamo bisogno di un atto di coraggio, soprattutto di un atto di coraggio rivolto al futuro, di un atto di coraggio strategico per contribuire in modo fattivo allo sviluppo armonioso, più efficace e soprattutto anche più coordinato delle vie ciclabili sul nostro bellissimo territorio nazionale.
Quindi, per le ragioni esposte, vi prego, uno, di usare più spesso la bicicletta - tutti noi! -, poiché fa bene al corpo e allo spirito, due, di fare uno sforzo mentale strategico e visionario e, tre, di sostenere almeno il controprogetto all'iniziativa "per la bici".