Pantani Roberta · Nationalrat · 2018-06-04
Pantani Roberta · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2018-06-04
Wortprotokoll
La Commissione delle istituzioni politiche ha discusso questa iniziativa parlamentare nella sua seduta del 11 gennaio 2018 e ne ha postulato il suo rigetto con 18 voti contro 5 e 1 astensione.
L'iniziativa parlamentare Arslan chiede una regolamentazione restrittiva, al fine di equilibrare la rappresentanza dei sessi in Parlamento. Proposta non nuova né per la Commissione delle istituzioni politiche né per il Parlamento, che una quindicina di anni fa si sono già espressi in merito ad una richiesta simile. La rappresentanza femminile in Parlamento e in politica in generale è oggi, come allora, indiscussa. Tuttavia, l'equilibro dei sessi in Parlamento non va imposto tramite una legge. Sintomatico è il fatto che regolarmente questo tipo di proposta arriva quando le donne, sia in Parlamento sia in Consiglio federale, sono in minoranza.
La richiesta di modifica della legge federale sui diritti politici nello specifico e la richiesta di imporre che sulle liste delle elezioni del Consiglio nazionale siano rappresentati entrambi i sessi con almeno un terzo ciascuno per partito si scontra con alcuni principi fondamentali del nostro sistema politico. I problemi emersi durante i dibattiti relativi alle richieste di modifica di legge avanzate negli anni Novanta sono gli stessi che ancora oggi spingono la commissione a respingere l'iniziativa parlamentare in oggetto.
In primo luogo, tale modifica limiterebbe fortemente la libertà di cui dispongono i partiti nella composizione delle loro liste elettorali. In secondo luogo, verrebbero candidate donne, le cosiddette riempi-lista, senza reali possibilità di venire elette e senza le competenze necessarie, solo al fine di raggiungere la quote imposta per legge. Questo sarebbe triste soprattutto per le donne che si impegnano seriamente in politica e che vengono elette per le loro competenze e capacità.
Una minoranza della commissione propone invece di dare seguito a questa iniziativa parlamentare e sostiene che senza una pressione legislativa e giuridica, le donne non vengono promosse in modo omogeneo e la loro rappresentanza in Parlamento è sempre inferiore a quella degli uomini.
La commissione invece ritiene che inserire in modo artificioso, per rispettare con una proporzione fissa iscritta in una legge un determinato numero di donne sulle liste, non procuri alcun beneficio alla rappresentanza femminile in Parlamento. Anzi, tale comportamento potrebbe rivelarsi controproducente: primo, e parlo come donna, non siamo una minoranza - l'abbiamo sentito dagli interventi precedenti; secondo, non abbiamo bisogno di essere protette da una legge. Le possibilità di elezione ci sono e noi donne qui presenti ne siamo la dimostrazione - questo sì che è motivo di orgoglio per noi!
Se parliamo dei partiti - ho sentito dire che la rappresentanza delle donne nel centro destra sarebbe inferiore rispetto a quella nel centro sinistra - vorrei far notare che il partito a cui appartengo è invece correttamente rappresentato: siamo in due, un uomo e una donna.
Di conseguenza, vi prego di voler seguire la maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche, che propone con 18 voti contro 5 ed 1 astensione di non dare seguito all'iniziativa parlamentare Arslan.