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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2018-06-11

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2018-06-11

Wortprotokoll

Questa iniziativa popolare contiene una richiesta che dovrebbe essere applicata automaticamente, ossia che il diritto costituzionale svizzero abbia la precedenza sul diritto internazionale ovvero "prima la nostra Costituzione!". I trattati internazionali che entrano in contrasto con la Costituzione federale vanno rinegoziati e qualora ciò non fosse possibile denunciati. Questa iniziativa dovrebbe dunque passare come una lettera alla Posta, anche se in questo momento la Posta forse non è l'esempio più adeguato. Invece questo purtroppo non accade.

Ecco qui alcuni dei principali argomenti dei contrari all'iniziativa:

1. L'iniziativa limita il margine di manovra di cui dispongono il Consiglio federale ed il Parlamento per attuare disposizioni costituzionali in conflitto con il diritto internazionale. Io dico per fortuna, perché questo margine di manovra, come dimostra la mancata applicazione del voto del 9 febbraio 2014, viene anche utilizzato per cancellare la volontà popolare sgradita; quindi, se viene ridotto non è un dramma.

2. In caso di inadempienza dei trattati internazionale la Svizzera rischia di incappare in contromisure di partner contrattuali. Be', ricordiamoci che i partner contrattuali non firmano i trattati internazionali per farci un favore, li firmano perché è nel loro interesse; e quindi nemmeno li disdicono così facilmente. Comunque, le misure di ritorsione le possiamo applicare anche noi.

3. La Svizzera, come piccolo Stato, ha particolare interesse al rispetto degli obblighi di diritto internazionale. In altre parole, visto che la Svizzera è un piccolo Stato deve sempre sottomettersi. Ecco, questa è la genuflessione elevata a sistema - evidentemente non posso condividere un argomento di questo tipo.

4. La Svizzera potrebbe essere esclusa dal Consiglio d'Europa e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Ecco, anche qui nel campo dei diritti umani, penso di poter dire che la Svizzera non ha lezioni da prendere, semmai ne ha da dare. Il rispetto dei diritti umani è già garantita nella nostra Costituzione. La CEDU a volte si presta addirittura a distorsioni, come quella di impedire ad esempio l'espulsione di jihadisti nel caso in cui si trovassero in pericolo nel paese di origine, con il risultato che queste persone pericolose rimangono in Svizzera. Inoltre, penso che non si possa nemmeno partire dal presupposto che senza la CEDU possa esistere una volontà di cittadini svizzeri di indebolire o disdire i diritti umani; questo evidentemente è una semplice illazione.

5. L'accettazione dell'iniziativa creerebbe incertezza. Ma a dire il vero, è la situazione attuale, con votazioni popolari che vengono poi cancellate dalla maggioranza politica, che crea incertezza. Ecco, sì che questo crea incertezza. E non crea solo incertezza ma anche sconcerto e risentimento, perché la volontà popolare deve essere applicata. È questa la certezza di cui la Svizzera e i suoi cittadini necessitano - e questa certezza ce la dà l'iniziativa per l'autodeterminazione!

6. Economiesuisse chiede di respingere l'iniziativa. Ma questo semmai è un'ulteriore motivo per votarla, perché qui stiamo parlando di ambienti che vogliono rendere più difficile, quando non proibitivo, l'esercizio dei diritti popolari; e questo in barba al nostro sistema democratico che gli altri paesi ci invidiano.

7. La Svizzera esporta ogni anno tonnellate di prodotti e vuole continuare a farlo. Be', la Svizzera ha sempre esportato anche prima di sottoscrivere accordi internazionali come quello sulla libera circolazione delle persone, anzi, si esportava anche più di adesso. Per concludere, per quanto riguarda gli accordi commerciali con altri paesi: non abbiamo bisogno né dell'immigrazione incontrollata né di accordi quadro istituzionali. Quindi, le esportazioni sono un pretesto, l'iniziativa per l'autodeterminazione non le mette in pericolo.

8. Un'ultima considerazione: con l'iniziativa per l'autodeterminazione in vigore, la maggioranza del Parlamento non avrebbe potuto, nel dicembre 2016, cancellare il voto del 9 febbraio 2014, e in Ticino, nel mio cantone, non ci sarebbero state scuse per non concretizzare l'iniziativa popolare "Prima i nostri!". [PAGE 930]

Quindi, questo basta e avanza per sostenere senza esitazione l'iniziativa per l'autodeterminazione che chiedo quindi di appoggiare.