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Romano Marco · Nationalrat · 2018-09-11

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · CVP-Fraktion · 2018-09-11

Wortprotokoll

La Commissione delle istituzioni politiche, il 28 giugno scorso, ha esaminato le iniziative parlamentari Grüter 17.471 e Glättli 18.420. Entrambe le iniziative vertono sul tema del voto elettronico e chiedono di modificare la legge federale sui diritti politici: l'iniziativa parlamentare Grüter per sancirvi una moratoria sui tentativi di introduzione del voto elettronico e l'iniziativa parlamentare Glättli affinché siano verificate per legge le fasi essenziali relative all'esecuzione di elezioni e votazioni e alla determinazione dei risultati delle elezioni e votazioni per via elettronica.

La Commissione respinge entrambe le iniziative parlamentari: l'iniziativa parlamentare Grüter con 15 voti contro 10, e l'iniziativa parlamentare Glättli con 12 voti contro 10 e 3 astensioni.

Il collega Grüter chiede sostanzialmente una moratoria nel processo in corso di diffusione di sistemi di voto elettronico nei cantoni. Questo permetterebbe di cercare sistemi nuovi e migliori. La commissione è di avviso contrario: effettuare prove nei cantoni, come attualmente in corso con successo e apprezzamento degli attori coinvolti, permette di trarre preziosi insegnamenti volti a perfezionare i sistemi utilizzati. Fermarsi ora renderebbe tutto vano, andrebbe contro il manifesto e conclamato interesse della cittadinanza e farebbe perdere importante tempo. La Confederazione ha un ruolo di coordinamento e non deve imporre moratorie non desiderate e non chieste dai cantoni. Una moratoria non apporterebbe alcun miglioramento alla sicurezza dei sistemi, anzi, finirebbe piuttosto per frenare l'evoluzione delle tecnologie interessate. Un blocco non risolve eventuali problemi, li procrastina solo.

Una discussione pubblica sulle opportunità e sui rischi deve senz'altro aver luogo prima che il voto elettronico si affermi quale terzo canale ufficiale di voto. Lo consentirà il progetto che il Consiglio federale porrà in consultazione in autunno, come ci è stato preannunciato durante la seduta commissionale di fine giugno. Questo progetto permetterà anche di fissare a livello di legge - parliamo della legge federale sui diritti politici - le necessarie misure di sicurezza. Soltanto quando conosceremo i dettagli del progetto e i risultati della consultazione che ne seguirà avremo informazioni sufficienti per valutare i rischi per la sicurezza e decidere se introdurre il voto elettronico, quale terza possibilità per le cittadine e i cittadini, in via definitiva. Per il momento non si devono vietare le nuove tecnologie, bensì favorirne lo sviluppo.

A prima vista, l'iniziativa parlamentare Glättli non chiede né un divieto né una moratoria; non intende infatti ancorare nella legge alcun divieto di utilizzare nuove tecnologie, bensì [PAGE 1257] insiste sui requisiti di sicurezza. L'approfondimento in commissione ha tuttavia evidenziato come non sia praticamente possibile soddisfare le richieste formulate dall'autore di questa iniziativa.

In pratica si giungerebbe ad un divieto d'uso dei sistemi di voto elettronico utilizzati nell'attuale fase sperimentale dai cantoni. È infatti difficile immaginare come degli aventi diritto di voto e di elezione "senza particolari conoscenze tecniche" riescano a verificare i procedimenti di determinazione dei risultati delle elezioni e votazioni nel caso in cui siano utilizzati sistemi elettronici.

Anche la richiesta che "tutte le fasi essenziali relative all'esecuzione di elezioni e votazioni devono sottostare alla verificabilità pubblica" risulta inapplicabile. Sarebbe ancora possibile garantire la segretezza del voto, se tutti avessero accesso a tutta la procedura elettronica prevista dal sistema? Il voto per corrispondenza - facendo un parallelo - adempie i requisiti di verificabilità posti dall'autore dell'iniziativa parlamentare? È possibile controllare il flusso delle schede dal momento che lasciano l'amministrazione comunale e giungono nella casa dell'elettore per poi rientrare al comune, venire scrutinate e infine confluire nel risultato globale? Questo non è possibile con il sistema per corrispondenza ed è inopportuno chiedere qualcosa di simile per il voto elettronico.

Come detto,la Commissione, con un risultato chiaro, chiede alla propria Camera di non dare seguito ad entrambe le iniziative parlamentari.