Barrile Angelo · Nationalrat · 2018-09-11
Barrile Angelo · Nationalrat · Zürich · Sozialdemokratische Fraktion · 2018-09-11
Wortprotokoll
La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale il 28 giugno scorso ha esaminato l'iniziativa parlamentare Zanetti Claudio del 27 settembre 2017. L'iniziativa chiede che la legge sulla cittadinanza venga modificata affinché la naturalizzazione svizzera sia concessa unicamente ai richiedenti che [PAGE 1259] sono stati identificati con certezza. La commissione, con 13 voti contro 9, non ha dato seguito all'iniziativa.
Ecco le considerazioni della nostra commissione. La cittadinanza svizzera viene concessa unicamente a chi dispone di un permesso di domicilio C. I richiedenti devono quindi aver già vissuto da lungo tempo, da anni, in Svizzera ed essere bene integrati sul piano sociale, economico e linguistico. Già oggi l'identità di questi richiedenti è ben conosciuta, e i richiedenti possiedono documenti ufficiali rilasciati dalle autorità svizzere. Esistono però alcuni rari casi nei quali non si riesce ad accertarne la cittadinanza. Contrariamente a quanto affermato dall'autore dell'iniziativa e anche dal collega Glarner, la situazione dei richiedenti la cittadinanza svizzera non può però essere paragonata a quella di coloro che sono giunti da poco in Svizzera e presentano una domanda d'asilo.
I casi in cui la cittadinanza non può essere accertata non riguardano persone che hanno perso o distrutto i loro documenti ufficiali o vogliono nascondere la loro identità. L'identità è conosciuta, solo la cittadinanza non è accertata. Quali casi sono? Qualche esempio: si tratta di casi in cui le persone provengono da regioni dove vi sono Stati non riconosciuti sul piano internazionale, prendiamo per esempio la Palestina. Oppure sono situazioni in cui la cittadinanza non può più essere accertata perché lo Stato di provenienza non esiste più e lo Stato successore non rilascia più documenti ufficiali, come è il caso ad esempio per certe regioni dell'ex-Jugoslavia. Oppure sono dei casi, in cui i relativi documenti non esistono più, perché sono stati distrutti, per esempio in occasione di disordini provocati da una guerra civile.
Quindi, secondo la maggioranza della commissione si tratta di circostanze che non possono essere addebitate ai richiedenti e che quindi non devono ostacolare il processo di naturalizzazione, se tutte le altre condizioni sono rispettate. Perché, come ho detto, l'identità dei richiedenti è conosciuta fin dall'inizio.
La minoranza della commissione ritiene comunque che l'indicazione dello Stato di origine sia un elemento indispensabile per poter decidere se concedere o no la naturalizzazione.
In considerazione degli argomenti presentati, la vostra commissione vi propone, con 13 voti contro 9, di non dare seguito all'iniziativa parlamentare Zanetti Claudio.