Regazzi Fabio · Nationalrat · 2019-06-20
Regazzi Fabio · Nationalrat · Tessin · CVP-Fraktion · 2019-06-20
Wortprotokoll
Come noto, non sono agricoltore. Ma ritengo di poter tranquillamente affermare che l'agricoltura svizzera ha a cuore e prende già oggi molto sul serio i temi sollevati dagli autori delle due iniziative, riconoscendo da tempo la necessità di adottare delle misure appropriate e fornendo attualmente delle risposte concrete.
In effetti, per ridurre i rischi connessi all'utilizzo dei prodotti fitosanitari, il Consiglio federale ha varato nel 2017 il piano d'azione nazionale dei prodotti fitosanitari, che comprende 51 misure. Grazie agli sforzi del settore, nel corso degli ultimi dieci anni, la percentuale di prodotti fitosanitari utilizzati nell'agricoltura convenzionale è dunque scesa del 27 per cento, mentre quella del glifosato del 45 per cento. Anche l'impiego di antibiotici nel trattamento degli animali da reddito negli ultimi dieci anni, a seguito di numerosi progetti settoriali, è stato ridotto del 50 per cento. Ulteriori sforzi per ridurre il loro utilizzo si stanno compiendo nell'ambito della strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici.
Il settore primario svizzero sta anche elaborando una strategia per un approvvigionamento sostenibile di foraggio, che prevede l'aumento della produzione indigena di cereali, l'importazione di foraggio solo se proveniente da produzioni sostenibili e la ricerca di alternative nell'alimentazione degli animali. Altresì, la strategia e il piano d'azione sulla biodiversità del Consiglio federale hanno ricevuto larghi consensi e, affrontando sfide care agli autori delle iniziative, l'agricoltura collabora attivamente alla loro messa in pratica.
Da ultimo, anche nell'ambito della Politica agricola 2022 plus sono previste delle misure per intervenire laddove è necessario.
Tuttavia, e la cosa risulta per certi versi paradossale, le due iniziative mettono invece a repentaglio anche la concretizzazione di questo nuovo indirizzo politico. Malgrado l'enorme impegno delle famiglie contadine elvetiche, il loro lavoro viene ridicolizzato e messo in dubbio dalle due iniziative che sono troppo estreme e radicali. La situazione è molto migliore rispetto a quella descritta e alcuni temi sono demonizzati in maniera ingiustificata - in tedesco si parlerebbe di "Schwarzmalerei". La loro accettazione avrebbe delle[NB]conseguenze[NB]nefaste per il settore con possibili perdite di raccolto in media fino al 40 per cento e in anni con condizioni meteo sfavorevoli anche totali.
Il 24 settembre 2017 il popolo ha votato a stragrande maggioranza di includere la sicurezza alimentare nella Costituzione con l'approvazione dell'articolo 104a. Le presenti iniziative sono dunque anche in contrapposizione a questa volontà popolare, poiché colture delicate, ma allo stesso tempo importanti per la sicurezza dell'approvvigionamento - come per esempio colza, patate, barbabietola da zucchero o frutta - potrebbero subire una grossa diminuzione, che avrebbe anche delle conseguenze molto negative sull'industria svizzera della trasformazione agroalimentare. Senza dimenticare la produzione viticola, estremamente importante per il nostro paese. In aggiunta a ciò, anche un allevamento di animali che utilizzi unicamente foraggio prodotto nella propria azienda è impensabile, soprattutto perché non tutte le aziende agricole hanno la possibilità di coltivare dei campi e avere abbastanza foraggio proprio a disposizione; vedi ad esempio le zone di montagna dove la superficie a disposizione è scarsa.
Ma non è tutto. In caso di accettazione delle due iniziative ci sarebbero infatti altre conseguenze. Con una diminuzione della produzione indigena aumenterebbero sia i prezzi per gli alimenti svizzeri sia le importazioni. In altri paesi però le aziende agricole adottano quasi sempre condizioni di produzione che non possono minimamente competere con gli standard svizzeri in ambito di rispetto dell'ambiente, benessere degli animali e anche equità salariale. Queste problematiche verrebbero quindi semplicemente esportate all'estero. Pertanto anche il turismo ne risentirebbe direttamente con la perdita di superfici estremamente ben curate e una marcata riduzione della qualità del nostro bellissimo e tipico paesaggio.
Il Consiglio federale propone di rifiutare le iniziative senza proporre alcun controprogetto, che sarebbe inutile poiché i diversi piani d'azione e le strategie federali elencate in precedenza rispondono già al bisogno di agire odierno. Vale dunque la pena attuare le misure esistenti con determinazione, senza cercarne di nuove.
Per terminare, le due iniziative causano quindi più danni che effetti positivi. Pertanto vi chiedo di votare no a entrambe ma anche alla proposta di elaborare un controprogetto. Così facendo si permetterebbe di mantenere un'agricoltura produttiva nel nostro paese e di continuare ad avere i nostri eccellenti prodotti agroalimentari - a favore delle famiglie contadine e di tutta la popolazione svizzera.