Lexipedia

Romano Marco · Nationalrat · 2019-09-16

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · CVP-Fraktion · 2019-09-16

Wortprotokoll

Questa iniziativa popolare è un grande e pericoloso inganno. Gli argomenti portati a sostegno della rescissione incondizionata della libera circolazione e di fatto degli accordi bilaterali con l'Unione europea sono legati a dei problemi presenti, in alcune situazioni anche gravi, ma la soluzione non sta nel gettare totalmente al vento le relazioni tra la Svizzera e la Comunità europea. A causa della clausola ghigliottina non è infatti possibile disdire un solo accordo - cadrebbe tutto il costrutto e ci troveremmo senza una regolamentazione stabile e sicura per il principale mercato con cui operiamo.

Il dumping salariale, la disoccupazione e sottooccupazione, il degrado in alcuni settori del mondo del lavoro sono problemi, una realtà presente, da risolvere, ma non da strumentalizzare a fini politici. Rescindendo la libera circolazione non avremmo salari più alti, e i disoccupati ticinesi non troverebbero un lavoro, né domani mattina né fra due anni e neanche fra cinque anni. Anzi, il danno economico che provocherebbe la caduta degli accordi bilaterali ci renderebbe tutti più deboli e precari e aumenterebbe l'incertezza circa la capacità di costruire il futuro del paese.

Quanto affermato da anni ed entrato nella retorica di tanti, è privo di fondamento: i problemi che viviamo li ha generati l'evoluzione economica e sociale, l'irresponsabilità di taluni padroni e direttori di azienda, l'irresponsabilità di alcuni cittadini nei confronti del territorio in cui vivono, la trasformazione in corso nel terziario che in passato ci ha abituati a decenni di benessere. La via bilaterale è uno strumento, non un fine, e con essa anche la libera circolazione. Utilizziamola a nostro favore e non contro!

La soluzione sta nel rafforzare le regole nel mercato del lavoro, rafforzando il partenariato sociale; sta nello sradicare le mele marce e nel dire: in Svizzera non si fa così, in Svizzera non si lavora così! Le misure di accompagnamento - fatte [PAGE 1576] soprattutto di regole salariali e controlli - possono essere applicate con maggiore rigore ed intensità. In alcuni cantoni lo fanno, perché in Ticino no? Proprio chi propone di gettare la Svizzera in un limbo, si oppone costantemente al rafforzamento e al miglioramento degli strumenti utili a mantenere sano il mercato del lavoro.

In maniera furbesca e irresponsabile l'iniziativa chiede di ritrattare l'accordo prima di disdirlo.

Le cittadine e i cittadini svizzeri non sono mica scemi. Basta guardare all'attuale situazione in Gran Bretagna. Londra vorrebbe ottenere qualcosa come lo ha la Svizzera oggi, vorrebbe degli accordi bilaterali con Bruxelles, ma non ci riesce. Oggi non vi è nessuna disponibilità da parte della Comunità a costruire una via bilaterale con un paese terzo. Eppure ogni atto della nostra quotidianità è direttamente o indirettamente legato al mercato dell'Europa, al mercato dei paesi circostanti: l'acquisto di un libro o di un medicinale, il fatto di andare in vacanza, il fatto di lavorare in un'azienda senza magari neanche rendersi conto che è legata ad una catena di produzione internazionale. Vogliamo davvero far sprofondare il nostro paese nella stessa situazione di Londra? A che pro? A noi, i Bilaterali servono, noi, i Bilaterali li abbiamo, altri li vorrebbero, teniamoceli stretti!

L'idea promossa da taluni di costruire relazioni coi singoli Stati è pura utopia. Lo vediamo con l'Italia, non c'è questione che sia possibile trattare con Roma, tutto viene mandato a Bruxelles, e questo viene fatto da tutti gli Stati europei. La Comunità europea è sì debole e più debole degli anni passati, ma per questo tende ad unirsi ed evitare che siano gli singoli Stati a trattare tra di loro - tutto passa per Bruxelles.

Questa iniziativa di fatto ci farebbe tornare alla discussione "entriamo o non entriamo in Europa?". È questo che vuole l'UDC, vuole riaprire questo dibattito in Svizzera. Personalmente dico che il PPD è assolutamente contrario ad ogni discussione sull'adesione all'UE. Il PPD difende la via bilaterale. Il PPD ha a cuore questa capacità unica che abbiamo costruito di relazionarci con la Comunità europea, teniamocela stretta, lavoriamo per risolvere i problemi. È un lavoro che va fatto a livello di politica interna, è un lavoro dove purtroppo soprattutto la destra negli ultimi anni è sempre mancata, votando contro ogni misura, ogni possibilità di migliorare la situazione nella nostra economia.

Questa iniziativa è un'assurdità, è un grande inganno, le cittadine e i cittadini devono saperlo, non esiste in questo momento un'alternativa per relazionarsi con l'Europa.