Lombardi Filippo · Ständerat · 2019-09-24
Lombardi Filippo · Ständerat · Tessin · CVP-Fraktion · 2019-09-24
Wortprotokoll
Sarò breve perché non è uso, al Consiglio degli Stati, ripetere gli argomenti di chi vi ha preceduto. Però è utile che in quest'aula si senta anche una voce in lingua italiana per sostenere il messaggio che il Consiglio federale ci sottopone.
Sul fondo - l'abbiamo sentito in quest'aula - tutti sono d'accordo che la Svizzera debba continuare ad avere una difesa aerea al passo con i tempi. E quasi tutti ritengono che questo sia il momento di decidere. Abbiamo atteso tanto, abbiamo fatto sbagli di impostazione negli scorsi anni, adesso - e non fra qualche anno - dobbiamo decidere per permettere anche al popolo di dire tempestivamente la sua opinione. Per queste ragioni sostengo l'entrata in materia su questo decreto federale e vi invito a respingere la proposta di rinvio Savary che altro non è che una chiara manovra dilatoria: tutte le richieste formulate hanno già ricevuto risposta nel messaggio del Consiglio federale o possono ricevere risposta oggi nel contesto del nostro dibattito e voto sulle proposte della maggioranza e delle minoranze che ci sono sottoposte.
La strada scelta dal Consiglio federale è quella giusta, cioè sottoporre al popolo, come eccezione nell'insieme delle spese della Confederazione, questo oggetto, perché ha un valore simbolico particolare. È giusto sottoporre al popolo la domanda di fondo: vogliamo o non vogliamo un'aviazione che garantisca il nostro spazio aereo anche in futuro e che garantisca anche quella credibilità politica internazionale che un paese come la Svizzera, che vuol fare rispettare la sua neutralità, deve assolutamente avere?
La scelta del tipo di aereo va poi lasciata ai tecnici. Non dobbiamo ripetere l'errore della catastrofica campagna che ha caratterizzato la discussione sull'aereo Gripen. In quell'occasione si è in pratica andati a sottoporre l'oggetto al popolo con la somma di tutte le opposizioni possibili: chi non vuole l'esercito e nemmeno vuole l'aviazione; chi vuole l'esercito ma preferisce sostenere le truppe di terra e spendere di meno per l'aviazione; chi vuole la difesa aerea ma non sosteneva l'aereo scelto e voleva un altro modello di aereo. Non era possibile fare peggio e il risultato si è visto. La strada tracciata questa volta è quella giusta e ringrazio il Consiglio federale di avercela proposta.
Ultima osservazione, sulla proposta di minoranza Baumann, all'articolo 2, concernente gli affari di compensazione: non figuro nella minoranza, in commissione mi sono astenuto in quel voto, perché la commissione aveva già respinto la mia proposta di compromesso di 80 per cento, scegliendo il 100 per cento, e non mi pareva logico continuare quel dibattito in commissione. Davanti al plenum sono però pronto a sostenere con convinzione la minoranza Baumann, secondo la quale almeno il 60 per cento dei costi devono essere compensati con degli ordini in Svizzera nei settori che ci indica il Consiglio federale.
Perché "almeno il 60 per cento" è una buona risposta, è migliore di quella del Consiglio federale che dice 60 per cento e basta. Perché nel corso dei prossimi anni, evidentemente, si potrà vedere se ed a quali condizioni alzare questa percentuale. Ma fissarla fin da oggi al 100 per cento significa non dare nessuna flessibilità a chi deve poi gestire questo progetto, negoziare i prezzi e trovare alla fine la soluzione migliore anche per le tasche dei cittadini che sono chiamati a pagare questi aerei. Farli costare di più solo per aumentare al massimo gli affari di compensazione, che vengono ripartiti su industrie che non hanno nulla a che vedere con il settore della difesa o dell'aeronautica, sarebbe sbagliato e anche difficile da spiegare ai cittadini
In conclusione, vi invito ad entrare in materia, respingere la proposta di minoranza Savary e all'articolo 2 sostenere la minoranza Baumann.