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Cassis Ignazio · Bundesrat · 2019-12-03

Cassis Ignazio · Bundesrat · Tessin · 2019-12-03

Wortprotokoll

Rispondo volentieri alla sua questione. La clausola della non discriminazione, presente nell'attuale legge, è stata spiegata e interpretata dal Consiglio federale nell'ambito della sua risposta all'interpellanza Pfister Gerhard 19.4299 che chiedeva, cosa significa concretamente "misure discriminatori". Il Consiglio federale ha spiegato che questa espressione è intesa come un concetto giuridico, che può essere applicato laddove i trattati internazionali prevedono che non ci sia discriminazione; è per esempio il caso dei trattati nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio. In tal caso, il Consiglio federale non potrebbe liberare i soldi, se le discriminazioni in corso contravvengono a delle norme di diritto pubblico internazionale.

Devo anche precisare che dal profilo giuridico non c'è un divieto di discriminazione tra Stati laddove non è stabilito diversamente. Quindi c'è la possibilità che Stati si discrimino se non hanno concordato diversamente. In tal caso una simile discriminazione non influirebbe sulla decisione del Consiglio federale di liberare i crediti.

Concretamente, se il Consiglio nazionale in questa sessione appoggia la legge ed elimina le divergenze con il Consiglio degli Stati possiamo iniziare a preparare i contratti con i 13 paesi dell'Est europeo, UE-13, per vedere che tipi di progetti si vogliono compiere in quali ambiti e quindi fare tutti i lavori preparatori necessari. Ma i documenti per i relativi progetti saranno firmati e quindi i soldi potranno partire solo nel momento in cui non ci sarà più, ai sensi giuridici, una discriminazione dell'Unione europea contro la Svizzera.