Lexipedia

Marchesi Piero · Nationalrat · 2020-03-11

Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2020-03-11

Wortprotokoll

Il principale obiettivo dichiarato dai promotori dell'iniziativa è quello di vietare il finanziamento dei produttori di materiale bellico da parte della Banca nazionale svizzera, delle fondazioni e degli istituti della previdenza statale e professionale. Ma cosa fa già oggi la Svizzera in questo senso? La Svizzera sostiene misure di promozione della pace e della neutralità e si impegna in favore di condizioni di sicurezza e di politica estera credibili e coerenti. Questi sono [PAGE 311] gli obiettivi del nostro paese - e la Svizzera li persegue con coerenza.

Come accade spesso, dietro gli accattivanti titoli delle iniziative, si nasconde un testo, come in questo caso, che in caso di approvazione dell'iniziativa avrebbe conseguenze molto pericolose. Alcuni esempi: il termine "produttori di materiale bellico" è molto generico. Applicare la proibizione a tutto il settore equivarrebbe ad impedire qualsiasi attività legata al settore, e le conseguenze per i posti di lavoro nel paese sarebbero devastanti. Per i fondi di investimento delle casse pensioni verrebbe a mancare una branche importante di investimento nei loro portafogli. A questo riguardo è utile ricordare che queste entità negli anni si sono adattate a rigidi criteri etici negli investimenti. Un ulteriore irrigidimento sarebbe oltre che inutile anche controproducente allo scopo di queste entità.

Se l'iniziativa venisse approvata, le varie casse pensioni, la cassa AVS eccetera, avrebbero una chiara limitazione degli investimenti, e gli obiettivi che sono anche spesso fissati dal legislatore verrebbero difficilmente garantiti. I cittadini, a giusta ragione, si lamentano dei bassi rendimenti delle casse pensione. Evitiamo dunque di peggiorare ulteriormente questa situazione.

Anche per le nostre banche questa iniziativa sarebbe un problema, perché provocherebbe un indebolimento dell'attratività della nostra piazza finanziaria in seguito a minori investimenti possibili.

Un altro aspetto, forse il peggiore considerando le esperienze passate, è che se l'iniziativa venisse approvata, la Svizzera sarebbe una delle poche entità ad adottare questa proibizione. Ancora una volta la Svizzera fungerebbe da prima della classe. Potremmo poi vantarci di essere i più bravi, magari darci anche qualche pacca sulle spalle, ma alla fine ci accorgeremmo che gli altri Stati fanno l'esatto contrario. Il volontario e prematuro smantellamento del segreto bancario, che ha causato la perdita di moltissimi posti di lavoro per i cittadini svizzeri, dovrebbe ricordarci cosa non bisogna fare.

Questa iniziativa è pericolosa perché mette a rischio molti posti di lavoro e l'esistenza di altrettante aziende svizzere. Provocherebbe inoltre un generale indebolimento della piazza finanziaria. Il tutto senza ottenere risultati tangibili in quanto gli standard adottati dal nostro paese in materia sono già adeguati.

Un ultimo punto politico: questa iniziativa è un ulteriore attacco al nostro esercito, anche se in modo indiretto. Ma l'obiettivo di buona parte dei promotori è sempre quello: una Svizzera senza esercito!

Per questi motivi vi invito a bocciare l'iniziativa. Questo anche per evitare, ancora una volta, di farci del male con le nostre stesse mani.