Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2021-05-04
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2021-05-04
Wortprotokoll
Questa mozione del 2019 fa seguito ad uno studio realizzato un paio di anni fa dall'Alta scuola di scienze applicate di Zurigo. Da questo studio risultava che quasi la metà, circa il 40 per cento, degli estremisti islamici registrati in Svizzera è a carico dell'aiuto sociale in varie forme, compreso l'aiuto ai rifugiati. Ciò significa che queste [PAGE 829] persone si radicalizzano, radicalizzano altri, e magari pianificano pure attentati mentre vivono di aiuti pubblici. Quindi, in sostanza sono pagati dallo Stato per simili servigi.
Da tempo, inoltre, gli esperti ammoniscono sull'effetto di attrazione esercitato sui malintenzionati da una socialità troppo generosa nei confronti dei migranti. E tra i malintenzionati sono evidentemente compresi gli estremisti islamici. Alcuni Stati, a tal proposito, hanno preso o stanno prendendo delle misure incisive. Pensiamo alla Danimarca, tra l'altro con un governo socialdemocratico, che persegue l'obiettivo "zero asilanti", mira ad introdurre dei tetti massimi di migranti non occidentali nei quartieri urbani e rimpatria gli asilanti siriani. Pensiamo anche all'Austria, il cui governo intende mettere fuori legge l'islam politico.
In Svizzera, l'estremismo islamico non è una teoria, è una realtà, perché abbiamo già avuto degli attentati, di cui uno a Lugano, la mia città.
La presente mozione fa parte di una lunga serie di atti parlamentari che sono stati presentati negli ultimi anni da vari deputati, in genere tutti della stessa area politica, per evitare che la Svizzera diventi una sorta di Paese del Bengodi per islamisti. Perché tanti atti parlamentari su questo tema? Evidentemente, perché la situazione attuale preoccupa. Eppure, praticamente tutte le richieste in merito sono state respinte, sia dal Consiglio federale, sia dalla maggioranza del Parlamento. Quindi, senza sorpresa, il Consiglio federale si oppone anche a questa mozione perché non si vuole abbandonare la via del garantismo ad oltranza.
Quale massimo interventismo si cita nella presa di posizione governativa una misura contenuta nel nuovo pacchetto di norme antiterrorismo su cui, tra l'altro, dovremo votare il 13 giugno. In base a questa misura, una persona con una decisione di espulsione cresciuta in giudicato, dunque anche un terrorista, non potrà più beneficiare dell'aiuto sociale, ma solo dell'aiuto d'urgenza. Traduzione: invece di espellere i terroristi senza se ne ma, continuiamo ad ospitarli in Svizzera a carico dello Stato sociale, solo che gli diamo un po' meno soldi.
Non mi dilungo oltre. Non mi faccio illusioni sull'esito della votazione su questa mozione che ovviamente non mi impedirà di presentarne altre, perché, come dicevano i latini, "gutta cavat lapidem". Confido che prima o poi la reale portata della minaccia a cui ci esponiamo, oserei dire di proposito, venga realmente compresa, nella speranza che ciò non avvenga quando sarà ormai troppo tardi.