Gysin Greta · Nationalrat · 2021-05-05
Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2021-05-05
Wortprotokoll
Attualmente in Svizzera 1479 persone sono in attesa di un trapianto. Sono 1479 vite appese a un filo, sono 1479 persone che sperano in un miracolo. A dire la verità, il miracolo parzialmente è già avvenuto: parlo del miracolo della scienza e della tecnica i cui rappresentanti dopo decenni di studi e ricerca hanno sviluppato e continuano a sviluppare strumenti più efficaci perché i trapianti diventino sempre più sicuri e perché si possano ridurre le complicazioni. Ripeto, sono 1479 le persone che fanno parte di quel gruppo, sette volte di più dei rappresentanti del nostro Consiglio - quindi non solo speranza ma già miracolo!
Purtroppo anche in questo caso non solo la scienza e medicina giocano un ruolo. Nell'equazione ci siamo anche noi che attraverso il nostro voto abbiamo la possibilità di mettere la comunità medica, le famiglie, i pazienti e i potenziali donatori nelle condizioni migliori per permettere al miracolo della scienza di compiersi. I dati ci mostrano che a questo proposito in Svizzera la situazione è tutt'altro che ottimale. Inoltre, nella metà dei casi in cui un asporto degli organi sarebbe possibile dal punto di vista medico arriva un rifiuto alla donazione, spesso dovuto al fatto che i famigliari non conoscono la volontà del defunto. Nonostante l'impegno della Confederazione nel sensibilizzare la popolazione attraverso la grande campagna degli scorsi anni, la tendenza non è stata invertita, anzi, dal 2019 si registra un costante calo dei donatori e un conseguente aumento del numero dei pazienti per i quali l'organo indispensabile per la vita arriva troppo tardi o, appunto, non arriva.
Grazie al consenso presunto, che - attenzione! - non significa trapianto automatico degli organi, secondo le stime potremmo raddoppiare il numero di trapianti e salvare quindi un numero maggiore di vite. Sarebbe un cambiamento di paradigma che rispetta la volontà individuale, facilitando al contempo la delicata comunicazione tra personale medico e parenti superstiti nel momento chiave di una donazione.
Oggi, con il nostro voto abbiamo nelle nostre mani la possibilità di dare speranza non solo a chi già attende un organo ma anche a chi si troverà, suo malgrado e senza colpa, su questa lista d'attesa in futuro - abbiamo quindi una grande responsabilità.
Non è facile affrontare questo particolare momento della vita. Vorremmo avere la bacchetta magica per poter alleviare il trauma dei pazienti e sollevare loro dalle difficoltà - chiunque abbia vissuto la perdita di una persona cara sa di cosa parlo. Noi evidentemente non abbiamo questa bacchetta magica. Ma con il nostro voto per l'iniziativa e il controprogetto possiamo fare un piccolo passo concreto nella buona direzione, un piccolo passo che salverà vite, anche quelle di chi oggi si opporrà al consenso presunto. Perché non dimentichiamo che la necessità di un trapianto di un organo purtroppo può toccare tutti. Non è una questione di scelta, dipende dal destino, e a volte purtroppo non ci si può sottrarre a certe situazioni.