Romano Marco · Nationalrat · 2021-06-01
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2021-06-01
Wortprotokoll
Nel nostro paese federalista conosciamo piani di azione nazionali su decine se non centinaia di tematiche e problematiche in tutti gli ambiti politici. È uno strumento molto utilizzato ed apprezzato anche dai cantoni.
Con questo postulato chiedo al Consiglio federale di elaborare un rapporto che analizzi varie opportunità per promuovere un piano d'azione nazionale di educazione allo sviluppo sostenibile a livello di scuola obbligatoria. Nel rispetto dell'autonomia cantonale e dei numerosi progetti già in essere, la Confederazione ha la facoltà e l'opportunità di analizzare il quadro generale per un concetto trasversale di sensibilizzazione e formazione per l'infanzia e l'adolescenza in materia di rispetto dell'ambiente e di uso parsimonioso e cosciente delle risorse - parliamo di educazione ambientale. Oggi si fa tanto, e l'opinione pubblica rivendica sempre maggiore impegno. Allora riassumiamo quanto stiamo facendo, quant'è in corso per dare ulteriore forza al nostro impegno e mettere in evidenza i risultati ottenuti.
Il governo respinge la proposta affermando che "visto l'elevato numero di offerte esistenti in materia e la presenza del tema nei vari piani di studio del ciclo obbligatorio, il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire".
Proprio per tutto quanto è in corso e riassunto nell'interessante parere del Consiglio federale sono convinto che un rapporto generale sia tanto utile quanto importante per rafforzare le politiche in atto. Questo soprattutto per sfatare due miti contrapposti e sempre più polarizzanti: gli uni dicono che non si fa nulla o non occorre fare nulla mentre gli altri dicono che si fa troppo rispettivamente non occorre fare così tanto.
Mettiamo quindi nero su bianco quanto si fa, come, con quali mezzi, quali sono i fini, quali i tempi e momenti, se ci sono "best practices" - ce ne sono sicuramente -, quali sono gli spunti futuri, e mettiamo il tutto anche in relazione alla crescente digitalizzazione nel settore della formazione e dell'educazione. Un rapporto che analizzi il quadro attuale e valuti le possibilità di sviluppo futuro permetterebbe di aprire la discussione di istituzionalizzare in maniera democratica un dibattito fortemente presente in una parte rilevante della popolazione.
Il rapporto dovrebbe proprio partire dai risultati positivi generati dal centro Education 21 e dalle esperienze acquisite, analizzando varie opportunità e possibilità di promuovere un rinnovato piano d'azione nazionale di educazione allo sviluppo sostenibile a livello di scuola obbligatoria.
L'autonomia cantonale e le attività già in essere non sarebbero lese ma condivise in un piano nazionale che andrebbe adottato in un contesto volto a rafforzare la presenza del tema. La documentazione in materia è ricca, c'è potenziale per armonizzare ed impiegare con maggiore efficacia le risorse. Un rapporto permetterebbe di disporre di un documento attuale, utile alla discussione politica sempre accesa su questo tema.
Come già in realtà esiste ad esempio in materia di sicurezza stradale e sessuale è importante che il paese disponga di un concetto trasversale di sensibilizzazione e formazione per l'infanzia e l'adolescenza in materia di rispetto dell'ambiente e di uso parsimonioso e cosciente delle risorse. Non [PAGE 934] si tratterebbe quindi dell'ennesimo rapporto ma di una base su cui costruire gli sviluppi futuri e che raccolga il numeroso materiale presente nel paese.