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Romano Marco · Nationalrat · 2021-06-14

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2021-06-14

Wortprotokoll

Lo scorso 16 ottobre 2020, la Commissione delle istituzioni politiche ha svolto un'audizione e successivamente una discussione sul tema della realizzazione pratica dell'iniziativa popolare "per l'espulsione di stranieri che commettono reati".

L'attuazione delle nuove regole, in vigore dal 1° ottobre 2016, ha infatti generato discussioni e divergenze di applicazione nei cantoni, che imponevano la necessità di mettere già mano al Codice penale per migliorare l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati. A tale fine, la commissione ha ascoltato rappresentanti dell'Associazione svizzera dei magistrati e della Conferenza dei procuratori della Svizzera, accompagnati dai competenti servizi dell'amministrazione federale.

Fondamentalmente, le nuove regole vengono applicate dalle autorità giudiziarie conformemente alla Costituzione e alle leggi, quindi non c'è un problema di rispetto del quadro normativo, ma piuttosto un problema di applicazione uniforme, omogenea e coerente della volontà popolare, che è stata stabilita e confermata anche dal Parlamento. L'espulsione giudiziaria costituisce la regola, mentre il ricorso alla clausola per i casi di rigore è l'eccezione.

Grazie agli spunti concreti e mirati ricevuti durante l'audizione - cosa che non capita spesso - la commissione ha deciso di adottare, nel gennaio di quest'anno, la mozione che è stata accolta dal Consiglio federale. Dunque si tratta di un esercizio ben riuscito: audizione, discussione, proposta al Consiglio federale, e Consiglio federale che propone successivamente di adottare la mozione.

La mozione mira a modifiche puntuali del Codice penale fondate sulle esperienze acquisite e sulle incongruenze emerse in questi primi anni di applicazione. Sostanzialmente, la commissione invita il Consiglio federale a muoversi in tre ambiti al fine di ottimizzare il sistema.

1.[NB]Spesso non è un tribunale a giudicare i reati figuranti nell'elenco dei reati di cui all'articolo 66a capoverso 1 lettere d, f, h del Codice penale, ma direttamente il Ministero pubblico nell'ambito di una procedura di decreto d'accusa.

La commissione ritiene che la legge vada modificata in modo che il Ministero pubblico possa pronunciare direttamente, mediante il decreto d'accusa, l'ordine di espulsione giudiziaria in questi casi lievi ma evidenti. Nel concreto, si pensa soprattutto a persone senza statuto di soggiorno e ai cosiddetti turisti criminali o criminali turisti.

2.[NB]Il Codice di procedura penale prevede che ciascun imputato debba essere difeso qualora rischi di subire un'espulsione giudiziaria. In base alle esperienze maturate, la commissione ritiene che questo non debba valere per gli imputati stranieri che non hanno mai avuto un permesso di soggiorno o che sono giunti in Svizzera unicamente allo scopo di compiervi un reato, i cosiddetti turisti criminali, come già detto. In questi casi, la difesa obbligatoria dev'essere esclusa. Il semplice fatto che vi sia un rischio di espulsione giudiziaria non giustifica infatti una difesa obbligatoria. Queste persone non erano e non sono in Svizzera, e non devono restarci.

3.[NB]L'elenco dei reati di cui all'articolo 66a capoverso 1 lettera[NB]d, "furto in combinazione con violazione di domicilio", lettera[NB]f, "diversi reati di truffa", nonché lettera h, "pornografia", del Codice penale dev'essere riesaminato e precisato in merito ai casi di lieve entità che si verificano con elevata frequenza. Le infrazioni e le contravvenzioni di lieve entità devono essere espressamente escluse dall'espulsione obbligatoria, in particolare qualora siano commesse da giovani stranieri cresciuti in Svizzera. In casi estremi può comunque essere pronunciata un'espulsione non obbligatoria.

Infine, la commissione auspica, come il Consiglio federale, che la Confederazione e i cantoni armonizzino al più presto il rilevamento dei dati relativi alle espulsioni giudiziarie e all'applicazione della clausola relativa ai casi di rigore.

La commissione ha accolto questa mozione con 16 voti contro 8, ai punti 1 e 2, e all'unanimità al punto 3, e auspica che anche il consiglio proceda in questo senso.