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Regazzi Fabio · Nationalrat · 2022-03-01

Regazzi Fabio · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2022-03-01

Wortprotokoll

Das Grenzgängerabkommen zwischen der Schweiz und Italien steht seit Langem auf der Agenda. Die Regelung der grenzüberschreitenden Fragen ist angesichts dreier Ziele notwendig, mit denen sich unter anderem auch der Kanton Tessin in Bern eingebracht hat: Erstens soll die Neuverhandlung bzw. Kündigung der Vereinbarung von 1974 den Anteil der Kantone an den Steuereinnahmen erhöhen. Die neue Lösung soll zweitens auf dem Grundsatz der Gegenseitigkeit aufbauen und drittens die steuerliche Belastung der Grenzgängerinnen und Grenzgänger im Vergleich zur heutigen erhöhen. Somit sieht das neue Grenzgängerabkommen neue Besteuerungsregeln vor, die für alle neuen Grenzgängerinnen und Grenzgänger gelten.

Gemäss dem neuen Text werden die bestehenden Grenzgängerinnen und Grenzgänger weiterhin ausschliesslich in der Schweiz besteuert, während die neuen Grenzgängerinnen und Grenzgänger auch in Italien ordentlich besteuert werden. Obschon Italien die daraus resultierende Doppelbesteuerung vermeiden muss, führt dies zu einer wesentlichen Erhöhung der Steuerlast der neuen Grenzgängerinnen und Grenzgänger, was den Grenzgängerstatus in seiner Attraktivität mindert.

Gemäss Vereinbarung von 1974 liefern die betroffenen Kantone fast 40 Prozent der von den Grenzgängerinnen und Grenzgängern erhobenen Steuern an Italien ab. Der Schweizer Fiskus behält demnach etwas mehr als 60 Prozent der gesamten Quellensteuer. Die neuen Grenzgängerinnen und Grenzgänger werden im Staat des Ortes, an dem sie die Erwerbstätigkeit ausüben, also fast ausschliesslich in der Schweiz, mit 80 Prozent des Totals der normalerweise erhobenen Quellensteuer besteuert.

Generell entspricht der Inhalt des neuen Grenzgängerabkommens den im Verhandlungsmandat und in der Roadmap festgehaltenen Zielen. Das neue Grenzgängerabkommen wurde in enger Zusammenarbeit mit den Behörden der Kantone Graubünden, Tessin und Wallis ausgearbeitet. Die Ziele, die definiert wurden, sind praktisch alle erreicht. Einzig die zehnjährige Übergangsphase scheint lange zu sein. Demnach werden die heutigen Grenzgängerinnen und Grenzgänger - das sind viele Zehntausend - bis 2033 gemäss heutigem Regime besteuert. Das bedeutet, dass die Vorteile für den Schweizer Fiskus nur langsam anfallen werden und erst 2033 ganz ausgeschöpft werden können.

Die Mitte-Fraktion stellt sich hinter dieses Abkommen und empfiehlt die Annahme. Lassen Sie mich noch ein paar persönliche Überlegungen hinzufügen.

Stiamo trattando uno dei diversi capitoli, annosi, che ci legano con l'Italia. L'accordo sui frontalieri, finalmente a maturazione, è solo uno dei capitoli aperti. Molti altri, contenuti tra l'altro in una roadmap sottoscritta dai due paesi nel 2015, sono ancora fermi al palo. Tra le tematiche su cui malgrado numerose dichiarazioni di intenti non si fanno passi avanti vi è l'accesso al mercato per i servizi finanziari. L'Italia non solo non riconosce la FINMA, ma mette in campo una politica chiaramente ostile e protezionistica, malgrado la roadmap sottoscritta parlasse una lingua differente. Francamente fatico a capire come possa essere accettato da parte nostra il fatto che la Svizzera figuri ancora su una "black list" al pari di paradisi fiscali.

I dossier aperti sono diversi, lo schema adottato dall'Italia è lo stesso. Seguendo il dialogo sui diversi temi si capisce molto bene come procede il nostro partner - per così dire - italiano, rimettendo costantemente in discussione affermazioni e volontà dichiarate in precedenza. Questo modo di condurre le trattative - sicuramente dovuto anche ad un'instabilità interna - è conosciuto da tempo e dimostra un'abilità che va riconosciuta alla nostra controparte, dalla quale dovremmo forse imparare qualcosa. Questo mi fa ribadire quanto ho già avuto modo di esprimere in commissione e che accomuna molti osservatori delle relazioni tra Svizzera e Italia: occorre un approccio globale che permetta scambi di favori incrociati tra i dossier e che vincoli la conclusione di un tema a quello di un pacchetto intero. Solo in questo modo è possibile sottrarsi agli atteggiamenti ondivaghi e alla chiara strategia protezionistica italiana.

Sotto questo aspetto invito il Consiglio federale ad adoperarsi in futuro con un approccio diverso affinché gli interessi della nostra nazione e quindi anche del mio cantone vengano considerati a 360 gradi e non solo in modo parziale o settoriale. Perché tutto si può dire, ma considerarsi partner e al contempo figurare da oltre vent'anni su una per altro inutile "black list" al pari di paradisi fiscali come le Isole Vergini è inaccettabile - soprattutto dopo cinque anni da quando abbiamo concesso lo scambio automatico delle informazioni - ma è comunque emblematico di come la trattativa sia stata condotta da parte svizzera.

Accanto alla proposta di approvare questo accordo mi permetto dunque di invitare il Consiglio federale, come ho già fatto in commissione, a rivedere la propria strategia con l'Italia a favore di un approccio globale e a mio avviso probabilmente più efficace.