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Carobbio Guscetti Marina · Ständerat · 2022-03-15

Carobbio Guscetti Marina · Ständerat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2022-03-15

Wortprotokoll

Di fronte alla guerra, le atrocità di questa guerra, di fronte all'aggressione dell'Ucraina da parte del regime di Putin, di fronte alle atrocità commesse nei confronti dei civili e di fronte alla grave violazione dei diritti umani, di fronte alla distruzione di scuole e di ospedali, addirittura di un ospedale pediatrico, di abitazioni, di fronte a tutto ciò, di fronte a quello che l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha definito il più grande esodo di profughi dalla seconda guerra mondiale, noi oggi dovremmo discutere di sforzi per la pace e non, come richiesto con l'interpellanza e da alcuni colleghi che sono intervenuti, di ulteriori spese militari.

Discutere oggi dell'assetto dell'esercito e del suo futuro senza un'ampia riflessione, addirittura chiedere, come hanno fatto alcuni colleghi, per esempio anche la collega Gmür-Schönenberger, di ritirare un'iniziativa popolare che ha fatto il suo percorso democratico, discutere di che esercito vogliamo, vuol dire portare avanti oggi, senza un'analisi, un dibattito pretestuoso e addirittura pericoloso. È pericoloso perché ci distoglie dal fatto che il concetto di sicurezza è molto più ampio e non si limita solo a quello militare.

Parlare di sicurezza vuol dire anzitutto parlare degli sforzi della pace; vuol dire parlare di minaccia nucleare anche per i civili, come prima ha detto anche il collega Sommaruga; vuol dire parlare della necessità, anche per il nostro paese, di liberarsi al più presto dalla dipendenza del petrolio e dal gas naturale russo che oggi serve a finanziare la guerra; vuol dire parlare di conseguenze sociali ed economiche e di emergenza alimentare. Gli investimenti per la sicurezza della [PAGE 168] popolazione dovranno essere fatti in modo ragionato e senza tralasciare nessun ambito.

C'è un'enorme solidarietà nei confronti della popolazione ucraina e da chi fugge dalla guerra. È quindi importante che anche oggi durante questa discussione rinnoviamo la nostra attenzione alle conseguenze della guerra sulla popolazione civile e alle persone in fuga.

È molto positiva la decisione del Consiglio federale di applicare lo statuto di protezione speciale, lo statuto S, per tutti i rifugiati provenienti dall'Ucraina. Perché la guerra sconvolge la vita dei residenti ucraini ma anche di cittadini di Stati terzi che si trovano nel paese e sono dovuti fuggire da questo terribile conflitto. Mi auguro quindi che l'introduzione di questo statuto sia un segnale per una diversa politica dell'accoglienza, per una Svizzera aperta nei confronti di chi fugge da ogni tipo di guerra, compresa quella civile, dai crimini di guerra e dalle violazioni dei diritti umani. Possiamo dare ai conflitti nomi diversi, a segnare gravità disparate delle persecuzioni subite dagli altri. Ma tutti coloro che sono costretti a fuggire e a chiedere asilo meritano la nostra attenzione per la loro dignità e sofferenza.

Oggi è l'occasione per il governo di fare chiarezza su come intende muoversi concretamente la Svizzera, con l'Unione europea, nell'ambito dell'accoglienza e della ripartizione delle persone in fuga, dei rifugiati. Come ho detto e come lo ha ricordato prima anche il collega Stöckli, è positiva la decisione del Consiglio federale di applicare lo statuto S, che di fatto riprende anche alcune disposizioni decise dall'Unione europea.

Mi permetto quindi di porre alla consigliera federale alcune domande che vanno al di là del suo dipartimento. Ma è qui anche in qualità di rappresentante dell'intero Consiglio federale e ho sentito che su questi temi ci sono state delle riflessioni.

Notamment suite à l'introduction du permis S, j'aurais aimé savoir comment le Conseil fédéral entend protéger les personnes les plus vulnérables. J'ai pris connaissance - avec plaisir - de la réponse de la conseillère fédérale Karin Keller-Sutter qui, hier, lors de l'heure des questions au Conseil national, a indiqué que les autorités suisses accordaient une attention particulière à la protection des femmes qui ont fui l'Ukraine car, nous le savons, les femmes et les jeunes filles figurent parmi les groupes les plus vulnérables.

Quelles sont, concrètement, les mesures spécifiques prévues pour soutenir les femmes qui ont été victimes de violences ou qui sont victimes de violences au cours de leur fuite d'Ukraine?

L'Unicef a tiré la sonnette d'alarme concernant les mineurs non accompagnés - on parle d'un million de mineurs non accompagnés. Y a-t-il des mesures spécifiques pour les mineurs non accompagnés arrivant en Suisse?

Y a-t-il des mesures pour les autres groupes à risque ou vulnérables, par exemple les personnes handicapées?

Est-il prévu d'octroyer des forfaits pour soutenir les cantons, non seulement pour les cours de langue, comme annoncé, mais aussi pour répondre à d'autres besoins d'intégration?

En outre, quel type de protection s'applique aux personnes fuyant la Russie - par exemple des dissidents russes s'opposant au régime - et qui arrivent en Suisse?

J'aurai, pour terminer, Madame la conseillère fédérale, une question concernant les auteurs de cette agression. La Suisse envisage-t-elle de participer - et, le cas échéant, de quelle manière - aux efforts visant à ce que les responsables de ces crimes - Poutine et son régime - répondent de leurs actes? Je pense que c'est une question dont il faut débattre aussi, et que nous devons nous poser.

Sono grata per l'opportunità che ci è stata data con questo dibattito, il quale evidenzia che la questione della sicurezza va ben al di là e deve andare ben al di là degli aspetti puramente militari. Ovvero, è importante capire che con un aumento delle spese militari non riusciremo a soddisfare questi bisogni urgenti, ai quali siamo chiamati a rispondere.