Romano Marco · Nationalrat · 2022-03-15
Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2022-03-15
Wortprotokoll
La commissione ha esaminato questa iniziativa parlamentare nel mese di novembre dell'anno scorso. L'autore dell'iniziativa chiede che le imprese con 250 o meno collaboratori - sono considerate le persone che lavorano a tempo pieno e gli apprendisti sono esclusi - siano esentate dal pagamento del canone per la radio e la televisione. Il limite di 250 dipendenti si fonda sulla definizione in uso a livello statistico delle PMI. Per realizzare l'intento avanzato nell'iniziativa occorrerebbe modificare l'articolo 68 della legge federale sulla radiotelevisione.
Ci troviamo di fronte a una divergenza tra le due Camere. Riassumendo vi ricordo che in sostanza la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale in una prima fase ha dato seguito all'iniziativa, decisione presa il 17 febbraio 2020 con 13 voti contro 12. Successivamente, il 15 aprile del 2021, l'omologa commissione degli Stati l'ha respinta con 8 voti contro 4 e 1 astensione. Ora la vostra commissione ribadisce la propria decisione di dare seguito all'iniziativa, e lo fa con 14 voti contro 10. La commissione vi propone quindi nuovamente di approvare l'iniziativa parlamentare Regazzi.
Nel tessuto economico è presente un forte malcontento e malessere, accompagnato da un grande senso di ingiustizia, in relazione al nuovo sistema di imposizione del canone per le imprese, entrato in vigore nel gennaio del 2019.
Il canone in funzione della cifra d'affari risulta eccessivamente pesante ed inappropriato, soprattutto per le piccole e medie imprese che fanno registrare elevate cifre d'affari ma esigui margini di utile. Prendiamo l'esempio, indicato dall'autore dell'iniziativa, di un rivenditore di automobili con annessa officina che per lo stesso apparecchio radiofonico si è visto aumentare il canone da 200 franchi, come da modello precedente, a 5750 franchi, con il modello attuale. Si tratta di un aumento considerevole - 26 volte in più! -, senza che la marginalità dei propri affari fosse mutata. È invece aumentato in maniera esponenziale il contributo per il pagamento del canone. Il settore automobilistico genera cifre d'affari elevate ma, come ho detto, i margini sono e restano limitati.
Da qui emerge il primo problema di fondo, per cui occorre tornare sulla decisione presa dalle Camere federali. La cifra d'affari, anche se è scalare e il Consiglio federale ha già apportato delle modifiche, non costituisce un riferimento appropriato per classificare le imprese nelle corrispondenti categorie tariffarie. Si creano effetti soglia e distorsioni estremamente penalizzanti. La capacità finanziaria e la fruizione di prodotti radiotelevisivi non hanno nessun legame diretto con la cifra d'affari.
Malgrado i correttivi proposti dal Consiglio federale nel 2021, la maggioranza della commissione ritiene inoltre che persista il problema di fondo: tanto i datori di lavoro quanto i lavoratori pagano già il canone come privati cittadini nel quadro della loro economia domestica. Di conseguenza, questa imposizione dell'azienda risulta una doppia imposizione, una imposizione limitativa. Se il rivenditore del citato garage ha già pagato il canone nell'ambito della sua economia domestica, perché deve pagarlo anche sul posto di lavoro o tramite la propria attività economica, spesso portata avanti con un'azienda individuale?
La maggioranza della commissione reputa che occorre rivedere la decisione presa, togliendo questa doppia imposizione iniqua e sproporzionata. Anche perché è spesso fonte di situazioni di vere e proprie distorsioni: a causa di cifre d'affari totalmente differenti, realtà simili generano risultati totalmente differenziati per quanto riguarda l'entità delle somme da pagare.
Si tratta di un onere finanziario ingiustificato per le imprese.
Di conseguenza, la commissione vi raccomanda, con 14 voti contro 10, di dare seguito all'iniziativa parlamentare, con la speranza che anche l'omologa commissione degli Stati veda la necessità di intervenire. Non è lavorando sulla scalarità dell'approccio, sulla cifra d'affari che si risolve il problema. Il problema è un problema di fondo. Si tratta di una doppia imposizione fondata su un criterio errato.