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Gysin Greta · Nationalrat · 2022-09-12

Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2022-09-12

Wortprotokoll

Le donne al mese guadagnano in media 1512 franchi meno degli uomini. Il 45 per cento della differenza non è riconducibile a criteri oggettivi, e presenta quindi una potenziale discriminazione salariale di genere. Sono 700 franchi al mese, 700 franchi che le donne guadagnano meno solo perché sono donne.

Questi dati dovrebbero allarmare chiunque. A maggior ragione se si considera che il principio della parità salariale, secondo cui un lavoro uguale o di uguale valore dev'essere retribuito equamente e senza discriminazioni di genere, è sancito nella Costituzione dal 1981, quindi da più di quarant'anni. Inoltre, dal 1996 abbiamo una legge sulla parità dei sessi. Come dimostrano le cifre citate, la parità è ancora lungi dall'essere una realtà consolidata: le donne sono ancora discriminate sistematicamente a livello salariale.

Esistono rimedi giuridici per difendersi contro le discriminazioni salariali, ma chiunque abbia già avuto a che fare con la giustizia, sa che non solo ci vogliono tanti soldi per far valere i propri diritti, ci vuole anche tanta pazienza. Non ci si deve quindi sorprendere se così poche donne ricorrono alle vie giudiziarie per combattere la discriminazione subita.

Alle poche donne che decidono nonostante tutto di far rispettare i propri diritti e la legge, e a cui un tribunale riconosce il diritto ad un indennizzo a causa di discriminazione salariale, è riservata un'ulteriore, amara sorpresa: le indennità pagate dal datore di lavoro vengono regolarmente tassate dalle autorità. Questo non è invece il caso dei versamenti che vengono versati a titolo di riparazione morale. Le indennità versate per indennizzare un licenziamento abusivo o ingiustificato, ad esempio, sono esentate dall'imposta sul reddito perché hanno una componente di riparazione morale. Secondo il Tribunale federale, questi indennizzi non sono poi parte del salario determinante per la definizione dei contributi sociali.

Non si capisce quindi per quale motivo le indennità versate in base all'articolo 5 della legge sulla parità dei sessi vengano trattate diversamente.

A maggior ragione se si considera che lo stesso Tribunale federale ha sentenziato che anche in questi casi si tratta di indennizzi versati a titolo di riparazione morale.

Con la prassi attuale, alla vittima viene così inflitta una duplice pena: prima per anni subisce discriminazione salariale, poi l'indennizzo ottenuto viene tassato mentre dovrebbe essere considerato una riparazione morale. [PAGE 1375]

La mozione Reynard, ripresa dalla sottoscritta, vuole correggere questa ingiustizia. La legge deve essere modificata, affinché gli indennizzi relativi a un licenziamento abusivo e quelli basati sulla legge sulla parità dei sessi, non siano più considerati come reddito e non vengano quindi più tassati come tali.

Vi ringrazio per l'attenzione e il sostegno.