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Romano Marco · Nationalrat · 2022-09-12

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2022-09-12

Wortprotokoll

Am 6. März 2018 hat der Nationalrat das Postulat Dettling 17.3225, "Den Fleischschmuggel wirkungsvoll eindämmen", angenommen. Somit hat der Bundesrat am 20. Januar 2021 einen interessanten Bericht zur Thematik veröffentlicht.

Die Forderung dieses Vorstosses geht exakt in die gleiche Richtung. Die Dynamiken im Weinmarkt sind sehr ähnlich und müssen unter die Lupe genommen werden. Mit diesem Postulat muss das Phänomen des Weinschmuggels umfassend untersucht werden, um es bedeutend zu reduzieren. Ausserdem muss die konkrete Wirksamkeit der geltenden Gesetzgebung geprüft werden.

Perché un rapporto sul commercio illegale e sul contrabbando di vino? Perché il fenomeno nelle regioni di confine è presente, difficile tuttavia da intercettare e quantificare. Ma vi sono significativi elementi per ritenere che tanto privati quanto realtà aziendali disoneste approfittino della zona di confine e della difficoltà di controllare il commercio di vino attraverso la frontiera. Si tratta di dinamiche che vanno a forte danno del mercato locale, indigeno e della produzione svizzera di vino. Ma danneggiano anche gli importatori professionisti che subiscono conseguenze dirette da queste dinamiche, perdendo fette di mercato, perché superati da persone che approfittano della difficoltà di controllo per eludere il pagamento di dazi, quando dazi vanno pagati, e soprattutto l'imposta sul valore aggiunto.

Penso in primis a movimenti poco chiari di importatori o presunti tali che con vari escamotage importano quantità rilevanti di vino per ridistribuirlo in Svizzera. Vi sono poi singoli frontalieri che portano due o tre bottiglie di vino per gli amici, spesso facendolo anche in maniera regolare: Che prove abbiamo che queste bottiglie di vino poi non vengano rivendute, eludendo l'imposta sul valore aggiunto? Ma penso soprattutto al settore della ristorazione, perché è qui che il fenomeno è più presente, i sintomi in questo senso sono chiari.

È nell'ambito della ristorazione che il collaboratore frontaliere regolarmente importa due o tre bottiglie di vino nel quadro dell'importazione concessa, le sei bottiglie quotidiane: il frontaliere entra nel nostro paese, porta le bottiglie e le consegna al proprio datore di lavoro. In Italia o in Francia le ha pagate qualche euro. Il consumatore svizzero le trova poi sulla carta a 50, 60, 100, 200 franchi. Abbiamo quindi a che fare con una chiarissima elusione del quadro normativo vigente, ad un chiarissimo attacco a chi il vino lo commercia in maniera legale e nel quadro delle regole da osservare.

Il fenomeno è presente nelle regioni di confine. Vi sono già state varie azioni da parte del corpo delle guardie di confine per verificare la situazione e in alcuni casi sono state accertate delle irregolarità. Per questo ora è necessario fare un rapporto che inquadri il fenomeno nella sua globalità, verifichi i disposti legislativi vigenti e approfondisca piste per riuscire a combattere queste situazioni.

Quale argomento per respingere il postulato, il Consiglio federale cita l'onere burocratico e la difficoltà di scoprire questi fenomeni, aggiungendo di non essere in grado di valutare il fenomeno a fondo. A mio giudizio, per chi opera in questo settore - e poco importa se il vino lo produca o lo commerci - si tratta di una risposta molto insoddisfacente. Così come si è agito per la carne, è possibile farlo anche per il vino. Il fenomeno è diffuso, è presente e vi sono indizi e segnalazioni passate sia all'Amministrazione federale delle finanze sia al corpo delle guardie di confine. Quindi si può sicuramente agire e stilare un rapporto per comprendere come affrontare il fenomeno oggi e capire se i disposti legislativi vigenti sono ancora attuali.