Marchesi Piero · Nationalrat · 2022-12-13
Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2022-12-13
Wortprotokoll
L'iniziativa parlamentare chiede di modificare la legge sul Parlamento, così da obbligare i parlamentari a indicare l'importo delle remunerazioni percepite per funzioni da loro svolte, ad esempio in consigli d'amministrazione, quando esse superano i 12[NB]000 franchi l'anno. Gli autori dell'iniziativa ritengono che rendendo più trasparenti i flussi finanziari e le remunerazioni percepite dai vari parlamentari porterebbe a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Il registro degli interessi attualmente non permette di conoscere l'importo dell'indennità che un parlamentare riceve per un mandato. Nell'interesse della trasparenza, sempre secondo gli autori dell'iniziativa, questa situazione deve cambiare. Fino a 1000 franchi al mese un mandato può essere considerato svolto a titolo onorifico. Il fatto che in un Parlamento ci siano stretti contatti tra i parlamentari e organizzazioni e associazioni è emblematico. Tuttavia, il lobbismo deve essere trasparente, e i parlamentari devono sempre mantenere la piena libertà di decisione.
La Commissione delle istituzioni politiche ha trattato l'iniziativa nella sua seduta del 1° luglio 2022. Rileva che proposte simili sono già state trattate a più riprese e senza successo. La commissione ritiene che redditi derivanti dai vari mandati che un parlamentare può avere rientrino nella sfera privata e che debbano rimanere privati. Il Parlamento di milizia per definizione non è composto da professionisti e pertanto, nel tempo dedicato alle attività private, devono rimanere confidenziali, lasciando così al singolo parlamentare la facoltà di rendere eventualmente pubbliche le remunerazioni extra parlamentari.
L'obbligo di rendere pubblici i mandati extra parlamentari metterebbe la politica di milizia sotto pressione e renderebbe sempre meno interessante la funzione di parlamentare che dovrebbe mettere tutto in piazza, anche informazioni relative alle sue remunerazioni che di fatto sono e rimangono private.
Nell'iniziativa si richiama inoltre la trasparenza assoluta richiesta dal Consiglio d'Europa che appare quindi eccessiva e inapplicabile al sistema della Assemblea federale, nella quale la maggioranza dei deputati esercita il mandato a titolo accessorio.
Va poi detto che la commissione ha rilevato una palese incoerenza dell'iniziativa che chiede di rendere pubblici i dati dei mandati che superano i 12[NB]000 franchi di rimunerazione annua, ma non gli stipendi percepiti da ogni membro del Parlamento. Nella pratica significa che un parlamentare dovrebbe rendere pubblico il suo mandato di 15[NB]000 franchi l'anno ma non uno stipendio di alcune migliaia di franchi percepito a seguito di un contratto di lavoro.
Non si comprende dunque questa disparità di trattamento, soprattutto perché un salariato, anche con un salario molto consistente, non sarebbe costretto a dichiarare i suoi legami di interesse mentre sarebbe tenuto a farlo chi ha un mandato in un consiglio di amministrazione remunerato con solo 15[NB]000 franchi l'anno.
La commissione considera infine poco ragionevole trattare diversamente un parlamentare che esercita un mandato a titolo personale e che dovrebbe quindi dichiarare i suoi redditi da un parlamentare che invece possiede per esempio un'azienda di consulenza e che esercita gli stessi mandati a titolo di attività professionale, permettendogli quindi di eludere tale obbligo di dichiarazione.
Una minoranza della commissione ritiene invece che sia nell'interesse dei cittadini conoscere i redditi percepiti dai parlamentari per le funzioni esercitate. Invece la commissione, con una maggioranza di 14 voti contro 10, chiede di non dare seguito all'iniziativa parlamentare. [PAGE 2331]